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Una leggiadra fanciulla, avvolta in un candido abito settecentesco, guarda qualcuno in lontananza, mentre ha tra le mani, su di un tavolino dorato, quella che ha tutta l’aria di essere una lettera d’amore…è, in copertina, Juliette ritratta dalla sua amica Euphrosine per il “Journal des dames”. Ed è anche, insieme al nobile, coraggioso ed elegante Alain, la protagonista dell’ultimo romanzo di Cristina Contilli, narratrice storica d’eccellenza. La storia è ambientata nella Francia della restaurazione, durante il regno di Luigi XVIII, e racconta la storia d’amore tra la giovane prostituta, appena tredicenne, ed il talentuoso colonnello francese. La loro vicenda non è però nuova al pubblico di lettori della Contilli: si tratta infatti dell’ultimo capitolo di un ciclo di romanzi dedicati appunto alla passione tra due personaggi davvero speciali. Lei, figlia di un marchese e di un’attrice; lui, ufficiale appunto della marina francese in guerra con gli spagnoli. Sono loro i punti cardinali dei precedenti Il porto di Calais: amori, cospirazioni e duelli nella Francia del 1804; La figlia dell’imperatrice e Doppio testamento, riuniti nel volume Alain e Juliette: una storia d’amore nella Francia napoleonica (Macerata, Stampalibri, 2008).

Dunque, i già affezionati lettori dell’autrice non potranno non amare anche quest’ennesimo libro che intreccia storia e fantasia, sensualità e lontane rimembranze, fughe, nascondigli ed amori che riemergono dal passato…come il capitano dei dragoni Bernard Chevalier, antico frequentatore della casa di appuntamenti ove Juliette lavorava. Un fantasma che sembra tornare a materializzarsi, e che la donna pensava di aver sepolto sotto la cenere dei ricordi. Un uomo che Juliette credeva ormai morto in guerra, il cui simbolo erano le cicatrici delle ferite riportate durante le battaglie napoleoniche. Uno scherzo del destino sembra accomunare i due “rivali”: anche Alain torna invalido di guerra, un braccio amputato nella battaglia del Trocadero. Ma l’amore di Juliette per suo marito non si affievolisce, anzi resta saldo, oscurando pietismi e pudore. Fino a quando Bernard non busserà alla porta…

Scritto in modo semplice e lineare, il breve romanzo della Contilli si legge tutto d’un fiato, ed è interessante per la sua commistione di verisimiglianza e pura invenzione. E’ inoltre una storia di amicizia e solidarietà, in cui anche i personaggi minori hanno qualcosa di interessante da dire. E’ interessante, per chi ami particolarmente tale periodo storico, l’appendice bibliografica posta in calce al libro: oltre ad alcune iconografie dei personaggi presenti nel romanzo, c’è un elenco di libri e siti internet di cui ogni lettore può avvalersi per approfondire le proprie conoscenze in merito. Del resto la Contilli è davvero un’esperta in materia: lo dimostrano le oltre 350 copie vendute dei volumi del ciclo di Alain e Juliette, oltre che la sua passione per la letteratura, specie quella ottocentesca. Tra il 2006 e il 2007 ha infatti diretto per le Edizioni Carta e Penna di Torino, la collana “Riscoprire l’Ottocento”, dedicata agli autori minori del Romaticismo italiano, curando la riedizione delle opere meno conosciute di Silvio Pellico, di cui è un’attenta studiosa.
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