Servizi
Contatti

Eventi


L'ospite indocile

S’individua ne L’ospite indocile,ultima opera poetica di Lucianna Argentino,edita da Passigli, un acuto bisogno di restituire alla parola la centralità del suono interiore di una preghiera che barlumi d’infinito il senso irsuto della vita, il vuoto degli esseri | che ci stanno accanto come un’assenza. La contingenza dell’infanzia gioca la carta della meraviglia, della libertà, senza domini, e sfiata l’infinito, come s’avverte in uno dei testi centrali della raccolta,In preghiera si ricrea il suono | se del poeta alle spalle | mi spiove lo sguardo | e la bambina s’alza | senza domini | col solo piccolo scopo | di liberare Dio. Ma troppo a lungo e giustamente, nella vertigine metafisica la poetessa non risiede e sta creatura di fronte alla marina, assorta ora in pensieri sublimi | ora in pensieri bassi | che ugualmente forti sono | la carne e lo spirito. Bestia odorosa di luce,ella si muove agilmente nella dialettica corpo-anima, risolvendo in immagini vivide di evangelismo metropolitano le sue emozioni di vita e di fede. Prossimi al mio dire | quelli battezzati con la terra | rivestiti della grazia delle zolle | braccati nelle selve cittadine | entro radure di pestilenze umane, di ossa rotte, di fracassate speranze. | prossimi al mio dire | quelli senza peso, senza giusta misura | predestinati all’indeterminazione, | cause efficienti della frazione del pane.

Bruciante nel contrasto la cattolica, nel senso anche etimologico, del pubblico cui tende il proprio dire,chiuso in un’asola, sia il pertugio e rifugio, sia il chiuso esposto alla parola che diviene asola di luce, andatura interiore, sapienza. Insomma (Dio – il mare) è voce che mai tace | è abisso di luce. Orizzonti infiniti che pungono ad una ricerca di figura di sé nel creato. Ospite indocile, dunque, la luce che s’attarda spiraglio di cauta ragione … o sta come le cose | nella quiete dei ripostigli. Il poema di questa religiosità inquieta che oscilla perenne tra un francescano porsi nell’angolo, Mi scanso, mi scosto per lasciar posto al Verbo che sgorga, faccio posto a quanto di me chiedete, arriva al fortissimo e metto a tacere anche Dio, smorzato nell’enjambement efficace di chiusa, se volete, dopo aver offerto, con rapida immagine d’interno, quasi da natura morta, una tovaglia di pizzo, un vaso di fiori,cose ordinarie, normali. E attraverso queste gemme di parole, piccoli e in fioritura in genesi di grammatica o nella sintassi delle porte si snoda , quasi paolino, il percorso di folgorazioni in cui buono è l’albero e la sua ombra | buono è il cielo e la sua distanza nel mortaio di sensi che la misura della visione è provata da quella della stonatura, che, oltre l’incanto, svela, intensa di umanità vissuta, la fabbrica di poesia di Lucianna Argentino.
Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza