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“Quando ogni
certezza finisce rimane un frammento, l’io, e l’ipotesi della morte”: la
lapidaria epigrafe letteraria posta in apertura al primo volume di racconti
pubblicato dall’insigne Luciano Nanni riassume, attraverso alcune parole chiave
(frammento, ipotesi, io, morte) il senso più intimo che pervade questa sua
mirabile fatica narrativa. Si tratta infatti di 37 racconti presentati in ordine
cronologico, scritti fra il 1999 e il 2004, nei quali è possibile rintracciare
frammenti (di sogni, e visioni surreali), ipotesi (l’epilogo-talora
agghiacciante- è sovente immaginato), un io (Ulisse, protagonista dei
racconti, letterato con la passione del giardinaggio), ed ovviamente un senso di
morte che è però descritto con varie forme e colori (da qui il titolo).
Leggendo, uno
dopo l’altro, questi brevi scritti, si viene catapultati in una suspence
quasi irreale, che, tra palpiti e misteriose atmosfere, raggiunge il proprio
spannung in modo spesso imprevedibile e con ritmi diversi. Le storie, dall’incipit
sempre calato nel quotidiano, diventano via via sempre più rarefatte,
trasportando il lettore in mondi degni dei più eccellenti film horror.
Difatti,
l’aspetto che più risalta alla mente scorrendo fra le righe, è la grande
attenzione dello scrittore alle descrizioni: esse sono parte fondante
dell’opera, poiché ogni luogo, esplorato dal protagonista, è descritto nei
minimi particolari, ora lugubri ora decadenti, ma di grande impatto fotografico
e- virtualmente- cinematografico. Si tratta di luoghi spesso reali, spesso
ricostruiti dal narratore, e nei quali è facile individuare alcune città
emiliane e del basso ferrarese (Padova, Bologna, Codigoro). I luoghi non sono
sfondi, ma sembrano incastonati, come gemme, nella trama, che scivola compatta e
senza alcuna digressione o sbavatura stilistica, con l’efficacia di mettere
ancora più in risalto dialoghi e personaggi. Fra questi, molti “amici” del
protagonista (come nel bellissimo racconto Colui che viene dalla morte),
donne bellissime e misteriose (Al mare, Lia, [L’attrazione quasi morbosa]),
creature orrorifiche degne di incisive scene-splatter (Ruler, La camera del
padrone). A volte, un enigma da risolvere, a volte, scoperte inaspettate.
Nel ritmo,
incalzante ma sempre costante, semplice ma mai banale, lo scrittore ricorda le
migliori narrazioni visionarie di H.P. Lovecraft, e la forza catalizzatrice ma
mai contorta del grande Dino Buzzati, che pure del mistero ha fatto il fulcro di
molti suoi racconti. Un libro dunque, quello di Nanni, indubbiamente
indispensabile per gli amanti del genere.
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Recensione |
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Il colore dei morti
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narrativa
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| Autori |
| • | Luciano Nanni |
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Edizione:
Panda Edizioni
Padova 2006 |
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| Racconti 1999-2004. pp. 200 |
| prezzo: € 7,00 |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Literary nr.7/2008
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