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Uno Scarselli che vola alto sulle ali dell'epica in questo Trionfo delle anime artificiali, in cui il poeta fiorentino immagina in termini drammatico-grotteschi che, nella creazione dell'universo, Dio abbia per errore o distrazione lasciato in opera un processo di progressiva dissoluzione, la tabe dell'entropia, che l'uomo, per necessità di sopravvivenza, è necessitato a correggere impiegando risorse scientifiche e tecnologiche che gli consentono di creare dei robot dotati di un'anima aperta alla bontà e alla bellezza, capaci di riprodursi indefinitamente, perciò eterni. La creazione inizialmente imperfetta, viene dall'umano ingegno perfezionata in termini cibernetici.

Con questa favola fantasy Veniero Scarselli disloca sul piano poetico un'ansia metafisica e di trascendenza, ribadisce in una forma splendidamente fantastica l'irrinunciabilità dell'uomo a una tavola di valori e aspirazioni assoluti.

Recensione
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