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E' ormai una certezza, una voce qualificata Laura Pierdicchi; e lo è per essersi calata alla grande, con entusiasmo e costanza, nella poesia: allargando via via il suo orizzonte espressivo e trasferendo nei versi quelle che sono le sue emozioni, la sua memoria, il suo saper osservare la realtà con occhio traslucido, non miope.

In questo caso, il suo discorso ha trovato un palcoscenico di momenti e di spazi, assordanti e modulati a seconda delle situazioni, delle accelerazioni in direzione di quella luce soffusa che si accompagna alla gioia intima del dire a cuore aperto, dell'ascoltare con orecchio non di parte, del coniugare scelte ed elementi con passo dignitoso ed elegante.

E' il racconto di una vita, in un certo qual modo; un racconto che si intreccia con situazioni anche negative e che lancia un messaggio di fondo, ossia che con la poesia e dalla poesia si può trovare quel viatico dell'anima che in molti vanno alla ricerca e che in pochi possono dire di essersene appropriati.

C'è anche una vena di nostalgia, una certa malinconia, un seguire a tratti i risvolti del dolore derivante da una malattia o dalla solitudine. Ma c'è contemporaneamente la certezza che sollevando il capo verso l'azzurro che ci sovrasta si ha la possibilità di andare oltre, di percepire il sorriso della speranza.

La plaquette è stata suddivisa in due sezioni: la prima dal respiro decisamente allargato, la seconda costruita sull'essenzialità e sull'efficacia dei flash. In entrambi i casi Laura Pierdicchi si dimostra, ancora una volta, ancora una volta, all'altezza della sua notorietà e cavalca alla grande le trame che ne marchiano fughe, ritorni, richiami sensuali, soffi d'amore, abbracci di vita quotidiana, pratica.

"Qualche volta | ho paura di stonare | lascio la penna al foglio", ha scritto ad un certo punto. Ma noi siamo convinti – e lo ha evidenziato anche Domenico Defelice scrivendo che questa nuova fatica della poetessa di Mestre "contiene stile e temi d'assoluta originalità" – che Laura Pierdicchi difficilmente avrà modo di "stonare" scrivendo poesie.

Recensione
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