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Alte e basse maree, (Poesie1993-2015)

Sono venuta dal bosco / intricato / e / la luce azzurra / de l mare / mi brucia gli occhi / colmati di verde. / Sulla spiaggia chiara  / le mie orme / si confondono; / affoga / nell’aria / la mia voce sottile. Musica di suoni che si fanno colori accesi di vita ed emozioni vere, son questi i tratti pi autentici della cifra della poesia di Gemma Ravanello.

La sua poesia, volendo seguire il cammino delle sue opere, filologia d’emozioni, verrebbe da chiamarla, viene dunque dal bosco ed ora, appunto tra alte e basse maree, nel Mare prato, la prima sezione del suo nuovo libro, si fa vela! Affascinata s dal mistero del vento e dal bisbiglio dell’onda che le entra nel mare dell’orecchio e sulla riva della mente, la poesia della Ravanello, sempre immersa nel colorismo magico della natura, che evoca in lei anche raffinate pitture, frutto di intenso lavoro, cesello e bulino di s nella tavolozza di colori di un tramonto in montagna o di una marina, ella cerca nel cuore mediterraneo che le proprio arterie e vene del suo dire che la fanno approdare al sentimento di Ventre di rosa e ad Occhio planetario, intense sezioni, dove l’ombra splende tra i fiori del giardino.

Si pensi alla strofa iniziale di Oltre il sogno, Oltre il sogno / c’ un vuoto che aspetta, / un buco nero famelico / di stelle incaute sul bordo, / pesanti bagagli / inghiottiti dall’inconscio. Tema forte quello dell’inconscio, ovviamente, che spesso torna anche nelle sue poesie dedicate all’ arte moderna, da Monet a Klee, come pure esso rappresenta il filo rosso nei suoi densi saggi sulla letteratura fantastica, specie di area anglistica.

Ma torniamo all’ordito del libro, prefato con fervore da Plinio Perilli. Proprio nella sezione “Ad Parnassum”, dedicata all’arte dei pittori, la forza della sua poesia nei casi migliori scaturisce sempre dall’atteggiamento di entrare nei colori dell’anima, dialogando con opere e passioni di colori, Gemma Ravanello trova momenti di s e del suo laboratorio di scrittura.

Trae cos ispirazione dalla concretezza proprio nell’officina della faticosa bellezza dell’opera d’arte. Esemplari ci sembrano questi versi di Uscendo da Ad Parnassum, dedicati in esergo a Paul Klee. Ho raccolto pietruzze / da incastonare / tra le pagliuzze dorate / nell’iride di occhi futuri.. / ed ora / esco a piedi lievi / dalla porta ingresso segreto, / Volgo lo sguardo all’indietro: milioni di bagliori/ di una assenza presenza / che entra, / che esce con noi sulla terra.

Insomma in ogni sezione da quelle dedicate pi espressamente alla natura, compagna di emozioni dello spirito e del tempo come quelle dedicate all’arte o alla musica si avverte sempre nella scrittura della Ravanello la volont di un fare operoso ed … operaio di poesia, al di l degli strepiti d’occasione, ella lascia che sia il vento e la forza del cuore a muovere l’alta e la basa marea del suo orizzonte poetico ed umano.

Recensione
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