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Il libro consta di tre parti: "Oscillazioni", "Attese", e "Brevi incontri"; le prime due comprendono rispettivamente dodici ventuno poesie, tutte provviste di titolo; la terza parte è costituita da cinque brevi racconti.

Le poesie sono molto belle: profonde, dense di significato, musicali. In alcune prevale un profondo pessimismo che niente riesce ad attenuare così anche la natura viene vista nella sua fredda bellezza che diventa indifferenza al dolore ed alle sofferenze degli uomini. Altrove, come nella poesia "Mattinale", ci sono dei versi gioiosi, armoniosi che sembrano essere un inno alla vita ed alla felicità.

A volte ci sono descrizioni dettagliate di situazioni o di scenette di vita quotidiana; spesso ci sono versi accorati che esprimono una ricerca affannosa di infinito per uscire dai "serrati: angusti |... limiti" dell'esistenza quotidiana.

In molte liriche c'è un accostamento, quasi un parallelismo continuo tra natura ed uomo e così la descrizione, sempre delicata ed efficace, di un paesaggio o di un aspetto della natura, offre uno spunto ad una riflessione sull'uomo e sulla sua vita. Il cuore viene chiamato "petroso" e lo spirito viene paragonato ad un'"arida steppa". Aleggia in molte poesie il desiderio struggente del poeta di avere Do accanto a sè; il Dio di Banchini è lontano, sembra fuggire da un'anima in cui c'è solo "disordine, crepe, strappi".

I racconti brevi della terza parte non sono certi inferiori quanto a stile e a linguaggio alle parti in poesia. Anzi, soprattutto l'ultimo, conserva la musicalità e l'armonia che sono peculiari della lirica di Banchini. Il titolo, "Brevi incontri", esprime il contenuto di queste composizioni. Si tratta, infatti, di incontri quotidiani brevi, fuggevoli, superficiali, tra l'autore ed una passeggera dell'autobus, quando egli si reca al lavoro.

E allora ecco che egli osserva di nascosto questa giovane e cerca di indovinarne i pensieri e le sensazioni; altrove egli fa una passeggiata per Roma ed osserva i gatti; ne incontra di tutti i tipi, li guarda e cerca di indovinare se sono randagi o domestici, osserva le donne che li nutrono, racconta aneddoti.

Il leitmotiv di tutta la narrazione è la curiosntà o meglio l'interesse gli esseri umani, per la città in tutte le sue manifestazioni, per la natura; quindi l'autore sia che prenda l'autobus o che faccia una passeggiata in città o in campagna si abbandona e si lascia guidare da questa sua curiosità e descrive con un linguaggio ricco, armonioso, a volte poetico, tutto quello che vede: Ma non si ferma alle immagini: con maestria introduce il lettore nel suo mondo interiore per farlo partecipe delle sue sensazioni, del suo modo di vedere la vita, delle sue angosce e delle sue rare gioie.

Recensione
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