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L’avvocato Bouvier è una
divertente commedia teatrale in tre atti, che mette in scena, in libertà, alcuni
stralci tratti da precedenti pubblicazioni dell’autrice, la cui opera
capostipite è Le avventure di François (Ed. Nuovi Autori, 1988). La
Riello Pera, già nota come scrittrice originale ed eclettica, vincitrice di
numerosi premi letterari (tra cui il premio “Giovanni Verga” per l’opera
Siamo gli eredi della zia, già oggetto di recensione su questo sito),
crea, in uno studio legale parigino, un simpatico cabaret letterario.
Protagonisti indiscussi due stralunate segretarie, Lulu ed Euprhasie, alcuni
singolarissimi clienti e naturalmente lui, il minuto avvocato Bouvier, dai
“grandi baffi grigi rivolti all’insù”. Personalità dall’animo e dal vestiario
poliedrico, François Bouvier ricorda, nelle sue avventure e disavventure
quotidiane, una comicità un po’ retrò in stile anni ’30. Lo vediamo,
infatti, esibirsi in siparietti esilaranti con la “spalla” di turno: che sia la
strana signora Durand, cliente cleptomane pentita, il geometra Denner, scambiato
per un idraulico a seguito di un strano gioco di parole, o il meccanico Lacroix,
vittima anche lui di un errore di persona. Attraverso il susseguirsi di battute
sagaci, dal ritmo sostenuto ed incalzante, assistiamo dunque alla
rappresentazione della classica commedia degli equivoci, condita però con un
pizzico di modernità.
E’ davvero buffo, immergendosi
nella lettura, constatare come talune trovate tipiche di un’ironia che sembra
talvolta superata, possano strappare ancora una risata: e così spunta il sorriso
per una macchina da scrivere che si rifiuta di fare il suo dovere, per gli
scherzi di cui è vittima un registratore, per le ilari espressioni dei
personaggi, raccontate con dovizia di particolari. Nel libro, anche le
“comparse” (come dei poveri addetti ai traslochi, o un cane un po’ dispettoso)
fanno la loro parte e contribuiscono alla creazione di quello che ormai viene da
tutti definito umorismo pirandelliano. E’ il sentimento del contrario, in cui
patetico, comico e tragico sono in perfetto livello di equilibrio, creando
quella magica alchimia che rende “compiuta” un’opera letteraria.
E’ quello che, in modo semplice
anche se un po’ scontato, è riuscita a creare l’autrice, che non ha nascosto il
suo intento dietro ricercatezze linguistiche, ma ha ricreato in maniera molto
genuina l’alternarsi di gag davvero solari e poco stravaganti, dove non
c’è, fortunatamente, nessun tipo di amore per la malizia o il cinismo. Accentua
il sorriso l’abbondante uso della punteggiatura, che mette la noia in un
angolino e fa immaginare il possibile allestimento in teatro della
sceneggiatura.
Di certo questo
potrebbe essere un valore aggiunto al libro, e ci auguriamo che possa diventare
realtà, in un prossimo futuro: sarebbe infatti interessante conoscere “di
persona” l’avvocato Bouvier, ed assistere dal vivo alle sue tante peripezie. | |
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Recensione |
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L’avvocato Bouvier
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teatro
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| Autori |
| • | Patrizia Riello Pera |
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Edizione:
Nuovi Autori
Milano 2009 |
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| Commedia - pp. 86 |
| prezzo: € 10,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.8/2010
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