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La parola taciuta

da pensare ma da non dire

L’ultima raccolta di poesie di questo autore, Italo Bonassi, roveretano, poeta eccellente e uomo di profonda cultura, attira subito la nostra attenzione sulla originalità del titolo e non solo: “La Parola taciuta”.

Davanti all’interrogativo che viene spontaneo, ci svela il tutto, nel suo significato, un altro eccelso poeta, Gilberto Antonioli che, in una recente presentazione tenutasi al Cenacolo di poesia “Berto Barbarani, di Verona, ha detto: “La ‘Parola taciuta’, da pensare e da non dire, ci offre l’opportunità di entrare nella complessità dell’intendere del poeta. Lo stesso autore afferma che ‘ognuno ha dentro di sé la parola da non dire, che muore appena esce di bocca o dalla penna’, mentre la parola ‘detta’ costruisce il significato iniziale della poesia e crea il sentire poetico come fonte del sentire umano e costruisce il significato iniziale della poesia.

Il significato di ‘Parola taciuta’ è dunque complesso più di quanto sembri: da tutto ciò traspare la personalità del poeta che si rivela originale, ora visionario, ora sacerdotale, sempre creatore onnipotente di un linguaggio proprio e, allo stesso tempo, universale.

Possiamo dunque dire che il titolo della raccolta non è fine a se stesso, perché punto di partenza, pretesto per ampliare, esaltare il valore della parola “detta”, della parola “scritta” che diviene alchimia di pensieri sublimi.

Lasciando scorrere le varie pagine si scoprono i temi più svariati, come emerge anche dai titoli delle liriche, come “Il Dio che fa roteare il sole” dove l’autore cerca la spiritualità, come pure nella poesia “La croce della formica”, o altre immagini come “Morì di troppa vita”, “Balla, Teresa”, ecc.

Italo Bonassi − è sempre Gilberto Antonioli che dichiara  “si svela in tutta la sua bellezza, ricca di immagini, metafore, simboli, passione.” 

Recensione
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