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Questa raccolta poetica è improntata alla dissertazione interiore e tessuta da una trama lirica, “ove la memoria | fila nei silenzi le attese naufragate…ampolle di sogni | seminate di speranze…” (Memorie), ove si rincorrono le sensazioni, le impressioni, ancorate ad un passato, una volta che si è giunti oltre con gli anni, che interroga, fa soffrire e si declina in rimpianti, ma che anche s’idealizza in “apoteosi”: “Tutto è oltre… | Orizzonti desolati e diversi | dai paesaggi avvolti in carte colorate | che un tempo pensavi poter ereditare… | Oltre è l’inverno… | Lasciar passare il tempo senza domande, | senza risposte e tanti silenzi | quando l’involucro della vita | si sta riducendo a poco più di un prestito… | (…) Ho colto con le mani a coppa frammenti di questo sole…” (Oltre). In mezzo al “guazzabuglio del cuore”, tra amarezze e perplessità, insorge, prepotente, un anelito di libertà: “Il sole diffonde sull’acqua bagliori dorati… | Trine di luce e riflessi… | S’alzano i pellicani a sfiorare l’immenso | liberi d’incontrare cieli e onde.” (Tempesta); “e volerò accarezzando una stella | con le ali di un gabbiano…” (Parole stonate).

Affiorano, dai ricordi, volti delicati, circonfusi della sacralità della poesia, dell’aureola dell’innocenza e del candore della bellezza: “Occhioni colmi d’innocenza… | Riflessi d’azzurro cobalto del cielo… | Biondi riccioli… piccolo germoglio di vita | per incontrarci nel viale delle meraviglie, | per sorridermi in sogno… | Per giocare insieme su stellati tappeti…” (Luca). La poesia è respiro dell’anima che dà voce all’universo interiore e plasma la creatività dell’esistenza: “Scrivere una poesia… | Tentativo sublime e supremo | di conservare attimi di vita | per i giorni a venire. | È anche atto di coraggio, | mettere a nudo ciò che si ha nel cuore | in modo totale e completo. | (…) Ci fa spiegare ali come le apre maestosamente | un’aquila sentendosi padrona del cielo… | Ci fa scivolare sulle onde del mare | per provare quell’essere sfiorati | dall’acqua spumeggiante… | Ci fa viaggiare fra le stelle | per provare a sentire l’universo con le mani…” (Scrivi una poesia). Vi sono rêveries che dipingono l’incanto dei paesaggi: “Tra i sentieri lillati del cielo | son tornata ad ascoltare il respiro del vento | come piuma rapita in una brezza… | Son tornata con passo leggero dove | i rumori del mondo tacciono! | S’avanza il giorno rubando l’ultimo pezzo di luna… | si veste d’azzurro in queste pareti trasparenti.” (Alba). Si è continuamente esposti alla precarietà dell’esistenza, all’inanità del vivere: “Nel continuo scorrere del tempo, | noi stessi, grande chiave cosmica | viviamo solitari giorni | invasi di fragili realtà. | Adagiati in rare certezze | e acuti e penetranti dubbi, | suoniamo composizioni sull’arpa del tempo…” (Scorrere del tempo). È l’arte di sopravvivere, in equilibrio sopra l’abisso: “Sogniamo mostri e guardiamo | dentro abissi di disperazione. | (…) Togliere la dottrina del male minore | per uno scopo superiore… | (…) Conservare il tutto | per tenere a mente | la terribile fragilità | di quella cosa chiamata vita…” (Fragilità).

Una delicatezza soave permea l’anima di suprema armonia: “Poi prima che te ne rendi conto | tutto si svuota lasciandoti | immagini scontate…pensieri di rose…| Giardini e scogliere a fior d’acqua… | Rosee e luminose mattine… Rumore di passi che si allontanano…” (In punta di piedi).

Ogni essere umano è un enigma indecifrabile, nella concatenazione delle umane vicissitudini: “Ogni uomo è un nodo, una trama, | un filo di quell’unica corda tesa nel tempo… | guardo le stelle alte nel cielo | per leggervi ciò che preferisco…” (Metafore della vita). La poesia della vita sostanzia la bellezza del creato: “Un cielo ideale, profondo, trasparente e limpido… | Qualche pallida nube si sfilaccia lenta… | Le montagne sullo sfondo | ancora ingioiellate di neve…” (Altri cieli). Sembra che il tempo sia sospeso sulla trama sdrucita delle emozioni vissute: “Il tempo si è fermato | sul ricamo di vita | dalle mani ormai vuote | sussurrando dolcemente | melodie, carezze dimenticate…inganni!” (In quell’angolo). Si proietta il miraggio di un altrove in cui dar compimento alle proprie attese: “La disperazione alla fuga del tempo | infinitamente me stessa… | Infinitamente altro… | Profumo del nulla… | Altrove diverso… | Forse il passato è oggi… | E il domani?” (Canti d’attesa). Un lirismo sognante trasfigura il creato: “Le stelle sbocciano come fiori effimeri… | Si aprono come una manciata di istanti… | Cascata argentea… | Per poi spegnersi in languidi chiarori…” (Luci morenti). La fantasia sospinge la vita verso una vela gonfia di speranza: “Vele bianche di pensieri | scivolano verso orizzonti di parole.” (Destino?).

Questi versi sono come flutti del mare che s’infrangono su ignote rive, fugaci intuizioni che catturano le impressioni degli istanti e le depositano nelle parole, semi di luce che fecondano le eterne attese.
Recensione
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