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Madre, rosa calva di memoria

In Ritratti di poesia
15 febbraio 2019

Mio diario gli occhi appuntano
lo sgranarsi di te, madre, rosa
calva di memoria, quasi straniera
tra le cose stanche d’ogni giorno.

In sonno ancora mi ragioni,
svoli rapace di giorni favolosi …
Seduta gi te ne vai lontano…
E mi tormenti, domandando.

L’orizzonte pena infinita
di te ascoltare l’infinito assedio
del frammento svanito che ritorna,
bel verso scordato sulla bocca.

(2018)

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