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Criptomagrittazioni

Felicità critica è il viaggio che ordina, nell’opera di un autore, le soglie diverse di creatività, rivelandone la cifra,nell’aritmia di scrittura. L’opera di Silvana Baroni, in virtù del suo essere prismatica e vitale, concede tale sortilegio. Asciugata al sole etico e fulminante dell’aforisma, di cui ha dato prove notevoli nelle sue ultime pubblicazioni, la scrittura dell’autrice si accosta al velame dell’arte di Renè Magritte per trarne la luce violenta degli oggetti e i palpiti interiori di lacerate realtà umane, solitudini di cappelli sul fiume, nerofumo di coscienze, senza celestiali annunciazioni. Attraverso un mirato e capillare studio delle carte scritte e pittoriche dell’artista belga, la Baroni sommuove sì forze archetipiche nelle visioni del corpo, del sacro, del viaggio nel sottosuolo di oggetti e stati di coscienza epifanici di un malessere lucido e spinoso,ma attraverso le sue criptomagrittazioni dà appunto voce alle opere, chiarisce come la risposta di Magritte sia geometrica e denotativa, priva ad esempio dell’infanzia notturna delle fiere-giocattolo di Dalì, autore simbolo e quasi convenzionale del surrealismo d’abord, anzi è antitetica al surrealismo del pittore iberico. E’ una riflessione, un coltello che governa il buio, quell’arte amletica di questioni di essere, capaci di evocare il mistero, non di regalarlo all’occhio di superficie. E la meraviglia agra del sogno è lì … nella mela, nel cappello, nel trono vuoto, nella foglia, nella candela accesa; insomma è nel fasto grigio delle cose il sogno. Il francobollo d’esistenza è sorriso che spaventa. Sono stati i sorrisi a spaventare il successo, i guizzi al crocevia, le verità a sperpero, le astrazioni a chiave di musica,il goloso pallore dell’alba.

Uno dei punti nevralgici del libro è certo il testo La mia sediola sul tuo scranno? che si lega all’immagine de la Lègende de siècles, sconvolgente e drammatico esempio di rovesciamento Oh mio Dio! Davvero un posto a capotavola tutto per me?.. davvero io a presentire uragani sul picco dell’infinita arsura? / io sul trono primordiale, nella luce intermittente tua verde ramarro,… io Adamo , la cavia/ a far prove per altri che verranno/ a testare lo spazio del vivere. Un concentrato di filosofia per l’uomo di ogni epoca, Icaro ebbro…. Opera ricca di sinestesie culturali,densa di richiami alla filosofia e all’arte in ogni pagina uno specchio che attraverso occasioni di vita ci stupisce come l’orfano di sessant’anni di spalle al sipario/ in attesa…. , pare stia, persi gli occhi nel diluvio dell’ora lento a sgualcire il resoconto dei fatti, a contemplare la foto che resta nella tasca di un uomo/ ormai giunta a chiarezza la sorte/, perché sempre.. ferita aperta è l’evidenza, anche di una foglia, della pioggia che si fa ruggine.

Recensione
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