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Dentro alle fonti artistiche della poesia di Marinella Galletti

Avvicinandosi a questa prima raccolta poetica di Marinella Galletti si scopre subito la sua vocazione artistica, legata all’arte visiva e all’immagine che tiene in esercizio quotidianamente come docente e come pittrice.

In effetti, il primo elemento che cattura di queste poesie è la simmetria e il layout che l’autrice sceglie di dare alle sette sezioni che compongono il libro. Puntualizziamo, però, che la simmetria della Galletti non è esercizio geometrico svuotato di senso poetico: è invece equilibrio di parola e di spazio –“Non ho cognizione di | spazio lo impongo lo | tengo esibito nell’aria | distesa e discesa di sotto” (p.11) – di pronunciamenti e di silenzi che danno pieno corpo ai significati e ai suoni. I rettangoli che racchiudono i suoi versi – apparentemente spazi chiusi, uniformi e statici, sono itinerari di movimento e di ricerca che s’incrociano armonicamente con l’eterogeneità euritmica del tutto. In ciò si coglie la libertà della sua parola che diventa volume percettibile, carica di dinamismo e di segni interpretabili: “Nel sereno, eppure | nel vago languire | della sera e presto | della notte il fitto.| Nel sottile. Ed ora | nel dialogo intimo | attratto di molti | pensieri. Io resto. | In cammino fino | all’alba” (p.23).

La Galletti coglie l’essenza delle cose nel loro eterno mutamento: le forme non sono mai date e diventano altro rispetto a quello che abbiamo già sperimentato e conosciuto. Ecco il fiore assume significati che vanno oltre la sua essenza naturale e racchiude altre verità, certamente finite, ma da catturare e da tenere insieme: “Comprendo le forme | corolle sul corpo sul | corpo di steli del fiore” (p.11); “Resisto ed è | perché esisto respiro | nei riverberi dei fiori | di campo e di verde. | Esisto nel fiore e nel | suono dell’acqua | nel vasto del lago” (p.13).

C’è nei versi di questa autrice l’intento di comunicare la cangiabilità della materia che disegna spazi e segmenti ma non può rimanere ancorata a fenomeni prestabiliti e prefatti. Il pensiero gioca un ruolo preminente e scatena l’immaginazione che non si ferma mai, procede nelle sue rappresentazioni mentali e lascia tasselli che evolvono nel tempo e si arricchiscono delle nostre interpretazioni. Si rinforza la creatività della Galletti, la sua continua ricerca di comprendere spazio e tempo oltre i “ruoli” originari a loro assegnati, quasi fino a confonderli: “Procedi, | sei assimilato al | corpo che tieni. | Anticipando un | secondo, giunge | l’attimo, prima | che un tragitto | sia il cammino. | E confondo con | il tempo ciò che | è propriamente | dello spazio. Del | prolungamento, | degli arti estesi | sulla via, non ne | ho il senso. Vai! | Abbracciando la | strada sulla scia | dei tuoi disegni: | la partenza è un | arrivo” (p. 21). Le due categorie spazio-temporali si sposano quindi con l’istinto di interpretazione e di manipolazione della realtà e della forma che ha l’autrice: la sua impronta di appassionata e studiosa dei arti visive viene fuori in tutta la sua forza e pregnanza anche in queste poesie. Sono echi di tempo e di spazio mai incastrati dentro recinti prestabiliti e unici. Per questo la poesia della Galletti affascina, perché chiede una libera interpretazione e una scoperta quotidiana che non rimane mai data per sempre.

Recensione
Dentro alle fonti
poesia 
Autori
Marinella Galletti
Edizione:
Anterem Edizioni
Verona 2006

Vincitore del Premio "Lorenzo Montano 2006". Postfazione di Carla De Bellis - pp. 41
prezzo: € 10,00

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Il Segnale nr.80/2008
 

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