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Dalla Sicilia alla Francia, nell’ars poetica di Pietro Nigro

La scrittrice e poetessa Isabella Michela Affinito ci regala due “ritratti” di grandi artisti. Uno è noto universalmente ed è Monet, l’altro, pur essendo noto nell’ambiente letterario, lo è meno per il grande pubblico: il poeta Pietro Nigro. Il comun denominatore dei due libri è Parigi e il “milieu” francese.

Le liriche su Monet costituiscono una sorta di saggio artistico emozionale. L’autrice è appassionata d’arte e in particolare del “profeta” dell’Impressionismo, la prima grande rivoluzione artistica da cui poi tutto è cambiato. Infatti, con lo stile “liquido”, fatto di vibrazioni, ancorché pur sempre figurativo, si passò dagli stilemi del passato a un’arte che assorbiva anche i nuovi modi di vedere la realtà portato dalla scienza. Un excursus completato da in’immaginifica intervista al Maestro. Davvero un progetto originale e molto coinvolgente.

Se il primo volume è legato ad una frequentazione indiretta, il secondo è frutto di una grande amicizia con Pietro Nigro. Quasi cento pagine centrali sono dedicate ad un’approfondita intervista, un documento importante che viene consegnato agli archivi e a futuri studiosi, ma che è anche affascinante e attuale.

Nella prima parte del libro l’autrice pubblica le schede critiche della vasta produzione di Nigro. Completano il saggio immagini della vita del poeta nato ad Avola ma che ha vissuto a lungo in Francia, prolifico e pluripremiato autore.

Nel volume non manca nemmeno una sorta di “oroscopo” finale.

Recensione
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