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Io per sempre fuori di me

Nell'ambito del Premio “Città di Penne-Fondazione Marino Piazzolla”, sabato 1 dicembre 2012, è stato consegnato a Biancamaria Frabotta da Velio Carratoni, Presidente della Fondazione, il Premio per la poesia edita 2012, per il volume Da mani mortali, edito da Mondadori.

La cerimonia si è svolta presso la Sala Consiliare del Comune di Penne, alle ore 17.

XXVI edizione del Premio Nazionale di Poesia Edita
“Città di Penne – Fondazione Piazzolla”

Tra le presenze militanti della poesia non occasionale, svolta dagli anni Settanta con impegno evocativo, quello di Biancamaria Frabotta si distingue per una sua tipicità inconfondibile.

Negli ultimi quarant'anni non è mai sfociata in esteriorità di maniera, rimanendo coerente alle simbologie e alle ricerche sensoriali del vissuto e del privato.

Molto ha svolto, dal periodo femminista, senza fusioni, mode, atteggiamenti di comodo, risultando spontanea e immediata, rimanendo una misurata cesellatrice della pagina.

Le tematiche sono andate al di là di contenuti ad effetto.

Tra le sue mete di ricerca: la vita, la natura, un'umanità riflessa mai logorroica o viscerale.

Rimanendo a riflettere su se stessa, sui collegamenti con gli altri creatori poetici li ha seguiti senza remore o condizionamenti, grazie anche alla sua esperienza tra banchi e studenti. Autori come Caproni sono la base di fondo di un mondo che si sviluppa, dando valore non tanto al biografismo quanto a sonorità che risvegliano effetti di vita sprigionanti ritmi di una levigatezza modulata e attenta, non lontana dall'esigenza del palpitare e rinnovarsi.

Pur risentendo degli echi di una contemporaneità in fibrillazione, l'orientamento base è rimasto quello della campagna vegetale, sinonimo di forza di un creato in fieri, nous primario di una germinazione soggetta ai cicli delle stagioni e dei tempi.

Questi i presupposti che hanno suscitato attenzioni verso Da mani mortali in cui c'è l'esigenza di scovare, stanare i poeti “dai loro nascondigli/i pochi (troppo pochi!) poeti!... E dai poeti si arriva al mondo animato delle piante, per arrivare agli eterni lavori che assicurano vita che scuote la scoperta dei sogni...”.

Dunque approfondendo la fucina dei versi e dei suoi protagonisti, per lo stato di grazia, si arriva a rievocazioni che lasciano il segno come quella per Giovanna, morta precocemente tra atroci sintomi di lacerazioni e autocoscienza. Tali presenze svanite “sono come i fantasmi/... costretti/a pendolare/sulla stessa tratta/...” chiedendosi come staccarsi dalla propria ombra”.

L'autrice con un'invocazione sofferta e equilibrata chiede al dominatore della vita di togliere “dal mondo i grandi peccatori” che giocano con la sofferenza altrui, vantandosi della propria forza prepotente.

Così si arriva a versi che sanno di fato ineluttabile, capaci di annientare tante condizioni che “schiacciano” le “nostre ossa usurate”.

E dalle note sgomente l'implorazione: “E se fosse stata... rimandata/come una lettera lasciata a mezzo / la mia divina creazione / dell'esistenza animale / la felice combinazione/io che non ho il tempo / di dare importanza al tempo. / Io per sempre fuori di me”.

Per le tematiche svolte, che risentono della “favola bella dell'arte senza parte”, per il linguaggio di un'interiorità che scava fatti e ragioni, la Fondazione Marino Piazzolla e la giuria tecnica conferiscono all'unanimità a Biancamaria Frabotta, per la sezione poesia edita anno 2012, il primo Premio per l'opera Da mani mortali, edito da Mondadori.

 

Il Presidente
Velio Carratoni

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