Servizi
Contatti

Eventi


L'albero dei cachi

La ratio della sentenziosità modula la catena di immagini di un’esistenza sospesa tra sogno e ricordo. Incalza però nella versificazione dell’autore, spesso un’aggettivazione volta ad esaltare il mito ventoso del sentimento. Il cuore resta soggetto lirico in sé, più che diventare epifania di un sentimento condiviso. L’alveo di un lirismo di sapore vagamente classicheggiante e la scelta di facili rime, spesso baciate, danno intera la misura della necessità oggi di prendere forti rischi formali e tematici nel fare poesia in genere e specie in quella d’amore. Essa va intesa come sicuro azzardo e non come un comodo museo di sentimenti e cliché atemporali e quindi fiori sempre verdi del tumulto del cuore. Già Saba affermava, con gnomica malinconia, quanto la rima fiore amore fosse, all’unisono, la più antica e la più difficile del mondo.

Le ore dell’amore, la prima sezione del nuovo volume dell’ Antonioli, che ha alle spalle vari altri testi di prosa e poesia, anche in vernacolo romagnolo, gioca la sua forza sulla dialettica illusione- incomprensione. L’amore è per così dire, avvertito come una filosofia, sin dal componimento d’apertura, immaginare le ore dell’amore/ha in sé bellezza e insidie latenti/ che dividono un desiderio controverso/ tra il sogno e la convinzione. La dicotomia tematica iilluso vs incompreso, emerge in numerose altre liriche L’ho chiamato amore, la verità in amore, Incompreso ed altre. Affiorano barlumi di memoria risolti maestria, ad esempio ne La vita non aspetta, Per strade deserte , La radio racconta.

Nella seconda sezione, Meditazione, il buio e il passato di perduti amori si accende di una maggiore vigoria espressiva, con interessanti fusioni cromatiche e squarci lirici convincenti, pur nella scelta di una versificazione talora troppo spezzata e non sempre ritmicamente sentita. All’Antonioli preme dunque, ci pare, il solstizio della memoria, il sentenzioso bisogno di farsi rapsodo del proprio vissuto amoroso, e ciò lo affida ad un dire ricco di dolore, in quanto segnato drammaticamente dal fattore della perdita affettiva, che dà nella piena maturità dell’autore un frequente bisogno di raccontare trucioli di silenzi densi di voci , i suoi amori meditati nel filo del ragno della scrittura.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza