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Questa piccola perla di saggistica dedicata all’esplorazione (o alla riscoperta) dell’importanza dell’essenza divina nella nostra esistenza, rappresenta un vero e proprio viaggio nel labirinto dell’anima, mirabilmente condotto dalla scrittrice ed artista catanese Elsa Emmy. Non a caso, l’occhiello dell’opera rende noto che si tratta di “Riflessioni di una povera cristiana”. In ciò è presumibilmente implicito un concetto di povertà legato alla volontà di estraniarsi dal materialismo fine a se stesso, che banalmente caratterizza questo mondo “di quiz e superficialità” che gira intorno all’uomo. Lo scopo è quello di riappropriarsi di una dimensione più vera, più intimistica, più vicina al ritrovamento di quella coscienza definita dall’autrice “lo spazio interiore in cui possiamo percepire la voce di Dio”. E’ chiaro, per i cattolici ma anche per il più classico dei laici, cui pure quest’opera è destinata, quanto evidentemente retorica risulti la domanda che dà titolo al libro. La coscienza non è solo morta, bensì è stata adeguatamente seppellita dagli stereotipi di lusso e benessere cui l’egoismo e l’individualismo dilaganti tendono come chi cerca l’acqua nel deserto, probabilmente non accorgendosi che in tal modo possono trovare solo la sabbiosa aridità del cuore. L’annosa questione viene affrontata lanciando riferimenti all’aspetto storico, sociologico e talvolta filosofico del discorso, ponendo in particolare l’attenzione sul ruolo della donna e della sua importanza nella società oltre che nella Chiesa, che dovrebbe concederle più spazio e libertà d’espressione. Deliziosa l’idea di aprire il libro con il famoso sonetto di Petrarca dedicato a quella Vergine bella vestita di sole e coronata di stelle…Un elogio, anzi un’incantevole lode dedicata a Maria, che la Emmy descrive come la “prima donna della storia umana che sfida le convenzioni per amore”. Una definizione toccante, originale, così come le molte citazioni bibliche e letterarie di cui il saggio è impreziosito.

Come liberarsi da questa “filosofia del nulla” che attanaglia l’essere umano? Forse la soluzione è provare a coniugare ragione e fede, amore e libertà, il principio maschile con il femminile, in ogni settore della vita e della cultura (dalla religione alla politica, fino ad arrivare all’economia). Una semi-utopia nella quale è necessario credere, per riuscire un giorno a cogliere il nocciolo e non la sola parvenza di ciò che ci circonda. Un plauso al contenuto, ma anche al modo mai semplicistico e banale con il quale esso è trattato, prendendo per mano il lettore ed accompagnandolo in punta di piedi, teneramente, verso un’auspicabile “resurrezione interiore”.

Recensione
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