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Le venti liriche che compongono la breve eppure
intensissima raccolta di Antonietta Benagiano sono un viaggio di sogno tra le
metafore e le allegorie che celano l’anima tormentata e malinconica della
poetessa, sospesa tra passato e presente, tra memoria e sogno, tra paure e
desideri. Potremmo quasi dire che questa raccolta è in realtà un diario poetico,
un intimo interrogarsi, analizzarsi, confessarsi della nostra poetessa, che
viaggia attraverso i ricordi e le speranze della propria vita, sospesa tra la
ricerca della verità e la paura di raggiungerla, creando un percorso sconnesso,
irto di ostacoli, sospeso come un ponte tra una realtà che non soddisfa e una
speranza che non convince: l’anima non può fermare il suo cammino, eppure ha
paura a percorrerlo e non ha altro che la conforti se non la visione
spettacolare di una natura che sembra esserle amica. Il tormento dell’anima
appare anche nello stile: i versi ritmati e frammentari sono simboli dei voli
del pensiero che rapido si sposta tra idee, emozioni, sogni e paure. La ricerca
di un linguaggio nuovo ed efficace, fatto di metafore e di immagini
personalissime, caratterizza queste liriche che, verso dopo verso, si fanno
invocazione, si tramutano in accorata preghiera per un desiderio di serenità mai
esaudito.
Antonietta Benagiano riesce a coinvolgere il
lettore in questo suo diario intimo: le emozioni, le ansie, le paure, le
speranze della poetessa si impossessano anche di chi legge, dischiudendo al
pensiero nuove prospettive, nuovi approcci alla vita e al tormento del vivere.
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Recensione |
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Vento nelle mani
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poesia
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| Autori |
| • | Antonietta Benagiano |
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Edizione:
Accademia Internazionale dei Micenei
Reggio Calabria 2001 |
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| Nota di Michele Alemanno - pp. 28 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Il Convivio nr.7/2001
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