Servizi
Contatti

Eventi


Trinità dc19

“Padre perché mi hai abbandonato..” è la più grande frase dell'uomo Cristo.
Infatti se ci fossero certezze garantite .. sarebbe una polizza d'assicurazione.
E tutti sarebbero cristiani.

Io sono Cristiano

Prologo

Non sono un profeta. Qui solo testimonio della mia esperienza di Fede; per una mia esigenza religiosa e di ordine mentale, come pure per un desiderio di tipo missionario.

Il mio modo di essere Cristiano oggi, è al di fuori degli schemi e delle più note dottrine tradizionali. In altri tempi – per queste affermazioni e questi miei pensieri – sarei stato interrogato sotto tortura, e poi messo al rogo (per esempio dalla chiesa cattolica, per mezzo del suo famigerato tribunale della “Santa Inquisizione”).

E ancora oggi … con un po’ di sfortuna, potrei essere osteggiato o anche perseguitato, dalle religioni monoteiste.

Ma Cristo disse .. beato chi verrà perseguitato per avermi amato.

Mi ci sono voluti settantatrè anni di vita, per arrivare finalmente a definire con precisione il mio credo maturo, salvifico e a me stupendo. .

Nei miei primi dieci anni io credevo già in Dio. Anche mio padre, che non era osservante, aveva un suo credo astratto, monoteistico e filosofico, così che mi insegnò una preghiera serale in cui ringraziavo il Signore e chiedevo benedizioni, prima di tutto per lui .. (“ benedici il papà, la mamma, eccetera”). Mia madre invece credeva nell’uomo e nella bontà e divenne una passionaria comunista. Ma dopo l’invasione dell’Ungheria da parte dei comunisti sovietici, lei – che era una mangiapreti - fu vista entrare in una chiesa (“a riposare”, mi disse, quando le chiesi conferma). Mi lasciò sempre un totale e libero arbitrio di credere o di non credere. Sia lei che mio padre erano cresciuti in famiglie rispettose della fede e della non fede, ma tutti erano di quelli che allora si chiamavano “gente di sani princìpi”.

Mio fratello, a otto anni vide con emozione Gesù Bambino, nella notte di Natale, librato nell’aria davanti alla sua stanza da letto. Sessantadue anni più tardi, durante il discorso che pronunciò per i suoi settant’anni, bollò le religioni come male assoluto (disse “le religioni”, il che comporta una valenza più blanda rispetto a che averne indicata una specifica). Da certi punti di vista lo posso comprendere.

Io invece passai la prima metà del “cammin di nostra vita” in un limbo religioso, in cui vi fu un solo episodio importante davvero, e fu quando una mia preghiera appassionata (fu la prima volta che avevo pregato dopo l’infanzia), mi restituì la novella sposa, malata di una forma tropicale sconosciuta, che giaceva da un mese, ormai in agonia in un ospedale. Un caso, qualcuno commentò.

Da quel giorno passarono dieci anni e quando lo Spirito Santo iniziò ad operare in me era il 19 Luglio del 1980.

Ero emigrato in Sudamerica con mia moglie ed i nostri due bimbetti di pochi anni e mi sentivo così lontano dall’Italia, dalle persone che vi avevamo lasciato ed ancor di più da mia madre, che non era neppure più di questo mondo, perché era morta un anno prima in quello stesso giorno, il suo primo anniversario. Cercai un modo per ricordarla, anche come nonna ai suoi nipotini e così ci avvicinammo a una chiesa, in Avenida Irrarràzabal, nel quartiere Nunoa, a Santiago del Cile, dove vivevamo da quasi un anno.

La chiesa, fuori orario, era chiusa, ma il parroco ci fece entrare lo stesso per qualche minuto, dopo che gli dissi che volevamo solo avere lì un attimo di raccoglimento. Fu una riunione breve e affettuosa, a misura di bimbi, e poi tornammo a casa, quella casa diversa, non veramente nostra.

Ci fu poi, nei mesi a seguire, l’avvicinamento alla comunità inglese, di mia moglie inglese e così alle domeniche ci mettemmo ad andare alle loro messe anglicane e a prendere il thè coi pasticcini dopo, con i fedeli. Notai con interesse l’atmosfera allegra che caratterizzava quel culto protestante e che così tanto si scostava dalla frequente tetraggine degli antri cattolici antichi umidi e freddi trasudanti colori spenti ed ombre, magari udendo incomprensibili parole in latino. Ma la cosa finiva lì, non mi ero avvicinato molto di più alla fede, era un salotto mondano di gente “per bene”, niente di più.

Il prato nell’ombra riparato dal sole subtropicale, che ci arrostiva ogni giorno di quell’estate cilena, brillava di una luce che ricordava le chiome dei platani parigini di Renoir. Il picnic al Club del Golf era finito e stavamo sotto un grande albero che ci proteggeva. Il pastore protestante pentecostale nordamericano Bill Reeves, della Assembly of God, ci parlava con dolcezza di Dio, della Sua bellezza, della Sua potenza e della Sua presenza.

Invece di venirmi il solito sonno del dopopranzo estivo, scivolai in uno stato di ebbrezza; dolcissima. E sentii per tutto il corpo un brivido che mi sorprese. Le parole che da quel momento in avanti mi giungevano da Reeves avevano un valore nuovo che trascendeva la comprensione e sapevo di essere toccato da Dio.

Da quel giorno la mia vita cambiò.

Qualche mese dopo una mia preghiera fece guarire ancora mia moglie, che aveva avuto una macchia nel cranio indefinibile e che senza la remissione improvvisa che avvenne, avrebbe dovuto essere presto operata al cervello per rimuovere e accertare. . Tutto passò e non rimase traccia.

Un caso, anche quella volta qualcuno mi disse.

Negli anni successivi frequentammo varie congregazioni cristiane ma senza avere da loro una serenità duratura. Quasi sempre gli uomini prevalevano, negativamente – sul Cristo. Vi fu perfino un prete che venne ucciso probabilmente durante un festino gay degenerato, ma la cosa sembra che fu abilmente messa a tacere e catalogata come morte naturale. A buoni conti i presunti assassini scomparvero andandosene in un loro paese lontano dell’estremo oriente. Silenzi tombali e connivenze di alto livello internazionale. E nulla di provato, naturalmente, sicchè qui dico e qui smentisco.

Ho rivisto varie volte lo stupendo film “Il nome della rosa” E’ un faro che illumina su ciò che la chiesa millenaria non vorrebbe mai che si illuminasse.

Il mio Credo

Gesù Cristo è la mia religione.

Cristo è il mio Dio. Così come allo stesso identico modo, lo è anche la Trinità, il mio unico Dio. Uno e Trino, come la mano marmorea di Santa Cecila, che così indica dalla sua catacomba, in Roma, da migliaia di anni. Una sua mano nella morte segna aperta un tre, e l’altra, solenne, indica il numero uno. Padre Figlio e Spirito Santo. Il segno della Croce.

Bellissima statua dormiente. Grande opera sacra.

Dopo ancora tanti anni anzi decenni da allora, alla soglia dell’eternità e dopo avere passato lunghi e frequenti tempi in pensieri, in preghiera, in studi ed esperienze sempre più numerose, sono oggi arrivato a delle considerazioni – seppur per forza approssimative – che delimitano e dichiarano il mio essere Cristiano, in cui credo fermamente. Aiutato dalla ricerca, dalla presenza e dal conforto dell’Immane Spirito Santo.

La Bibbia (parte Vecchio Testamento) è rimasta per circa tre millenni nelle mani degli uomini.

Ad uomini di ogni tipo, tra cui certo anche individui religiosi illuminati e in buona fede. Mi è stato difficile, ed ormai impossibile, non pensare tuttavia che alcuni testi siano stati – almeno in parte – modificati, nel corso dei millenni; e per fini non solo religiosi, ma anche politici. Io credo però che i Dieci Comandamenti siano opera di Dio. Eppure perfino in questi si trova la difficoltà di lettura e la necessità di chiavi complesse di comprensione (come sempre prontamente fornite dalle autorità religiose).

Di inequivocabili, solenni e assolutamente universali sono il “Non uccidere”, e il “Non rubare”. Come pure di colossale importanza - politica - vi è il “Non desiderare la roba d’altri”, che è purtroppo il cardine per comprendere lo stimolo primario e negativo dell’azione dell’uomo: l’invidia.

Un giorno mi giunsero le parole di un critico ateo, che riferendosi a Dio lo chiamava “il vostro Dio vendicativo e violento.” Quella frase – che mai mi lasciò – mi fece male e mi spinse ad un travaglio che mi ha portato infine ad oggi. Sfogliando recentemente la Bibbia illustrata dal Dorè, mi sono rabbuiato nel vedere come otto illustrazioni su dieci siano estremamente cruente e sanguinarie.

Quando nei Vangeli Gesù ci dice di non essere venuto per rinnegare le Antiche Scritture, ma per aggiungerne di nuove, io temo. Temo che tale frase possa essere stata “aggiunta” da qualche uomo. Senza tale integrazione infatti, è difficile trovare una linea di continuità e coerenza tra la Parola di Gesù e la parola della Bibbia. Un caso emblematico è quello del “porgere l’altra guancia”, contro il “dente per dente” biblico. Come pure lo “abbandonare tutto” per seguirlo, contro .. il culto dei possedimenti, dei diritti materiali, delle regole ereditarie delle famiglie, infine delle valenze delle ricchezze accumulabili – questo sì – col duro ed onesto lavoro (tradizione ben radicata, tra le altre, nella cultura ebraica).

Dunque grande è la differenza profonda tra il messaggio Antico e quello degli Evangeli. Troppo profonda.

Io seguo i quattro Vangeli.

Con risultati modesti, purtroppo, in quanto resto peccatore e ogni giorno ne devo soffrire. Ma la pulsione è per quella direzione, per quella morale, quella Via…

.. “Io sono la Via, la verità e la vita: nessuno va al Padre se non attraverso di me.” Gesù Cristo . (Evangeli).

E lo Spirito Santo mi suggerisce - quando riesco ad ascoltarlo - la via per la Via. In ogni giorno ed ogni cosa.

Amen!

La dualità del tutto

L’aspetto per me fondamentale dell’Universo è la sua dualità. Nulla prescinde dal fatto evidente che vi sia

- in ogni cosa - un lato positivo ed un lato negativo. La scienza stessa, ma non solo, ce ne dà continua prova.. pur non facendone un punto di drammatica importanza.

Quando mi stringo a Dio io non posso che ringraziarLo immensamente per il bene che ci fa.

Ma nessun ateo può esimersi dal chiedere immediatamente ragione del male, che ci giunge. E su questo punto è difficile rispondere anche per un Cristiano.

Come premessa, per me è chiaro che nulla – anche nella nostra Fede – può garantire alcunché. Se così non fosse, non sarebbe Fede ma sarebbe una “garanzia” scontabile presso una compagnia assicurativa e.. tutti diverrebbero (a queste condizioni), ferventi e credenti cristiani! No.

La nostra Fede ci arriva per Grazia. Il perché, non ci è dato di sapere. A chi sì, e a chi no..

Ma in completa libertà di arbitrio e di scelta (che io chiamerei la “scelta della vita”..).

Nel Creato, tutto è di Dio. Ma anche a Dio si è - credo - contrapposta una “necessaria e universale” forza contraria, peraltro anche scritturale. In questo caso Assoluto, si può definire tra vari ed equivoci nomi di poco conto ma di enorme valenza, che descrivono la massima forza negativa. Quella demoniaca.

E contro la quale, in Cristo – con difficoltà ed alterne vittorie – io combatto, noi combattiamo.

Materiale
Literary © 1997-2021 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza