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Verzieri. Le poesie francesi

La raccolta, intensa e lessicalmente curata, delle poesie francesi del grande autore praghese Rilke, apre la via ad un'esperienza di lettura romantica e pacata, nella quale l'occhio si perde tra parole che scivolano, silenziose, nel cuore. I giardini del titolo rimandano a piccoli quadri visionari, composti da tasselli in tinta pastello, dove amori spesso perduti e Angeli sempre presenti diventano protagonisti. Questi ultimi, in particolare, diventano figure dell'anima che appaiono subitaneamente ("resta tranquillo, se all'improvviso / l'Angelo alla tua tavola s'induce [...] tu offrirai il tuo frugale cibo / perché egli ne gusti a sua volta") o piccoli folletti che mescolano le carte in amore ("se si sopporta la strana / pretesa di questo gioco, / è che, talvolta, un angelo / lo scompiglia un poco").

Profondità e delicatezza sono gli elementi caratterizzanti di sentimenti narrati mirabilmente, tramutati in frasi e pensieri in cui ognuno può riconoscersi: "al sospiro dell'anima / tutta la notte si solleva, / una carezza breve / percorre il cielo meravigliato. / E' come se nell'universo / una forza elementare / ridivenisse la madre / di ogni amore perduto". Scriveva l'amico Andrè Gide a proposito della poetica di Rilke: "le poesie francesi mi portano una gioia nuova...e più rara, più sottile". Talvolta, analizzando i versi dei vari componimenti, si è colti da emozioni inedite, trasmesse con intenti che inducono al sogno. Si legge in Ritratto interiore: "non sono i ricordi / in me, a conservarti; / tu non sei neppure mia / per la forza d'un bel desiderio [...] Non ho alcun bisogno / di vederti apparire; / mi è bastato nascere / per perderti un po' meno".

L'autore, che ad un tratto, nella sua vita, si ritrovò cosmopolita e apolide, scrive in una lingua che non gli appartiene, presa in prestito, al fine di "impiegare / questo nome rustico il cui unico imperio / mi tormentava da sempre: Verziere [...] o privilegio di una lira / di poterti nominare semplicemente; / nome senza uguali che le api attira, / nome in respiro e attesa".

Corredato da una biografia approfondita, ad opera di Pierangela Rossi, l'opera è arricchita ed impreziosita da elementi di panismo che sembrano quasi dannunziani: "O melodia della linfa, / negli strumenti / di tutti questi alberi s'eleva, - / accompagna il canto / della nostra voce troppo breve". Eros, semidei, fanciulle, paesaggi, finestre, fontane, primavere e derelizione popolano pagine dolci e senza tempo, che, benché rappresentino l'ultima opera in vita del poeta (1926), trapelano ancora una vitalità ed energia che sembrano quasi senza tempo.

Recensione
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