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Libreria Martelli
Firenze, 4 dicembre 2006

Anna Maria Ferramosca è nativa di Tricase, in provincia di Lecce e vive a Roma, dove svolge attività di nutrizionista comportamentale. Collabora con varie riviste letterarie e molti suoi testi e interventi critici sulla sua scrittura figurano su riviste e antologie.

In poesia è alla sua quinta pubblicazione. Nel 2002 Porte/Doors ha vinto il Premio Internazionale Forum e con Curve di livello ha ricevuto il Premio Selezione del Premio Internazionale Arche'.

Decisamente più coinvolgenti delle note biografiche appena citate, sono quelle che vi leggerò alle pagine 21 e 22 del suo ultimo libro, dove si delinea meglio il suo profilo poetico e umano nella lirica intitolata “La stessa pietra”:

“Chiunque tu sia, parlandoti ti assorbo | canto ricanto la tua voce | ti vivo ti addormento, dormo anch’io | le mani tue nelle mie: la stessa pietra Ero | bambina abbacinata | la terra sfolgorava trascinava | dovunque promesse mi stordivano | pulsavano acufeni nella notte | e lampi sulla retina (in alfabeto morse | mi mordevano le stelle) || Sono | adulta del disamore | su questa microterra familiare e feroce | ogni mano si agita piano | ogni voce esile | nell’aria un pullulare sordo di molecole || Cammino | sul ventre della madre | cercando toni limpidi | i passi spinte pazienti | di un parto-ostinazione: la vita sarà pietra | smerigliata dai venti. Che si risvegli | solo per suoni densi || Ti parlo | anzi esplodo in parole | ti digito sillabe veloci, frasi | perfino sovversive per commuoverti | aspiro la vertigine sull’orlo del rifiuto | scavo | la tua roccia per abitarla, viva || Poter sedimentare insieme, in attesa | della grande onda.

L’onda lambisce tutta la raccolta di A. Ferramosca fin dalla prima parte del libro, schiumosa di echi oracolari, di colori arcaici, di moti marini, mediterranei: “Mi trovo in quella barca, sono | albanese, pure | messàpicagrecaegizialibica | il mio sangue è incontro d’onde | paziente e antico” (pag. 12 “Mediterraneo”)

E anche quando si cantano le pietre, le montagne, luoghi o eventi lontani ritorna l’eco di questo verso: “Più s’avvicina il cielo, forse, alla terra | dove l’acqua lega..” (pag.28 “Fratello d’Irlanda”)

Un’altra acqua, più drammatica, raggiunge la seconda parte della raccolta, venata dal sangue delle vittime dell’odio o dell’insipienza umana. E la donna “Indossa la bianca veste | d’Antigone disobbediente | scrive per dire no alla morte-per uomo” (pag.60 ”Oggi una donna”). E i vecchi che “al sole sanno” che “al sole aspettano | un Luogo che preme di rinascere” (pag.63 “Cos’hanno i vecchi..?) Tutti a seguire la nuova mappa, la linea transfuga formata da punti di luce, tutti “allo stesso - livello - d’amore” (pag.68 “ Curve di livello”).

Alla fine, l’onda si fa densa di umori e di amori, fino a lambire il tormentato approdo alla poesia” ribelle | ad ogni pianificazione” (pag.75  “Nostra fiera del libro”) in un canto d’amore per la poesia perduta, quella che” ferma il diluvio col delirio” (pag.80 “Antigone rinata”) quella dove” si nasconde l’angelo” che fa “seguire la direzione dello stormo | cuneo orientato verso l’ignoto”(pag.84 “Avvertimenti in volo”).

Quel canto dal sapore delfico “ardente” incendia “di nomi” aprendosi nel tentativo di “ultimula rosa” (pag.92) tentativo dentro il quale l’Autrice afferma “mille corone ho intrecciato | mille lune ho acceso”…

Di quelle corone, di quelle lune ci indicheranno i colori e la luce Laura Maria Gabrielleschi, lucchese di nascita, grossetana d’adozione, poetessa vincitrice, tra l’altro, del Premio Montale nel ’97 e i critici letterari Giuseppe Baldassarre e Giuseppe Panella, assidui, valenti collaboratori di Pianeta Poesia.

Recensione
Curve di livello
poesia 
Autori
Annamaria Ferramosca
Edizione:
Marsilio Editori
Venezia 2006

pp. 112
prezzo: € 11,50

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Literary nr.2/2011
 

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