Servizi
Contatti

Eventi


Introduzione a
Ultime illusioni alla finestra
di Gianni Calamassi

Il libro

Non so perché sento sempre la necessità di ricorrere ad una trilogia quando voglio portare avanti un pensiero che mi riguarda PROFONDAMENTE.

Anche in questa occasione vi ricorro. Infatti ho già nella testa i tre titoli che mi sono prefissato di completare, questi sono “Ultime illusioni alla finestra”, “Cumulo di polvere” ed “Essere humus”. Non chiedetemi il perché di queste scelte, anche se credevo dopo aver completato “Le radici dell’albero caduto” di non avere altro da aggiungere, invece le parole continuano a cadere sul foglio bianco, ed io, come sempre, le accolgo, le lavoro, le congiungo fino a ritenerle rispondenti al mio pensiero, a colmare quel silenzio che mi accompagna accogliente.

Ultime illusioni alla finestra

Si interrompe il percorso dell’esistenza, come se non ci fosse continuità con il passato e tutto si ribella contro, quasi prendesse vita: si va verso a quelle che considero le ultime illusioni che si affacciano alla vita che ancora persiste.

Il mondo che vedo non illude più è accecato dal male: la natura si ribella, e se una lingua di nubi parlò all’orizzonte io non intesi…; la luna offesa ne soffre, tutto reagisce manifestando una avversione all’uomo. Sembra di scivolare in una sera d’inverno con il mare che rumoreggia quasi presentendo una nevicata sulla spiaggia, oggi indefinita terra di naufraghi.

Ho bisogno di parlare perché il silenzio spinge alla ricerca dei luoghi per essere, per essere cosa? Felice, se possibile, ma la luce, per spregio, si divide in due sulla terra. Le parole siano esse solenni oppure comuni costruiscono il linguaggio necessario per rendere nota la loro presenza in questo mondo che ancora percorro, ma sono un fragile sostegno al mio procedere in questo pomeriggio grigio ove tutto si ribella, e perfino l’aria è stanca di portare suoni in questo solitario silenzio ove il grigio era grigio.

Questa è la considerazione più netta, ancora la ricerca di qualcosa in un mondo ostile dove la fine sembra un nuovo inizio.

La notte non porta consiglio, anzi aumenta la lucidità che conduce alla sicurezza notturna. Sicurezza notturna? Ma se il delirio mi perseguita ed anche la luna piange per quello che vede, io e il paesaggio sconfinato che mi circonda ci stiamo perdendo, ed alla richiesta di perché, fu silenzio la risposta. Il silenzio sta diventando il compagno eterno che dà il senso della solitudine, dentro il sepolcro freddo, al quale penso, anche se la domanda più insistente è il rapporto con la mia ombra, che mi ha sempre seguito, per questo voglio essere io a liberarmene, per il rispetto dovuto a questa compagna terrena.

Coltivo solo illusioni, ma lo sapevo sono le ultime illusioni alla finestra con le ombre che non mi lasciano solo e i pensieri profumati di attese primaverili mi circondano anche se l’aria si distrae e la pioggia non lava i pensieri sporchi con la pittura che cerca di ravvivarne i colori. Il mio bianco e nero si confonde in infinite sfumature e vaga alla ricerca di reazioni invece di addormentarsi staccandomi da tutto.

Tuttavia penso agli amici a quei pochi che ancora incontro e questo mi rende felice, sereno, anche se senza preavviso tutto cambia ed i pensieri di un vecchio diventano spigolosi e talvolta indecenti! Mi rendo conto di aver sciupato una vita, deformata dall’uso correndo l’esistenza, cercando, per comprendere, di adeguarmi, ma rimane senza risposta la scelta dell’infinito.

Materiale
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza