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Congratulazioni, Monsignor - Eminenza Edoardo!

La notizia è una sorpresa formidabile che ci coglie tutti meravigliati ed estasiati, ciò che, come prova a suggerire l’Arcivescovo durante la celebrazione eucaristica di domenica scorsa, programmata per il mandato agli operatori pastorali, ma straordinariamente trasfigurata dall’inaspettato annuncio, è contemplato dagli insondabili misteri divini. Davvero l’Altissimo, secondo il Suo stile di raffinato Artista, ci esaudisce oltre ogni nostra attesa e sempre ci suscita stupore, come un cielo chiaro che sboccia dalla tempesta, a rivelarci che l’Astro radioso del Suo eterno amore vince anche il potere apparente delle tenebre. Abbiamo sempre ammirato il nostro pastore, ascoltando fedelmente le sue omelie che sono veri e propri giacimenti di sapienza e di speculazione della realtà, apprezzando la sua umanità schietta tipicamente maceratese, calda di spontaneità e di amicizia, mai formale o artificiosa. Un certo sentore della prossimità col Papa l’avevamo avuto con la nomina pontificia a membro per il Sinodo delle famiglie. Ma non ci aspettavamo un’investitura così elevata, abituati a veder salire al porporato soltanto i Vescovi delle grandi città tradizionalmente di sede cardinalizia, come Genova o Milano (vedi Tettamanzi, che aveva esercitato anch’egli il vescovado ad Ancona). Questo significa che il valore del nostro Arcivescovo Edoardo si è dimostrato così evidente ed eccellente da spiazzare tutte le previsioni e le convenzioni, secondo l’imprinting innovativo assunto da Papa Francesco, che segue con audacia le ispirazioni dello Spirito Santo, scardinando anche le sclerotiche rigidità, perché lo “Spirito, come il vento, soffia dove vuole.” (Gv 3,8). Inoltre, ci fa comprendere come la volontà di Dio si affermi in modo imprevedibile, orientando in definitiva il corso degli eventi verso il bene ultimo.

La diocesi di Ancona-Osimo non può che essere riconoscente per una tale benedizione e pioggia di grazie che il Signore ha generosamente riversato sul territorio marchigiano, nonché fiera di questo prestigioso titolo onorifico tributato al suo pastore, attorno al quale si stringe con l’affetto e la stima di sempre, ‘tifando sfacciatamente’ per lui e sostenendolo in questo delicato ministero con la preghiera e l’obbedienza filiale. In particolare, a nome dell’Istituto P. Guido, delle Missionarie Francescane della Carità e della contrada del Carmine intendiamo esprimere tutta la gratitudine al nostro Arcivescovo-Cardinale Edoardo per averci onorato della sua visita, presiedendo la celebrazione eucaristica all’Oasi M. Immacolata proprio nel giorno dello straordinario annuncio che poi ci avrebbe sorpreso del tutto ignare durante l’Angelus. Non possiamo dimenticare, poi, che a motivare l’elezione di Mons. Edoardo siano stati non a caso lo stile di sobrietà e l’impegno per i poveri, verso i quali ha dimostrato una privilegiata attenzione, mettendo a disposizione la proprietà vescovile del locale di Collemarino per l’accoglienza durante l’emergenza invernale, nonché difendendo la loro causa a spada tratta nell’accesa quanto pretestuosa polemica estiva che insisteva sull’urgenza dello spostamento della Mensa di P. Guido, tuonando, durante un’affollata convocazione liturgica in occasione del ventesimo anniversario del suo episcopato che coincideva con la solennità della Madonna del Duomo, con quell’espressione di forte impatto che ha destato tanto scalpore: “Se volete spostare la mensa dovrete passare sul mio cadavere! I poveri devono restare al centro!”

Stare accanto agli ultimi è anche il principale insegnamento evangelico cui il Santo Padre non si stanca di educare i suoi fedeli. E la statura di queste figure eminentemente spirituali si evince proprio dalla loro umiltà manifestata nelle speciali premure verso i deboli e i bisognosi, che fa capo a quella “tenerezza ” - come ha ricordato Mons. Edoardo proprio in questi giorni - di un Dio che si è fatto bambino, che “per non farci paura” e chinarsi sull’umanità ferita non ha esitato a spogliarsi della Sua gloria, pur di abbracciare la nostra “piccolezza.”

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