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Cara Matilde – La Serao, la scrittura e la vita

Intervento alla presentazione

Pianeta Poesia 2018-19
Firenze, Casa di Dante,
Martedì 10 Aprile 2018

Pazienza, intelligenza, coraggio ...

Abbiamo il piacere di ospitare nuovamente Lorenza Rocco Carbone, di cui avevamo presentato nel 2009 alla Biblioteca Marucelliana il saggio dedicato a Michele Prisco. Un saggio e un omaggio all’autore da lei molto amato fin dagli anni del Liceo : amore ed ammirazione che rende palpitante la scrittura della saggista, pur restando rigorosa e sottile nell’indagine critica .

Le stesse qualità di rigore, penetrazione e passione intravediamo nel suo ultimo lavoro su Matilde Serao, nella nuova edizione integrata ed aggiornata rispetto alla precedente del 2008, tutte e due pubblicate da Kairòs edizioni- Serie Oro.

L’Autrice è saggista, Direttore della Rassegna di cultura Sílarus, fondata dal padre Italo nel 1961 e, fin dal titolo del suo ultimo saggio, fa supporre che questo contenga qualche elemento in più rispetto all’analisi della scrittura e della vita della protagonista esaminata.

“Cara Matilde” sembra infatti l’inizio di una lettera a persona familiare, affine, in qualche modo amica e sorella. E tale si dimostra per l’Autrice che, ben conosciuta nel mondo culturale e letterario, viene dalla critica affiancata alla Serao per competenza, talento, determinazione, acume (cft Franco Baccarini - Press Italia Gruppo Editoriale Internazionale 18 Aprile 2009) e Corrado Calabrò ne sottolinea le doti di straordinaria e tenace combattente, doti tanto simili a quelle di Matilde da lei indagata con rara profondità interpretativa.

Il libro porta due dediche, la seconda delle quali : Alle donne / Alla pazienza delle donne / alla cara memoria di Maria Paola.

Donne cui anche Matilde Serao dedica molto lavoro, impegno ed attenzione, sia nelle novelle e nei romanzi che spesso descrivono figure femminili fragili e indifese, o malinconiche piccolo-borghesi, sia nel giornalismo dove si schiera apertamente dalla loro parte.

Serao spesso si dichiara “femminista alla mia maniera” in quanto, pur denunciando soprusi e ingiustizie al mondo femminile, si oppone al divorzio e al suffragio universale. Ma si deve tener conto che siamo a metà ‘800/primi ‘900 quando la donna in effetti era troppo debole per affrontare il primo e troppo impreparata per il secondo: ciò viene affermato con forza dalla giornalista/scrittrice che pure si separò dal marito… ma lei era forte, autonoma e del tutto dalla parte della ragione, dopo aver sopportato per lungo tempo le infedeltà di Scarfoglio, suo marito, fino al suicidio dell’amante davanti alla porta di casa dove aveva deposto la neonata, frutto della loro relazione adulterina…

Fu, quello, un clamoroso scandalo, seguito dalla rottura del matrimonio, ma Serao ne uscì a testa alta, dimostrando dignità massima e rare doti di generosità, specie nella decisione di adottare e crescere con amore la bimba.

Nel ritratto/saggio che presentiamo stasera Matilde Serao, greca di nascita, ma napoletana verace come ben la definì Michele Prisco in un suo profilo critico, madre del giornalismo italiano moderno (unica donna fondatrice e direttrice di giornali politici come  “Il Giorno” e di altri anche condotti insieme al marito Scarfoglio) scrittrice-psicologa, napoletana d’elezione, ma aperta a contatti ed orizzonti internazionali, emerge una figura femminile straordinaria, infaticabile, creativa e altruista che giustamente Rocco Carbone ripropone all’attenzione del mondo culturale e letterario che forse troppo presto ne sembra aver dimenticato la forza innovativa, lo spirito pioneristico e la passione con la quale ha cantato, come scrive Scarfoglio la bellezza e la sventura di Napoli al cospetto del mondo.

Ciò si può verificare in molti dei suoi scritti e specialmente ne Il ventre di Napoli, pubblicato da Treves nel 1884… dove si può leggere il brano Bisogna sventrare Napoli, brano riportato nel saggio alle pp. 58/59, dove la scrittrice si rivolge con veemenza al capo di Governo Depretris che affermava di voler sventrare la città per eliminare la sporcizia e l’endemica diffusione delle malattie…

Nell’introduzione alla nuova edizione del libro l’Autrice dichiara che il ritratto di Matilde Serao non è possibile completarlo mai, essendo sempre in fieri, ma dopo aver letto il saggio possiamo senz’altro affermare che i contorni e l’essenza della persona, della donna di affetti e di cultura, della giornalista e della scrittrice balzano potentemente fuori dalle pagine con vivezza di dettagli e con finezza d’indagine critica. Una donna non bella, Matilde, che tuttavia affascinava gli uomini con la sua intelligenza: regina dei più esclusivi salotti letterari, amica della regina Margherita, della Duse e d’altre importanti protagoniste della cultura, ma sempre impegnata a denunciare le terribili condizioni di vita del popolo, la corruzione, gli abusi edilizi, l’insano e devastante attaccamento della gente al Lotto e alla speranza d’una improbabile vincita …

Fare un elenco dell’attività culturale, degli interventi giornalistici, dei Mosconi, delle novelle e dei romanzi della poliedrica e prolifica Serao, sarebbe troppo lungo ed arido. Lascio perciò a Lorenza Rocco Carbone , studiosa appassionata e lucida della donna-giornalista-scrittrice, di farci una esposizione sintetica di ciò che della sua immensa e multiforme opera va oggi soprattutto ricordato

Verso la fine del suo lavoro, Rocco Carbone accosta la personalità di Matilde Serao a quella di Eleonora de Fonseca Pimentel, marchesa e giacobina protagonista della Repubblica Napoletana del 1799, essendo le due donne comunicatrici ante litteram, simili pur vivendo in epoche diverse, tutte e due d’origine nobiliare con la vocazione di tutelare ed educare il popolo (da ricordare “Il Monitore Napoletano” fondato da Pimentel, in cui sferra un’acerrima battaglia contro il Lotto). Serao e Pimentel legate indissolubilmente alla città di Napoli, alla sua grandezza, ai suoi drammi, ai suoi violenti contrasti. Donne esemplari, irripetibili come le definisce la nostra Autrice che fa bene ad accostarne i singolari profili.

A conclusione del suo lavoro la saggista rende omaggio alla dote della pazienza con un Elzeviro che accosta la virtù stessa alla donna, richiamando così la dedica iniziale del suo lavoro, dedica che implicitamente voleva sottolineare anche la dose di pazienza esercitata in vita da Matilde Serao che ha celato ogni lagrima dietro una risata proprio come Pulcinella, maschera volto della napoletanità. La poesia Pulcinella infatti è dedicata da Rocco Carbone a Matilde, ed è tratta da Sìlarus, chiudendo in rima le pagine del saggio che prosegue poi con la postfazione di Antonio Manzo, seguita da alcune fotografie d’epoca, nonché dalla cronologia della vita della protagonista, dall’elenco di tutte le sue opere e da una esaustiva bibliografia.

Chiudo questi appunti di viaggio dentro il sapiente, godibile ritratto di una grande donna mai abbastanza ricordata, con un commento, tra i molti autorevoli (c’è anche quello della nipote di Matilde, Adriana Gherardini Taglioni) ricevuti dall’Autrice per la sua coinvolgente biografia. E’ quello già da me citato all’inizio, di Corrado Calabrò e che si può leggere a pag.154 del libro, da cui estrapolo un estratto:

Matilde non mortifica le sue pulsioni femminili: la sua vita sentimentale e il suo ruolo materno testimoniano una fusione emblematica di due esigenze ancora oggi difficili da coniugare per le donne, rendendo anche in questo la Serao figura straordinaria e antesignana. Come straordinaria e tenace combattente è Lorenza Rocco Carbone che in questa ultima opera raggiunge una finezza critica e una profondità interpretativa del dato oggettivo che solo una sensibilità lirica può dare, confermandosi autrice di cartello nel panorama letterario dei nostri tempi . (1)

Aderiamo senz’altro al giudizio critico di Calabrò sul lavoro della nostra, sottolineandone la finezza critica e la profondità interpretativa, condita da un’empatica ed appassionata solidarietà umana con la protagonista del suo studio.

Mg.C.

(1 ) L’Autrice per la seconda edizione del saggio ha ricevuto un’altra bella recensione di Calabrò che si può leggere anche nel sito di Pianeta Poesia, oltre che numerose interviste, prestigiose presentazioni e premi.

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