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Libreria Seeber
Firenze, 3 aprile 2008

“….approssimandoci al lago dove il panorama è aprico e gradevole, prima la tenuta arciducale dei principi di Borbone….ed infine quella del maestro G. Puccini….E’ proprio là che va dirigendosi la Doria….
…Si affaccia oltre la porta…. e….nel letto dei padroni la Doria vede la Fosca assieme a un giovane che non conosce..” (e seguenti)

Ho letto poche righe del 1° capitolo del romanzo Elegia provinciale, Baroni ed.2007, di Giancarlo Micheli, romanzo che giunge con puntualità nel tempo delle celebrazioni in programma quest’anno a centocinquant’anni dalla nascita di Giacomo Puccini, il grande compositore di opere immortali. Una musica sublime, la sua, quella di un genio, la cui umanità non era sempre coerente con la fedeltà coniugale. Si dice, infatti, che le protagoniste dei suoi melodrammi portassero in qualche modo le tracce emotive lasciate dalla passione per le donne via via amate dal Maestro. Ma forse sono solo dicerie… E’ indubitabile il fatto che pochi musicisti hanno saputo tratteggiare così magistralmente come ha fatto Puccini i contorni e i caratteri delle sue eroine, restituendole a noi con tutta la sensibilità, la freschezza e la vitalità del “femminile” che la sua musica ha interpretato in maniera sublime, eternandolo.

Fra le protagoniste delle opere di Puccini nel romanzo di Micheli si fa riferimento a Minnie de “La fanciulla del West”, opera durante la cui composizione successe il luttuoso evento scelto dall’Autore per descrivere l’età pucciniana, età di passaggio, in bilico tra il ristretto sguardo d’una provincia profonda e il fermento culturale e sociale di un nuovo mondo che stava nascendo.

Micheli sottolinea con la sua scrittura tale momento di crisi e di crescita contaminando il linguaggio che dal vernacolo passa all’eloquio colto con frequenti, ampie citazioni in greco e in latino, uscendo spesso dai confini nazionali con intrusioni di parole e frasi straniere.

Del fatto, del suicidio della Doria che serviva in casa Puccini l’Autore scrive attenendosi fedelmente ai fatti, fatti che il regista Paolo Benvenuti sta prendendo in considerazione per girare il suo prossimo film.

Argomento interessante, quindi, quello del romanzo di Micheli che però non ha voluto soltanto riprodurre un fatto di cronaca doloroso, ma farci percepire il sapore di un’epoca trascorsa da non molto, eppure così diversa e lontana da noi per abitudini e mentalità. Lo fa da scrittore molto attento alla dimensione storica che fa da contorno e da supporto agli eventi narrati.

A parlarci del libro, presentato alla Biblioteca Statale di Lucca nel marzo scorso, in occasione della recente festa della donna, Giuseppe Cordoni, poeta e critico d’arte.

Darà lettura di alcuni brani del romanzo Paola Lazzari attrice teatrale, autrice e regista.

A conclusione della mia nota, con il permesso dell’Autore, desidero condividervi la dedica che Giancarlo Micheli ha scritto a pag. 8 del romanzo:

“A Paola, e a tutti gli amici che mi hanno salvato giorno per giorno”

L’ho sentita molto vicina a me. Credo, con l’Autore, che tutti noi abbiamo bisogno di essere salvati giorno per giorno. Anche la Dorina, la protagonista del romanzo poteva essere salvata…. A volte (io dico : sempre!) una parola basta, un piccolo gesto basta.

Recensione
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