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Da una trincea di vento

Scusi, a lei piace la poesia?” Con questo stile, abbastanza inconsueto il poeta Lorenzo Mullon si avvicina alle persone che incontra, quasi un poeta ambulante, offrendo le sue opere a prezzo poetico. Questa l’originalità, ma non solo questa, del poeta che sto per presentare, attraverso questo suo testo di poesie.

È facile incontrarlo a Venezia, al Campo del Ghetto oppure a Punta della Dogana o dove lo porta l’ispirazione del momento.

Tengo tra le mani Da una trincea di vento, la sua prima raccolta “ufficiale”.

Lorenzo Mullon, nella sua vita, tra Trieste dove è nato, Milano e Venezia, ha sempre avuto modo di abitare accanto allo scorrere dell’acqua, ad un torrente, a un fiume, a un naviglio o al mare, quindi in luoghi battuti dal vento.

Ecco quindi spiegabile il titolo; colgo dalle sue poesie qualche verso:

… il vento ha massaggiato il corpo fino a renderlo simile a un suono…” oppure chiosa: “la roggia si riempie / mi espando attraverso l’acqua / divento una sfoglia di onde…

Il suo amore per la poesia è nato quand’era ancora fanciullo e frequentava il Conservatorio, mentre cercava nelle parole un’onda musicale e gioiva se riusciva ad afferrarla. A lui piace affermare che sente la poesia come una sorta di liberazione: “Per rimanere vivi bisogna crescere, diventando bambini-anziani, non adulti-maschera… Il vento dello spirito è una conquista difficile.”

Leggendo queste poesie si rimane colpiti dalla forza sapiente di questi versi; il poeta ci offre immagini vive, di alto spessore interiore. La lettura di molti versi di questo poeta, come sostiene la nota profonda di Paolo Lagazzi, “manifesta la sua capacità di innocenza, la freschezza , la delicatezza, la forza di farci sentire a casa nel buio come nella luce…

Recensione
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