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Parole finalmente attese

Parole finalmente attese è una splendida silloge poetica e fotografica, che chiude la trilogia dell'autore Gianni Calamassi (iniziata con Angeli stanchi e proseguita con Le Parole rubate). Momenti di estrema e profonda saggezza e pensieri di venata malinconia si fondono in versi densi di significato, dal lessico puntuale e mai sopra le righe. "Sogni, solo sogni / partorisce il mio cuore", scrive il poeta, che intride di nostalgia il ricordo di amori perduti, ma sempre evitando rimpianti ed autoflagellazioni del cuore. La sua poesia, descrittiva e lucida nell'autoanalisi, regala immagini cinematografiche, ritratti da cartolina intrisi di romanticismo. Si legge in Ed è tutto finito: "Non avrai più tempo / per questo mio amore, / la separazione era nell'aria, / l'addio nell'incavo dolce / della tua mano bianca; / allora l'eco delle parole / della mia voce tornò e / il tempo, rapido, ci raggiunse / con la separazione sul tavolo, / accanto al mio gomito appoggiato".

L'autore abbandona e lascia fluttuare i pensieri liberi, lasciandoli nelle mani di un "gabbiano in pena", le cui "roche strida soffiano sui canti smarriti delle sirene". Come Baudelaire con l'albatros, il poeta confronta la sua anima con quella dell'uccello marino, che "riposa chiuso alla scogliera". Chi scrive, però, è un uomo ancora "alla ricerca della / Pace sconosciuta". Tra le righe, vari moniti per chi insegue vanamente la serenità. Essa in realtà, come declamavano i latini, è nel tranquillo vivere senza angosce: "solo quando cesserai / ogni rincorsa, rinunciando / a tutto, quando non ti / porrai nuovi traguardi / [...]solo allora saprai che / anche il tuo cuore / si poserà leggero".

La delicatezza dei ricordi, l'affettuosa rievocazione di ciò che è ormai perso, la speranza di nuovi incontri che attenuino "le cicatrici del passato": temi fondamentali, che acquistano vita e ricchezza grazie alle suggestive fotografie di Angela Marano, poste a latere di ogni componimento. Scatti in bianco e nero, che ritraggono particolari di paesaggi, scorci di luce e ombre, dettagli che rievocano i temi trattati. Scrive Gianni su Angela: "è da una ricerca delle parole che ho ritenuto significative di ogni poesia che Angela è riuscita a traslare la parola nell'immagine, sempre suggestiva e portatrice di nuovi angoli di osservazione e quindi capace di far sprigionare nuove sensazioni". Dall'altro lato, Angela definisce Gianni un "acrobata della parola". Ogni pagina, così scrive, nasce e racconta degli stati dell'animo umano, in cui le ragioni del cuore vengono consegnate sulle "ali di angelo", o con la "carezza rosata dell'alba".

Un connubio perfettamente riuscito, all'interno di un testo curato anche nella parte grafica e biografica. Nel libro è infatti possibile trovare informazioni approfondite sugli autori e sulla casa editrice di riferimento, oltre che una introduzione molto curata e rilevante sulle caratteristiche dell'opera.

Recensione
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