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Autori e artisti dell'Accademia di San Giorgio
            Un'antologia per letteratura e arte non omologate

Se pensiamo alla caducità di tutte le cose esistenti, alla vanità di ogni aspirazione, anche della rappresentazione dell’anima, del pensiero nei vari momenti del percorso esistenziale, ci proiettiamo alla inazione del cuore, della mente in armonia con esso, lasciando l’umanità alle catene di Téchne. Pericolo da tempo ormai remoto, ancor più ora col Covid 19, globale spada di Damocle con situazioni di accresciute difficoltà non solo materiali nel mondo occidentale, disgreganti la rete sociale.

Una solitudo che non è la beata solitudo di San Bernardo, quel desiderio di pace e di quiete che l’essere volto alla spiritualità ricerca. Difficile in una società di microcosmi affetti da jet lag che la pandemia costringe a ridimensionare non risolvendo, però, il problema, anzi creando negatività maggiormente accentuate. Siamo incapaci di uno sguardo attento alle necessità dell’altro, immessi nello squilibrio per sopravvalutazione dell’“avere” (lo rilevava Erich Fromm), per imposizione del proprio ego in ogni senso.

La morte delle idee e degli ideali a causa della perdita dei “soli”, da Friedrich Nietzsche prevista, non può essere compensata dalla scienza che non è soluzione, come riflette Ludwig Wittgenstein nella rivisitazione del suo Tractatus: “Una volta che tutte le domande scientifiche hanno avuto risposta i nostri problemi vitali non sono neppure toccati”. E Ronald David Lang in L’io diviso considera: “La nostra società non reprime soltanto gli istinti ma anche ogni forma di trascendenza… il nostro stato normale e ben adattato non è che una rinuncia all’estasi, un tradimento alle nostre più vere potenzialità”. All’anima del singolo e della collettività ammalata può farsi consolazione la capacità creativa, dono all’umano essere concesso.

Ed è corrispondenza se l’altro può cogliere nel verso, in una pagina o in una realizzazione artistica quel che nella interiorità più profonda fluttua. Ben sa Marco Delpino, scrittore, saggista, storico, fondatore da anni lontani di note Riviste, di Premi internazionali e Accademie, tra cui l’ “Accademia Internazionale San Giorgio”, amante del Tigullio e impegnato a difesa di esso da tempo remoto. Entusiasmo e vivacità culturale che dal territorio si espande a sollecitare anche il pensiero creativo e riflessivo.

Ed ecco il volume Autori e artisti dell’Accademia di San Giorgio, con in copertina l’affresco “San Giorgio e il drago” della facciata dell’omonimo palazzo a Genova e sul retro il bassorilievo raffigurante San Giorgio come compare sulla facciata di Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure, e poi una ragazza splendente tra sole e mare, bella immagine della rivista Tigulliana.

La corposa raccolta antologica (300 pagine per 95 poeti, narratori e saggisti e per 13 artisti) è a cura del direttore ed editore Marco Delpino, la cui cortesia mi fa presente con la pagina in ricordo del poeta Giorgio Bárberi Squarotti, uno dei più illustri critici letterari del Novecento, scomparso nel 2017. E menzioniamo i 94 di cui è bello cogliere anima ac mens: R. Acri Borello, M. Afferni, B. Albergati, A. Alfano, I. Balsamo, G. Baruffaldi Bellando, F. Bartoli, R. Benzi, M. Bergagna, F. Biacchi, M. Biz, G. Bologna, M.R. Sara Bonsignore, A. M. Campello, O. Cappuccini, G. Cardella, V. Casali, A. Casotti, G. Chiocca, S. Ciampi, P. Conoscenti, S. Contardi, G. D’Aleo, L. D’Alessio, S. Demuro, K. De Renzio, N. Di Girolamo, G. di Sant’Angelo, C. Dimasi, M. T. Dondi, P. Duronio, M. V. Fonti, M. G. Fregosi, A. Ge, A. Giorgi, E. Ghilardi Vincenti, L. Grandelli Canova, L. Iadecola, C. Innocenti, R. La Greca, G. Lai, M. Librale, W. Lombardi, C. Macioce, A. Maltoni, M. Manfio, P. Mantelli, A. Manzi, R. Mattana, D. Micillo, Z. Myrthay, G. Monica, F. Moraglio Giugurta, Suor Carla Mosti, S. Musso, R. Nicolella, C. Nopetti, L. Obbi, A. Pacilio, V. Pallotta, P. Paolacci, R. Parodi Pizzorno, L. Pasini,O. PatroneGrigoletto, F. Pecchi, R. Ponti, A. Pugliese, M. C. Quinale, P. Rainero, L. Rasetti, V. Rebolino, I. Rossi Quaglioni, C. Ruggiero, E. Sanna, R. Saponaro Monti-Bragadin, V. Sartarelli, M. Savastano, M. G. Sbarboro, G. Sica, F. Silvestri, M. Spelta, S. Sterpone, G. Tavcar, M. Testa, A. Tonelli, V. Torrisi, S. Tozzi, L. Tranquillini, N. Vettori, G. Viviani Casanova, A.M. Zenobi e M. Zubboli. Gratificano poi anche le opere artistiche e fotografiche che compaiono nel volume, sono di M. Blandino, M.M. Braglia, C. Brivonese, P. Burzi, R. Buscemi, U. M. Cassissa, S. Demuro, D. Fava, D. Magni, A. Marzi, V. Pallotta, A. M. Scolaro e F. Torrisi.

Tutti parte della “sfida – come evidenzia il giornalista ed editore Marco Delpino – sottesa al progetto dell’“Accademia” di dare risalto a idee originali e alla sostanza, senza arrendersi all’omologazione che sta devastando questa nostra società”, Purtroppo nessun dubbio: “il differente”, cui si riferiva Gilles Deleuze non può realizzarsi nella società stravolta dalla macchina economica, culturalmente omologata, deprivata della individualità/singolarità che è essenza di vita. Una società in cui ad essere premiata è l’omologazione.

La raccolta antologica dell’Accademia di San Giorgio pone, invece, in rilievo i ‘non omologati’, rappresenta pertanto una bella eccezione voluta e realizzata dal Direttore Marco Delpino che della libertà ha fatto dagli anni adolescenziali la sua bandiera.

Recensione
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