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I grandi navigatori

Ecco un altro racconto che Angelo Australi ripropone oggi ai lettori. Nella prefazione, infatti, Francesco Luti rivela di averlo già letto ventitre anni prima nel numero 6 della collana del Circolo Letterario Semmelweis dedicato allo scrittore. Il prefatore continua affermando di ritrovarvi dentro uno smalto specialissimo, quello che la scrittura di Australi da quel primo racconto non ha mai perso. Non si può che convenire con lui, dopo aver letto la plaquette e aver sorriso ad ogni pagina vergata con la freschezza magica di un’adolescenza custodita come in una preziosa raccolta di figurine, nel proprio ricco, privatissimo amarcord.

La scrittura dell’Angelo adulto riesce a restituire a chi legge le vibrazioni, i tremori, le fantasie e le convinzioni di un ragazzo fedele all’amicizia e al sogno, alla saggezza dei vecchi e alla poesia dei luoghi e dei conversari tra coetanei. Un mix quanto mai difficile da riproporre con la stessa incantevole spontaneità con la quale è stato vissuto.

Eppure puntualmente ciò si verifica in Australi e magnificamente lo constatiamo in queste pagine de I grandi navigatori dove viene resa al lettore tutta la gamma delle note emozionali di un adolescente vibratile e fantasioso, dentro una scrittura sobria e vivace, dove la prosa apre volentieri le sue finestre alla poesia, all’incantamento, a ogni orizzonte possibile, pur tenendo lo sguardo fermo sulla normalità del vissuto d’ogni giorno.

Una realtà circoscritta nei contorni di un paese, dove le vicende minime di personaggi minimi possono accendersi dei colori cangianti di chi le sa cogliere con gli occhi attenti e penetranti del cuore e di chi le sa raccontare da grande navigatore delle piccole, straordinarie storie quotidiane.

Campi Bisenzio 5 gennaio 2019

Recensione
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