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Questo libro colleziona dodici suggestivi ritratti di chiesette di Cadore. È un affascinante viaggio che si cala nella storia antica e nella vicissitudine dei santi di cui si onora la memoria in questi luoghi. È un’occasione preziosa per assaporare il gusto della virtù e dell’eroismo della santità, che si respira in queste dimore dello spirito, immerse in un mistico silenzio e spesso, tuttavia, ormai abbandonate.

Riemerge dalla notte dei secoli, così, la figura ieratica di S. Caterina d’Alessandria, vergine e martire, decapitata per essersi opposta alla proposta di matrimonio del governatore d’Egitto Massimino. Poi conosciamo S.Nicolò, meglio noto come S. Nicola, originario della Turchia e venerato a Bari, popolare per i suoi numerosi prodigi operati in vita e in morte. Si staglia anche la notevole statura spirituale di Apollonia, martirizzata (dopo diversi supplizi tra cui la perdita dei denti), tra il 248 e il 249 durante una delle frequenti persecuzioni contro i cristiani.  Rivive quindi la leggenda – ma è una storia documentata – dei romiti saliti sul monte tra Settecento e Ottocento, i quali si erano proposti di osservare una vita ascetica, in povertà, castità e obbedienza. O ancora, si delinea la vicenda terrena di S. Margherita di Antiochia, celebre nel Medioevo, una delle voci che S. Giovanna D’arco riferiva di udire prima di essere condannata al rogo, oltre a Caterina d’Alessandria e all’arcangelo Michele. Anch’ella morì martire con la decapitazione, sempre per aver difeso strenuamente la purezza. Interessante è poi la storia di S. Cristoforo, il quale viveva sulla riva del fiume traghettando i viandanti. A tal proposito si narra l’aneddoto che una notte si sarebbe caricato sulle spalle un misterioso fanciullo il cui peso aumentava sempre di più e che, alla fine, si sarebbe rivelato essere Gesù Cristo. Poi S. Rocco, il pellegrino, il grande taumaturgo, morì compiendo la sua missione: dopo aver sanato un cardinale dalla peste rimase contagiato egli stesso e finì i suoi giorni in una prigione a Voghera, essendo stato scambiato per una spia. Per questo è considerato il patrono degli invalidi e degli emarginati. Pure S. Sebastiano, martirizzato a Roma, è invocato come patrono contro la peste ed è raffigurato universalmente mentre subisce il martirio delle frecce. A Lorenzago è diffuso il culto di S. Antonio Abate, considerato protettore degli animali, perché una Confraternita a lui intitolata per curare un’afflizione cutanea denominata, appunto,  “fuoco di S. Antonio”, utilizzava il grasso dei maiali che allevava.

A Lozzo, in questa galleria d’iconografia sacra, scopriamo un altro avvincente racconto: qui si venera, infatti, la Madonna di Loreto, ivi posta per un “caso provvidenziale.” Si tramanda, infatti, che un venditore di immagini sacre, in una sera d’inizio 600’, lungo l’antica strada romana tra Auronzo e Lozzo, atterrito da un minaccioso temporale, avrebbe fatto voto, se fosse tornato a casa sano e salvo, di donare la Madonna che gli fosse uscita in sorte, che fu proprio, per evidente decreto celeste, nonostante ripetuti tentativi per la sua perplessità, la Vergine lauretana. Il papa Benedetto XVI, nel luglio 2007, non mancò di sostare in questo piccolo santuario dedicato a Maria SS: gli imperscrutabili disegni divini!

Di particolare suggestione, poi, è l’origine della devozione del Crocifisso miracoloso di Pieve di Cadore, che, nel 500’, avrebbe incidentalmente rinvenuto un contadino in una cassa di legno dinanzi alla quale s’impuntava il suo bue. È un crocefisso impressionante per il suo vivido realismo: dalle dimensioni umane, con, sul capo, capelli umani, fluenti e veri. L’autore fornisce questa interessante descrizione: “Quel Cristo sconosciuto possedeva una forte capacità di attrazione. Immerso in un calmo dolore, sprigionava un’energia misteriosa, quasi fosse vivo e palpitante.” Ha operato numerosi prodigi e, alcuni anni più tardi, i fedeli inginocchiati in preghiera hanno visto scorrere sangue dalla sua fronte. Questo è il messaggio che Antonio Chiades condivide con il lettore: “Al di là di vicende e vicissitudini, il Crocifisso dissepolto nel 500’ continua a parlare al cuore di chi lo accosta. Coloro che lo implorano sanno che la vita è un andare continuo, un rincorrersi di attese e silenzi, paure e incomprensioni, di improvvise felicità. E che è possibile la trasformazione di ogni cammino, oltre l’inesausta purezza delle montagne, lungo i tracciati imprevedibili dell’esistere.”

Ci sono poi altri personaggi legati alle chiesette di cui ci dà notizia l’autore, come, a Rizzios, il frate cappuccino Antonio Maria da Cadore, il quale fondò la Confraternita dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine. Marco d’Aviano, poi, spicca per i miracoli di guarigione ed è passato alla storia per aver celebrato una S. Messa il 12 settembre 1683, prima della battaglia determinante che avrebbe fermato l’esercito turco che voleva conquistare l’Europa. Egli morì durante una missione diplomatica ed è stato proclamato Beato nel 2003 da Giovanni Paolo II.

Ultimo ritratto che ci viene offerto dall’autore è una graziosa chiesetta dedicata alla Madonna del Carmine, risalente al 1610, costruita dai fratelli Galeazzi, appartenenti ad una delle famiglie più prestigiose di Valle. Pure qui, dove sostò ammirato il pittore Filippo De Pisis, è onorata la memoria di S. Rocco, raffigurato in un affresco.

Infine, una lirica incornicia questo florilegio di santi, ricomponendoli in un disegno unitario di armonia, nel respiro della poesia del silenzio e dello spirito ascetico: “Fra queste montagne | appena scompare la neve | incontro piccole chiese | posate | nel sole nell’erba | Stanno come sospese | tra figure di santi | lievissimo spazio | dove Dio | ogni tanto si apparta | per incontrare qualcuno | che invoca | che rientra in se stesso.” (Fra queste montagne).

Questo agile libretto ha il pregio di essere frutto di un’accurata ricerca, attingendo alla Biblioteca Storica Cadorina, cui l’autore rivolge i suoi sentiti ringraziamenti, nonché di affabulare, in semplicità, chiarezza e puntualità descrittiva, con la riscoperta della tradizione religiosa antica, costellata di figure ieratiche, e di rispolverare un prezioso patrimonio di sapienza spirituale.
Recensione
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