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Antologia poetica, 1988-2007 Passato presente futuro

Il cuore è veramente la grancassa della poesia di Pietro Aloise. Libero / è un pirata- / la caccia lo esalta / Innamorato / è un puledro- / l’ansia lo divora. / Malato / è uno sbandato / - il pianto lo marcisce / Stanco è un relitto- / la nostalgia lo rapisce. Con candore ed accenti di sincerità la vena poetica di Pietro Aloise nasce musica cordiale. Aloise intende la poesia come graffio virulento di vita, che accende ferite di ricordi, insomma fa musica con note verbali!

Tutta l’antologia è segnata da questa volontà di dire la pulsione del cuore. Le sillogi che la compongono sono dunque sentite dal poeta come stanze di vita, composte con tenacia e amorosa nostalgia in cui il dialetto ha forza maternale. In particolare la raccolta Le trappole della nostalgia,esprime al meglio la cifra lirica del poeta calabrese, che usa spesso il suo dialetto, aspro e caldo, di Bucita san Fili in strofe di varie poesie ed integralmente nella sezione Pasqua è sulu ‘na festa? in cui il dialetto si carica di emozioni psicolinguistiche notevoli. L’antologia contiene note critiche di Minore, Neri, Maffia, Roversi, Pedullà e lettere di cantanti come Dalla e De Gregori. Tutto ciò documenta amicizia e stima verso Aloise, sia da parte del mondo della critica militante, che di cantanti con cui il nostro ha collaborato a lungo, scrivendo canzoni. Torniamo però alla sua vena poetica, centrando l’analisi di uno dei testi migliori, Il gelataio. In quel meriggio assolato / la piazza era un deserto / e seduti all’ombra di un telo / Carmela / scacciava mosche / e vespe impazzite.

Si veda ad esempio questo ricordo di nonna Carmela, che, con la sua gestualità spontanea e quotidiana racconta tracce di sé, vivacizzando un bozzetto del folclore meridionale. Avvertiamo nella dinamica semplice del gesto l’eco di una ritualità ancestrale del Sud magico che, tra gli altri, studiosi come De Martino o Di Nola hanno a lungo studiato e documentato. Ma Aloise non è un umanista né un antropologo, è un autodidatta che si invera di poesia, visceralmente sentita e fatta canto spesso non rastremato, fuoco e pulsione profonda che egli spesso ritesse in nuove stesure. Aloise conclude la poesia Il gelataio con un’intensa e originale immagine lirica. Carmela / era ricca dentro / nelle tasche / possedeva il vento.

Potente e insieme leggera la poesia di Aloise si presenta frutto notturno di una cultura che si è fatta da sé, di un scoperta, arrampicandosi tra libri e dischi con vocalizzi pulsionali di mille metafore ed emozioni.

Recensione
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