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Non assassiniamo la bellezza
            Montanelli-Portofino e un Parco Nazionale

Non rispettare la natura per brama di profitto è gravità enorme che si ritorce a danno di tutti, anche di chi non ha rispetto, delle generazioni future. Se vale per qualsivoglia paesaggio di ogni parte del globo, a maggior ragione per quei paesaggi riconosciuti di particolare valore estetico: tante parti della nostra Italia lo sono. Preziosa bellezza è il Monte di Portofino, quel Parco che si affaccia sul Golfo del Tigullio e sul Golfo Paradiso, voluto dal mitico esploratore Ardito Desio e da tutti gli “Amici del Monte di Portofino”, l’Associazione da lui fondata. Lì il contesto paesaggistico è fascinoso a tal punto che in quell’ incanto si vorrebbe restare, vivere. Così, tra i tanti poeti affascinati dal Tigullio, dichiara anche Ezra Pound, e dice di essersi portato dall’Italia un seme di eucalipto dalla salita che s’inerpica da Rapallo… Il dott. Marco Delpino, Fondatore e Direttore della rivista di attualità, cultura, satira e politica “Bacherontius” (1969, era appena sedicenne), di Associazioni e Premi, ideatore della “Tigulliana”, di “Gente di Liguria”, Vice Presidente dell’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino”, scrittore di successo con parecchi libri nei quali, attraverso ricerche, fa balzare eventi chiarificatori del secondo conflitto mondiale, è nato appunto a Santa Margherita Ligure, ritenuta la Perla del Tigullio.

Per la sua splendida terra il Delpino ha grande amore, lo manifesta, oltre che nel forte legame, nella difesa di essa dalla rovina del cemento. Una difesa iniziata da ventenne con articoli sul periodico “Bacherontius” perché non avvenissero interventi brutalizzanti, portata avanti con passione attraverso sollecitazioni, inviti di personalità illustri, pubblicazioni, sino alla nuova edizione di questo libro-inchiesta. Non si attenua l’ardore nella difesa del lembo natio, bisogna inoltre non far spegnere la memoria di quanti si sono impegnati a difenderlo, a maggior ragione se nati altrove: è la bellezza a muoverli, la condanna della brutalizzazione. “Montanelli Portofino e  un Parco Nazionale Rossi Desio Caloro e tanti altri” di Marco Delpino è pertanto nuovamente presente con successo nelle librerie. Frutto, come leggiamo, della collaborazione tra “Tigulliana” e l’Associazione “Amici del Monte di Portofino”, si avvale della Prefazione del Presidente Avv. prof. Daniele Granara.

Dopo aver menzionato i recenti provvedimenti ministeriali a tutela del Monte, il Prefatore ricorda l’opera di Ardito Desio, la lunga presidenza dello scrittore Raffaello Uboldi, per passare poi a elogiare Marco Delpino, il suo pluridecennale e appassionato impegno finalizzato ad una sapiente fusione di paesaggio e cultura. Il libro, che mostra in copertina un favoloso scorcio di Portofino e in quarta la preziosità di antiche immagini, è all’interno arricchito da scatti fotografici nei quali l’Autore è con personalità illustri della cultura (Ardito Desio, Bonaventura Caloro, Raffaello Uboldi, Salvator Gotta…) della stampa e della televisione (Enzo Biagi, Piero Angela, Mario Cervi, Ferruccio De Bortoli, Paolo Garimberti, Alberto Angela…) con il sindaco di Santa Margherita Ligure Angelo Bottino. E’ anche questo, come le testimonianze riportate, di personalità ma anche della gente, un modo per ricordare e ringraziare quanti hanno amato il Tigullio e cercato di difenderlo dalla voracità delle ruspe.

In rilievo, nella seicentesca Villa Durazzo, Indro Montanelli, cittadino onorario di Santa Margherita, che molto lottò perché nel Tigullio il cemento non prevalesse sulla bellezza. Di realismo impietoso la sua testimonianza dello scempio della Riviera. Responsabili tutti: classe politica e classe dirigente locale, imprenditori e finanzieri, classe mercantile e alberghiera. Responsabile anche l’uomo della strada abbacinato dai miliardi, da posti di lavoro. Montanelli dichiara di non fare parte di quegli ambientalisti che difendono le fatiscenze, lui difende il paesaggio da un crimine che dovrebbe valere ai responsabili la galera a vita. Ma nessuno è stato mandato in galera, né lì, né in altre parti d’Italia dove gli scempi sono stati maggiori.

E si continua a temere che pecunia, sotto maschere diverse, possa prevalere sul paesaggio. Per questo Marco Delpino sollecita a non abbassare la guardia, ad essere all’unisono per la difesa del “patrimonio dell’Umanità” istituzioni e gente tutta. Solo così si potrà avere un Parco dove si possa coniugare la protezione dell’ambiente con le tradizioni dell’uomo, la cultura con la natura, il turismo con il paesaggio… il Monte non è un dono che abbiamo ricevuto dai nostri avi, ma un prestito che dobbiamo lasciare ai nostri figli”. Marco Delpino, col suo bel libro dove tutto viene espresso con incisiva agilità, sollecita a meditare: ovunque continua ad essere in atto un miglioramento–peggioramento con l’abbattimento di alberi, del verde, con il pervertimento finalizzato al profitto, ad un benessere che dà malessere. Nella parte finale della lettera inviata al Nostro il giornalista e scrittore Vittorio G. Rossi scrive: Ma se si prende uno che sta mettendo a fuoco i nostri nobili pini pieni d’anima, buttarlo nel fuoco; e poi dire che si è inciampato. E’ l’ extrema ratio della condanna dell’incendio per dolo. Grave problema la rovina della Terra tutta, speriamo di prenderne coscienza in tempo. Rasputin, mistico russo e consigliere privato di Nicola II di Russia, molto discusso ma dalla mente talora profetica, così vedeva il futuro: I veleni abbracceranno la Terra come un focoso amante… i cieli avranno l’alito della morte e le fonti daranno acque amare, tossiche. Gli uomini moriranno di acqua e aria ma si dirà che sono morti di cuore e di reni. Noi siamo portati a fare gli scongiuri: nessun valore se la rotta non muta.

Recensione
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