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Cristina Contilli, scrittrice e traduttrice, dopo lunghe ricerche sulla vita di Silvio Pellico, partite dallo studio di lettere inedite scritte dallo stesso tra il 1830 e il 1853, si è dedicata con indubbia cura ed attenzione alla stesura di questa biografia. Toccante, commuovente, passionale, descrive, utilizzando brani di lettere sia scritte da Silvio Pellico che da altri personaggi dell'epoca a lui vicini, la vita del grande scrittore dopo la lunga prigionia nelle carceri di Venezia e nello Spielberg.

Il susseguirsi degli avvenimenti della sua esistenza si intreccia abilmente con i ricordi della prigionia, creando nel lettore un interesse travolgente, che lo terrà incollato senza tregua fino al termine delle pagine. Qui, Pellico appare in tutta la sua fragilità umana. Un uomo minato da grossi problemi di salute, capace di grandi emozioni, di una passione travolgente che lo condurrà, sebbene in tarda età, tra le braccia della sua amata contessa Cristina, a vivere quell'amore da sempre sognato e sfuggito per la crudeltà della vita.

Nelle righe scritte dalla Contilli vi si legge, inoltre, uno spaccato della vita dell'epoca, in una Lombardia stretta dalla morsa del dominio austriaco, in cui ogni tentativo di ribellione all'Impero viene taciuto con la prigionia (se non peggio, con la morte). Un libro che mi ha commossa dalla prima all'ultima pagina, accompagnato da immagini (ritratti e foto) di Pellico e di altri personaggi principali. Un'opera ben confezionata, con cura e con amore, dalla brava Cristina Contilli.

Recensione
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