Servizi
Contatti

Eventi


La pioggia nella poesia

Quest’antologia poetica, con prefazione di Fulvio Castellani, abbraccia una tematica originale: la pioggia nella poesia. Pianto del cielo, canto sommesso, ira travolgente, tocco delicato di rugiada feconda: di diversi aspetti si connota, a seconda delle svariate interpretazioni degli autori. Ad introdurre vi sono poeti illustri (Pioggia “d’autore”) quali Federico Garcia Lorca, Pablo Neruda, Alda Merini e poi aforismi di personaggi famosi (Jim Morrison, Gandhi, Bob Marley, Lord Bowen, Fabrizio De André). Quindi è la volta dei “comuni mortali” che declinano il tema nelle svariate sfumature.

Così, è il sottofondo malinconico nel rievocare la figura cara perduta: “Nell’oscurità più profonda / un vento improvviso / scuote i rami del salice nel nostro giardino, / una pioggia evanescente / mi accarezza i capelli e il mio viso si illumina / di goccioline leggere e trasparenti. / Te ne sei andato per sempre da molti anni / lasciandomi sola con un grande dolore.” (Gocce di pioggia, Renata Bassino); “In una fredda giornata di novembre / te ne sei andato per sempre / lasciando che la pioggia, / confondendosi con le mie lacrime, / mascherasse il mio dolore. / Hai scelto un giorno di pioggia / per andartene / così da non poter vedere le mie lacrime / ti avrebbero ferito più della morte.” (Note di un sax).

La pioggia è tristezza e distruzione: “Per vie sconosciute di questo / infinito cielo concorre / ogni goccia a formare / grandi e possenti nubi che, di / grigio, colorano / il cielo per poi cadere sul mio / avito giardino…/ Per ore ed ore / il cielo si oscura e, / ogni cosa cambia colore: / grigio di piombo le rose in / giardino cercano / invano un riparo e poi è un / addio ai petali caduti… / Piango, impotente, dietro / i vetri mentre / ogni cosa va alla deriva, il / giardino è distrutto e ogni / gioia mia si stempera / in un / accorato pianto.” (Acrostici, Guido Bava).

La pioggia è vita per Gian Antonio Bertalmia, che purifica e illumina, cui si rivolge come ad una deità: “Ti prego, Pioggia, lava, / porta via quell’ombra, / è il silenzio imbarazzante / della mia insicurezza. / Piangi con me, Pioggia, / mischia le tue gocce / con le mie lacrime, / piangi con me sul vuoto / della mia esistenza, / piangi sulla mia sterile vita / infruttuosa, vana, inutile. / (…) Ti prego, Pioggia, / tu che sei la vita, / dammi la tua linfa benefica, / sorridimi con un arcobaleno / sereno e luminoso, / aiutami / perché possa perdermi / nei suoi bellissimi colori. / Ti prego, Pioggia, / aiutami a rimanere vivo.” È benefica nel dissetare la terra: “Le nuvole si addensano / a ricoprir l’azzurro cielo / e una pioggia benevola, / tranquilla e quieta, cade / affettuosa sulla campagna. / Pioggia, buona Samaritana, / ti ringraziano prati e campi, / erano senza respiro, gialli / per l’arsura e li hai dissetati / con la tua acqua limpida. / Pioggia, buona Samaritana, / ti ringrazia, ormai spoglio, / l’albero che stava seccando. / Tu lo hai aiutato e curato / e gli hai dato una nuova vita. / E ti ringrazia il ruscello, / le sue acque avevano smesso / di cinguettare in mezzo alle / pietre. Adesso è ritornato / chiaro, limpido e fresco.” (Quando la pioggia fa la Samaritana).

Può essere una dispettosa guastafeste nei vari affari degli uomini, come suggerisce Sandro Bertalmia: “Pioggia burlona, che bagni i panni stesi sui balconi. / Erano già quasi asciutti e adesso sono fradici / e, gocciolando, sembrano piangere umiliati e tristi. / Pioggia burlona, che fai bestemmiare il contadino. / C’era il sole, il fieno era secco e lo stava raccogliendo, / ma tu hai rovinato tutto mandando giù il diluvio. / Pioggia burlona, hai rovinato il lavoro all’imbianchino. / Aveva appena terminato di imbiancare la facciata / e la stava rimirando e tu gliel’hai sciacquata per bene.” (Pioggia burlona).

È complice d’un sonno d’amore: “Scuro il cielo, / scoppia la nuvola nera, / rovescia violenta / il suo carico d’acqua / sulla terra assetata. / Il tamburo della pioggia / sul tetto della mansarda / sgrana le ore della notte… / Pian piano, scemando / avvolge il sogno degli amanti / nel suo soffice rumore ipnotico…” (Pioggia d’estate, Danièle Bousson).

Assume una parvenza apocalittica: “In un cielo corrusco, / si addensano nuvole fosche, / legioni chiamate all’appello / da un oscuro generale / con un’ira che va gonfiando / in attesa di scoppiare. / D’un tratto lo schiocco sinistro di un tuono: / la falange ha aperto il fuoco. / Le gocce d’avanguardia pesanti e rade / si allargano in grosse chiazze sull’asfalto, / poi la pioggia furente batte, / martella le strade e gli ultimi passanti in fuga. / L’ira covata esplode, / come una donna / che lungamente abbia taciuto, / così è stasera la tempesta / che giustizia la tardiva estate.” (Temporale di fine estate).

La pioggia sul mare ha un effetto ancor più catastrofico: “Ruzzolano le nuvole nere / cariche di pioggia / nel cielo immenso / vivido di sinistri bagliori. / Rimbomba il tuono / lungo la vallata, / s’ingrossano d’acqua i ruscelli / precipitando a mare / sconvolto da onde alte e biancastre / con fragoroso sciabordio agli scogli.” (La tempesta, Adalpina Fabra Bignardelli).

Il Temporale d’estate ha il suo fascino suggestivo: “Mi affaccio sulla porta di casa / per sentire il profumo della terra / violata dalla pioggia. / Fra poco tornerà il sole / e i fiori del mio giardino / rialzeranno il capo / come regine offese.” (Maria Teresa Felletti).

È un vero e proprio inno di preghiera quello che eleva Loreta Nunziata: “Senza te cosa si può raccontare al’uomo e donargli? / Sei il battesimo della Terra, sei leggera e penetrante / quando a primavera accarezzi le gemme, indispensabile, / benefattrice, dissetante, ristoratrice, necessaria ai campi / aridi, alle coltivazioni, ad ogni pianta, ai luoghi / secchi e asciutti. Dai vita, ristoro, benedizione, / ritmata, urgente, sei l’elemento di cui la gente, / il mondo abbisogna. Pensando a te, guardandoti / scendere paziente, donatrice di benefici, meravigli, / perché produci un cambiamento, un rinnovamento / dove cadi, dall’Alto scendi come dono pietoso / tante volte richiesto. Sei essenziale ai giorni / della gente, benefica, scendi a guarire le crepe, / ad addurre acqua ai torrenti, ai fiumi, ai mari, / rendi fertili e produttivi i terreni irrigati, / pulisci, abbeveri, ristori, risani le zolle.” (La pioggia candida di Loreta Nunziata).

Quest’antologia poetica ci offre un ritratto a tutto tondo della pioggia nella poesia secondo le plurime voci presenti, donando un valido contributo alla riflessione letteraria.

Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza