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Del sognato

Raffaele Piazza, apprezzato poeta e prolifico critico letterario, pubblica nella collana “Alcione 2000” di Guido Miano Editore, “Del sognato”, con una importante prefazione di Marcella Mellea. Questa è la seconda edizione, rivisitata e ritoccata in alcuni testi, di una raccolta uscita nel 2009 presso la casa editrice La Vita Felice.

Nella quarta di copertina Marcella Mellea scrive che:

Tutta la silloge “Del sognato” è pervasa da una forte sensualità, da desiderio profondo ed intenso, da forte attrazione fisica; la donna che traspare dai versi sembra quasi essere un tutt’uno – per i suoi tratti belli e armoniosi – con l’ambiente, un paesaggio caldo, ricco di sfumature, di luci, di ombre, di colori mediterranei, di mare e di sole.

La cifra stilistica di Raffaele Piazza è fondata su versi di forte impatto, che nella realtà di questa raccolta si trasforma nel racconto di un’età sognante, affollata dalla prepotente forza del mare e dall’intrigante pulsione sessuale della giovinezza.
Quella rappresentata è una poesia che è possibile definire come didascalica, lascia tracce evidenti del percorso in cui l’adolescenza entra nelle riflessioni dell’età ormai adulta.

La raccolta è divisa in due sezioni.

Nella sezione “Mediterranea”  è evidente il rapporto incentrato sul mare, metafora della vita con i suoi movimenti, i suoi silenziosi stati che mutano nel tempo, elemento primario di generazione e rigenerazione fisica e dell’anima.

Nel testo “La rotta del mare domestico” viene rappresentato un paesaggio che è insieme concreto ed onirico, con riferimenti a fantasie erotiche definite in tutta la raccolta dalla parola “fragola/fragole” che riportano ad un frutto goloso da cogliere.

 E poi ti accorgi tra sentieri
di quando la tua barca vince il mare
foglio di carta velina verde
resistentissimo
dove mai affondare nelle maree dell’anima.
….
è il buon inizio che combacia con una gioia
di estive fragole.
Poi tutto inizia nella mente e si parte
nella sera che ha un cominciamento
e non una fine.
 

Il testo è ricercato, poeticamente musicale, con una attenzione dettagliata e molto particolare per ogni singolo verso.
Nella poesia “Dare” i due contenuti, natura ed eroticità, si fondono (“Lei ride come una donna sul bordo del Mediterraneo”), racconto di estasiata felicità in versi di rara ricercatezza.

….
Poi lei nuda descrive il risveglio in tele
e di diari: la foglia della magnolia
del 1987, quell’ago dall’abetaia, quel petalo
di rosa nell’erbario nella camera della
mente dopo le cose dell’amore.
….
A poco a poco il battesimo amniotico
di pioggia irregolare, bagna il tempo:
lei ride come una donna sul bordo del Mediterraneo
lui è la sua eco, felice nello specchio.

 

In “Fondali”, ultima poesia della sezione, viene travalicato il limite del mare nostrano per riferirsi al sud degli oceani, alla Patagonia, alla fine del mondo, dove rinasce il sogno d’amore, l’attrazione di una fisicità nascosta sotto traccia.

Sparsa nel sogno di marea attende lei,
fondali di scrittura, liberazione
di unità a farsi parole: testi
di telefonate da brivido di pesca,
film della vita nell’insieme
esatto nel senso di una voce che dà oltre
le liberazioni delle lune dei confini,
da Occidente alla Patagonia
al mondo alla fine
nel mondo: nell’oggetto che ne resta
di pietra (farsi sillaba).
 

Nella sezione “Del sognato” la scrittura definisce il rapporto con l’universo femminile, Alessia (riferimento che compare 20 volte nella raccolta), trattato anche nelle successive pubblicazioni di Raffaele Piazza. Il racconto si snoda anche attraverso la rete, le comunicazioni telematiche, la posta elettronica in un misto di visioni immaginate e virtuali, come in “Camere per internet”.

….
E nella gioia ne scrivi il nome
accomunato a velocità di guarigioni
nel giocare al millennio:
si chiama Alessia sta nel file segreto il
suo nome, nelle tasche a fotografie
di quanti saranno i suoi figli
come le linee della sua mano portano ceste
di fortuna lineare lungo presagi
di camminate vegetali da cliccare
in meraviglia di tinte dal carminio al giallo
alla purezza del cobalto.
….

 

In “Adolescenza di fragola” gli elementi naturali (fuoco, conchiglia, sale) si uniscono ad elementi della vita moderna (fotografia, telefonino) in immagini di accorata sensualità riferite ad Alessia, al sapore di fragola ed alla preziosa reliquia di contatto sessuale.

….
l’abbraccio di fuoco nel lento o altro
senza volerlo, gli attimi,
nell’abitare dove sconfina la traccia del libro,
ma poi si ritorna, con la fotografia in tasca
e la conchiglia s’intravede della nascita
….
tu sei Alessia, sei nel tempo
al sapore della fragola:
ti porto sul mare che risponderà,
aspetta un attimo di sale, il telefonino
devo rispondere.
Poi regalami una goccia del tuo fiume,
pari a reliquia: e allora proseguiamo…
 

 

Invece in “Pervasivo giardino (prologo)” è preponderante la presenza femminile, ma anche qui viene rappresentato l’elemento naturale (rosa, fiume) e l’elemento tecnologico (internet interrotto). Il finale mette a fuoco una didascalia fotografica per Alessia, pare di vederla questa scheda che informa il lettore di chi sia e cosa voglia la musa di Raffaele Piazza.

….
Ragazzine di rosa, sbocciate in linfe
insegnano a tessere trame
mosaici, arabeschi, il senso del tempo
della vita e il fiume si ferma: riproviamo
messaggio su internet interrotto.

Lei indossava nel 1984 i jeans, si
chiama Alessia, ama il mare, studiava
medicina, aveva avuto 21 ragazzi,
non mi ha donato amuleti,
voleva avere un bambino.
 

Simile il racconto in “Non ho mal d’aurora”, con alcune sfumature che rendono meno precisa l’immagine, più sfocata, nel senso di una maggiore fusione tra realtà e sogno. 

Non ho mai scritto un diario
diceva lei attonita in quel cerchio
virtuale di semi di silenzio,
neanche un archivio di mail
ho preservato nel presentire
le lettere di fragola

nuda dopo l’amore, pareva un
gioco ed era struttura di vita il
piacere
nel tempo del nero d’indumenti
sulla superficie del pavimento e dell’Eden
….

 

Riguardo ad “Alessia (in Francia)” il testo raccoglie emozioni riferite al rapporto con l’elemento femminile del racconto, con dettagli di particolare raffinatezza (“al nido delle ore dorma”, “il limite della pelle nelle calze”, “l’ora blu”, “il senso nella sigaretta”) che danno al lettore il percorso da seguire nel rapporto amoroso.

Ora dietro al nido delle
ore dorme
nell’esattezza di una meraviglia
Alessia: porta il limite
della pelle nelle calze
dell’inverno francese,
di campagna nella polvere
di storia
ancora medita
sulla mistica sera, l’ora blu
a poco a poco
consumato in fughe di salvezza
(corse sulle cose della bicicletta),
vendemmie e vini d’aurora,
aspetta nella camera per amare
e trarre il senso nella sigaretta.

 

“Tavoli di lavoro” è il testo che chiude la raccolta. Nel finale ancora Alessia, non solo con elementi tecnologici ma addirittura inserita nell’ambiente di lavoro, pronta ad inviare una mail entro una precisa data. Per questo sarà ringraziato dio, connivente e disposto a stare dalla parte del poeta, in questo sogno che a volte è fin troppo reale, in questa realtà che molte volte ha bisogno del sogno per sopravvivere.

….
Alessia salta l’angoscia col bianco
del cavallo: adesso, lunedì a sudare nell’antro
di un ufficio: i tavoli
nel corrodere memorie. 

Alessia manderà la mail, non temere,
sarà entro il 31 agosto,
sulla spiaggia della città si ringrazierà
il dio connivente.
 

 

In conclusione concordo con quanto scrive Marcella Mellea nella prefazione: “Del sognato, di Raffaele Piazza, dunque, è un libro che merita sicuramente di essere letto, attentamente e lentamente; un libro che va meditato e sul quale val la pena riflettere, perché un’attenta riflessione è quello che ne fa apprezzare ancor di più le tante e diverse implicazioni emotive che esso contiene e che suggerisce, con delicata efficacia, ai lettori”.

 

Recensione
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