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Beatrice Immediata della Congregazione delle Figlie di San Paolo, docente di “Comunicazione di massa” ed attualmente redattrice per le Edizioni Paoline, dopo una attenta e minuziosa documentazione porta a conoscenza del pubblico la mite e grande figura di un sacerdote italiano che nel suo ultimo decennio di vita  è riuscito a fare riemergere con la sua costante opera di apostolato la fede cristiana in quei Paesi per anni soggetti al totalitarismo ed all’ateismo di Stato. Ciò, grazie anche alla “ventata” di libertà politica portata dalla Perestroika  di Michail Gorbaciov con la sua ascesa al vertice dell’Unione Sovietica nel 1985.

Don  Bernardo Antonini unendo all’evento favorevole la sua fede e la sua tenacia nel portare avanti la sua missione, ha portato in quel periodo, con una esemplare opera di evangelizzazione, un grande aiuto spirituale nell’animo della popolazione russa. Un’opera che sa di miracoloso, a dimostrazione di quale grande opera sia riuscito a fare il “piccolo prete” della Diocesi veronese.

Con la prefazione del Vescovo di Verona Flavio Roberto Carraio e la presentazione di Taddeus Kondrusiewicz, Vescovo di Mosca, nel suo libro l’Autrice ci propone la sua ricerca su Antonini andando a ritroso nel tempo, partendo dagli anni di gioventù  di don Bernardo a Radon nel veronese, al “colpo di fulmine”  che fin da bambino lo spinse a perseguire quell’idea che lo avrebbe poi portato così lontano, e non solo fisicamente dal suo paesino, per dare vita a quel suo sogno nel cassetto: il desiderio di andare in missione nella Russia da rievangelizzare Un pensiero forse nato all’età di otto anni quando una suora lo sentì esclamare davanti ad un ritratto della Madonna di Fatima “In Russia c’è tanta lotta alla chiesa, ma la Madonna di Fatima ha detto che la Russia si convertirà…”. Furono proprio quel pensiero e quelle parole a fare mutare il suo destino ed a dare l’avvio, seppure ancora nelle intenzioni, all’avventura russa”.

Di capitolo in capitolo, la Immediata ci porta a ripercorrere le orme di questo “figlio della fede”, dall’ingresso in Seminario a Mosca, agli studi all’Università, all’incontro con il Patriarca Ortodosso di Mosca, a quello con l’Imam della Comunità Islamica in occasione della festa del Ramadam, fino a quello con Papa Giovanni Paolo II in Georgia. Una evangelizzazione a “tutto campo”, quindi, ma anche quella di un uomo sempre pronto ad entrare in amicizia con tutti pur di perseguire il suo alto e nobile scopo.

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