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La Banda Frasseti

Leggere Angelo Australi è sempre un’esperienza godibile, nella quale ci si immerge fino in fondo, perché la sua penna ha la facoltà non comune di rendere particolarmente vivi i personaggi e le situazioni, in modo da farne partecipe il lettore.

Le sue sono storie minime di un mondo circoscritto e colorito, di cui l’autore sa indagare le ricche sfaccettature, rendendo straordinaria anche la banalità del quotidiano.

Descrivere un mercato di paese, i vizi e le virtù dei protagonisti, creare suspense, infilando la nota dissonante di un io narrante in conflitto con quel mondo, che tuttavia sa penetrare con benevolenza, sorridendo senza irridere, ironizzando senza giudicare, non è da tutti. Ci vuole una penna esperta e molta perizia per conquistare il lettore con storie come le sue, dove, come ne La banda Frasseti, tutto accade dentro un mercato qualsiasi, in un abitato qualsiasi, dove le case stanno in piedi tenendosi strette l’una all’altra e il protagonista è alle prese con un mal di pancia che non gli dà tregua.

Attorno, un’umanità variegata, descritta con pochi tratti salienti e vividi, tanto da farla uscire dalla pagina, per venirci incontro col suo vociare, le sue sortite, le sue bestemmie senza cattiveria, i suoi stratagemmi per sopravvivere.

Tutto un mondo che il protagonista/autore alla fine, dopo essersene immerso, decide di lasciare, saltando sopra una corriera in corsa.

Egli, un po’ commisera e un po’ rimpiange quella realtà vitale e confusionaria che la sua scrittura anima, rendendola al lettore simpatica, tanto da farla diventare un po’ sua.

E questo è merito indubbio di chi, come Australi, sa veramente scrivere.

Campi Bisenzio 26 ottobre 2018

Recensione
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