Servizi
Contatti

Eventi


Liceali – L’insegnante va a scuola

Se la poesia (come ha affermato Antonio Maglio in una recente intervista) è “il linguaggio silente della percezione” il racconto soprattutto se autobiografico, è il linguaggio della memoria e della riflessione, di un’indagine attenta e meticolosa nel proprio e nell’altrui Io.

Il sé, comunque, sempre presente e celo dimostra anche Francesca Luzzio che in quest’opera dà spazio a entrambi i linguaggi letterari seguendo il filo rosso che unisce il suo percorso d’insegnante e il collaterale percorso di studi dei suoi allievi liceali. L’esito è adir poco accattivante: per la puntuale scrittura che sa entrare a fondo nei meandri mentali dei ragazzi e nella realtà sociale in cui vivono, per la felice interpretazione delle loro ansie e delle loro attese. C’è un gioco sottile di incastro tra il dare e il ricevere, tra l’offrirsi e l’accettare, tra l’essere e l’avere, e in questo gioco s’inserisce anche l’insegnante prendendovi parte attiva allo scopo di migliorare anche se stessa di fronte alle crescenti novità della nostra società dei consumi e dell’ambiguo perbenismo.

Se nelle poesie (ognuna delle quali ha una dedica diversa) vive l’introspezione e la lettura attenta (a tratti anche fascinosa, aerea)degli allievi o di un allievo in particolare, nei racconti la chiave gira nella toppa delle piccole grandi verità che quasi in sordina si affacciano quotidianamente sulla lavagna sia scolastica che della vita. In tal modo Francesca Luzzio giostra alla grande, facendo correre il pensiero dalla droga agli amori giovanili, dalla diversità della pelle che condiziona ancora (e non poco) il vivere sociale alla frenesia di una serata in compagnia, dai timori per una interrogazione all’incomprensione familiare...

Tutto ruota intorno alla scuola. Comunque, e allo stare insieme tra i banchi e la cattedra, guardandosi negli occhi, ascoltandosi, confrontandosi, chiedendo comprensione e soccorso all’occorrenza, slanciando il proprio cuore dai conformismi e dai compromessi...C’è anche l’amore di un allievo per l’ insegnante in un racconto, c’è la lezione di vita di un padre quando ci fu la presa di Tobruch, c’è la prima doccia fredda per un’allieva che si vede abbandonare dal ragazzo quando gli confida di essere in attesa di un bimbetto, c’è la triste realtà della dipendenza, c’è il bullismo del branco, che fa a manetta con le “valvole” (le ragazze dal sesso facile)...

C’è tutto e di più. C’è l’insegnamento e così l’offerta di sostegno...Mi piace aggiungere che c’è soprattutto una grande scrittrice che sa offrirci il proprio entusiasmo narrativo e il proprio linguaggio fatto di tanta umanità, di esperienza e di amore.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza