Servizi
Contatti

Eventi


Filippo Giordano, di Mistretta (Messina), mi manda un libro intitolato Minuetti per quattro stagioni (Edizioni Il Centro Storico). A penna, in una delle prime pagine, mi scrive così (ammesso che riesca a decifrarne la scrittura): “A Roberto Carifi. Quando leggerà questa nota ricordi che la penna che l’ha scritta la conservo sulla tasca della camicia, in prossimità del cuore, laddove tengo anche le persone che anche di poesia condiscono il fare loro di ogni giorno”. È una dedica a tutti quelli che di poesia fanno la loro ragione di vita, quindi è una bella dedica. Mi pare che i versi di Minuetti per quattro stagioni siano in sintonia con la natura, con l’estate, con i tigli odorosi, con il vomere che è come un utero “inseminato”, e sono semplici ma mai semplicistiche, si respira aria pura. “Scrive Vincenzo Rossi nella prefazione: “Le due strofe e i sei persistenti versi penetrano dentro le stagioni e di esse fissano gli aspetti più vivi che le caratterizzano. Intanto che il tempo batte le sue ore la vite distende gli ubertosi grappoli nei loro vari colori di maturazione dentro il mite respiro dell’autunno, affinché ne colmi i cesti”.

Tigli odorosi

Tigli odorosi,
di giorni caldissimi
invocate ombre.

Mare, miraggio
di fluide carezze,
amaca azzurra.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza