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Primo Levi (1919-1987). L'uomo, il poeta

L'ultimo, brillante lavoro di Franca Olivo Fusco, è un approfondito e sentito omaggio stilistico e letterario al grande scrittore Primo Levi, nel centenario della sua nascita. Vincitore del premio I Murazzi per l'inedito 2019, la poetessa "ha dedicato un lavoro scientifico di raro valore e di ricca documentazione al grande scrittore torinese" ricostruendo la sua odissea umana, l'elenco delle opere pubblicate, l'interpretazione ed il commento critico delle sue poesie, pubblicate nel libro Ad ora incerta.

L'opera, divisa in sette sezioni tematiche, analizza in modo dettagliato ed elaborato i variegati versi dell'autore, il suo rapporto con la natura e la religione, ed in particolare con il dolore, compagno di vita durante e dopo l'interminabile inferno di Auschwitz.

Successivamente ai cenni biografici e bibliografici sull'uomo "schivo, cortese, affabile" ma anche "incapace di retorica", come lo descrisse Massimo Mila su La Stampa, la Fusco sottolinea la libertà di Levi di scrivere "versi spontanei, liberi, senza misurarne la lunghezza, senza ricorrere alla rima". Raccontava lui stesso: "la raccolta è fatta di poesie di quarant'anni e in quarant'anni cambiano tante cose...". Pregnante, oltre alla sovrabbondanza di aggettivi e pronomi personali, anche l'uso di alcune figure retoriche, che spaziano dall'anafora ("che cosa è più triste di un treno? / Che parte quando deve, / che non ha che una voce, / che non ha che una strada") alla metafora ("Io, sole e bestia"), all'iperbole (tormentata, la 'dedica' ad Eichmann: "possa tu vivere insonne cinque milioni di notti").

Il tema della sofferenza che, in modo quasi leopardiano, ritorna ciclicamente nella sua poesia è condensato nei piedi piagati di Se questo è un uomo e strazia i suoi incubi quotidiani. Un grido, una richiesta di aiuto vive ne La bambina di Pompei: "prima di premere il dito, fermatevi e considerate".

La natura, il paesaggio, gli animali rappresentano per l'autrice "il vasto panorama a cui si rivolge la grande umanità di Levi". Egli scrive: "se potessi mi riempirei la casa di tutti gli animali possibili". In realtà amava creare figure tridimensionali con fili di rame smaltato, come la meravigliosa Farfalla scelta come copertina del libro. La leggerezza di un tormento (sop)portato con dignità, senza lamento, nella flebile speranza che il mondo possa riacquistare l'atavica leggerezza perduta. Non accadrà, ma la forza di quelle ali fragili è talmente penetrante da costringere il lettore alla riflessione. Ed al ricordo.

La laicità di un uomo che né prima né dopo la devastante esperienza dei campi di concentramento, ha concepito "una qualsiasi forma di provvidenza o di giustizia trascendente" chiude la raccolta, che, corredata anche dalle numerose citazioni da altri autori che impreziosiscono le poesie, si pone oltre che come lettura personale, anche come un valido strumento didattico dedicato agli studenti delle scuole medie superiori, affinché possano avere la possibilità di conoscere le mille sfaccettature che animano il mondo letterario del grande autore torinese, tragicamente scomparso.

Recensione
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