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Il libro prefatto dallo scavato profilo condotto da Dante
Maffia evidenzia "un dettato fermo", "una sensualità dolce, levigata", "una
solarità mediterranea", "ritmi ora intensi, ora distesi"... non si può
dissentire lontanamente e questo ci produce un accostarsi affettuoso alla parola
di Chiellino in un inondo dove domina l'urlo, la contraffazione, l'ipocrisia, il
gelido annullamento dei valori, e sembra di entrare dopo un lungo e faticoso
viaggio in un posto pieno di ristoro, oppure di ritrovare beni perduti, una
voce, insomma, consolante e alta.
Entriamo allora anche attraverso la fiamma dato che "il fuoco è
un'avventura dello spirito" che spinge in alto il nostro cammino, perché nasca
un nuovo giorno, vivendo "nell'attesa dell'ora luminosa" e contro "venti di
annullamento e di assenze" "ci si attacca ai cavalli dell'anima" e l'essere
s'illumina di sacralità: "precipitiamo nel sacro fuoco | del concepimento".
Altro motivo, quasi mitico, è la memoria che ritrova vecchie
colline, o il canto di remoti mietitori, o l'incanto di lontane terre che danno
fede al titolo del libro: Il volto della memoria e fanno ritrovare al poeta "il
passo del tempo"; anche un albero secco si fa voce "di una remota festa" e
persino attraverso il fumo si può comunicare con Dio; persino una pianta, la
palmi può gridare a Pasqua "Cristo è risorto". Chiellino sa scoprire la bellezza
in una ultra-centenaria e il mare che si fa cantore, quasi sacro aedo, della
storia. Anche se il dolore e la morte sono sempre presenti nel libro per
Chiellino la vita è una scalata di cime altissime col desiderio di un recupero e
lo stimolo di una conquista per rompere "abissi di silenzio". La morte
dell'amata approfondisce la parola del poeta che dice: "nel paniere del tempo
raccolgo | l'eco della tua voce" e si rasserena nel conforto di un vivido
ricordare. L'ultima parte s'intitola “Il ponte dell'anima" che passa "oltre le
mura | dell'ombra e dell'oblio". Qui il poeta recupera la sua donna "nel cavo
della mente" mentre gli occhi trattengono la luce dei suoi capelli e ha la
grazia di saper recuperare "il sacro della vita" e tutto il libro è una ricerca
religiosa del mistero di essa in una tensione lirica d'immediato impatto sul
lettore per la chiarezza della parola, la visionaria rappresentazione delle
apparenze nell'introdursi in un misticismo che vuole rendere sacro ogni
messaggio di verità che si fa poesia e spezza "la pietra dura del Nulla" in un
apporto d'Amore concesso perché "la linfa della vita è nel ricordo" e Chiellino
sa camminare sempre su "Il ponte dell'anima" contro il gelido poetare astruso di
troppi libri di versi che giocano sul nulla della parola, dell'amore, della
verità.
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Recensione |
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Il volto della memoria
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poesia
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| Autori |
| • | Giovanni Chiellino |
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Edizione:
Edizioni Scettro del Re
Roma 2000 |
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| pp. 73 |
| prezzo: € 8,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Pomezia Notizie nr.6/2001
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