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Nell’introduzione al volume di Cristina Contilli, l’autrice stessa ci dà una
visione completa di quello che sarà il suo racconto: “Una biografia romanzata,
dove si mescolano realtà storica e suggestioni derivate dai romanzi e quadri
dell’epoca, ma anche dalle moderne interpretazioni della figura di Maria
Antonietta, del Conte Hans Von Fersen e di altri personaggi che vissero nella
Francia di fine ‘700”.
In questo
corposo romanzo, ritroviamo il colonnello Christine Leydet De Fos-Briançon-Jariayes, durante la Rivoluzione Francese e nella propria vita familiare; il
ferimento di André Jacob Elie, che diventerà suo marito, la sua lenta
guarigione, la cecità di lui, che lo costringerà a cambiare vita, la perdita
di un figlio nato prematuro, i contrasti con la famiglia d’origine di lei, che
mal accetta il suo matrimonio con un uomo non nobile, la presa della Bastiglia,
gli scontri con La Fayette, la cacciata di lei dall’esercito ed infine, la loro
fuga in Russia, la malattia di Christine ed il loro ritorno a Parigi.
Accanto a lei,
oltre ad Andrè, le figure di Pierre Hulin, altro ufficiale che ha partecipato
alla presa della Bastiglia e Therese Duplessis, (che ha perso entrambi i
genitori durante la Rivoluzione), sua moglie, giovanissima infermiera, diventata
chirurgo grazie alla sua straordinaria tenacia e primo medico militare donna
nell’esercito francese. Sullo sfondo,
Napoleone e Maria Waleska, che ne diventa l’amante nel tentativo di salvare la
sua Polonia e la Principessa Paolina Bonaparte, che colleziona amanti, fra i
quali Pierre.
Questo romanzo
costituisce l’addio alla bellissima Christine, da parte dell’autrice, ai lettori
scoprire come e perché.
Molto importante
è lo studio condotto dalla scrittrice sulle donne soldato, che si arruolarono
nell’esercito francese, nel periodo napoleonico, con il loro vero nome, oppure
con un nome maschile. Per lo più si
conoscevano donne al seguito dell’esercito come infermiere (soprattutto dopo
l’invenzione, ad opera di un medico francese, Dominique-Jean-Larrey,
dell’ambulanza volante: un carro che soccorreva i feriti), lavandaie,
vivandiere, le quali non volevano abbandonare i propri mariti, ma un’attenta
ricerca ha portato alla luce il “fenomeno delle donne soldato”.
Tutto questo
viene riportato alla fine del romanzo, nell’Appendice storica, dove ogni nome è
corredato da un ritratto, oltre che dalla biografia.
Il romanzo
conferma completamente la già citata “Introduzione” dell’autrice: si tratta,
quindi, di un vera opera narrativa storico-amorosa, dove si ritrova lo stile
della Contilli, reso però ancora più maturo dall’esperienza dei molti volumi da
lei pubblicati, in cui la sintesi permane, ma la narrazione è di più ampio
respiro e di maggiore completezza.
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Recensione |
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Amore e rivoluzione (1789-1817)
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narrativa
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| Autori |
| • | Cristina Contilli |
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Edizione:
Giovane Holden Edizioni
Viareggio 2009 |
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| Introduzione dell’autore - pp. 168 nn. |
| prezzo: € 9,90 |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Literary nr.5/2009
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