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Il significante stupore dell’esserci. Indagine critica sul poeta Pietro Nigro

Fulvio Castellani è poeta, scrittore e critico friulano della Carnia, classe 1941, collaboratore di riviste culturali. Dedica il saggio Il significante stupore dell'esserci, Indagine critica sul poeta Pietro Nigro, al siciliano, di cui al titolo, classe 1939, nativo di Avola, già docente di inglese, residente a Noto. L'opera è strutturata in sei capitoli con tocchi letterari dotti di cui il quinto è eponimo; riporta alcune strofe e giudizi critici anche di altri autori, quattordici foto che ritraggono il Poeta durante cerimonie letterarie. Dopo l'iniziale quadro biografico, in forma di intervista, seguono le analisi riguardanti le singole cinque opere prodotte e una interessante appendice critica.

Apprendiamo della precocità letteraria e artistica di Pietro Nigro, mostrata fin dai banchi di scuola, la distanza dai riflettori, dai salotti-bene e dalle passerelle. Il suo stile si presenta elegante e misurato. Suoi autori preferiti classici e contemporanei sono, fra gli inglesi: William Wordsworth, Samuel Taylor Coleridge, Percy Bysshe Shelley; tra i francesi: Charles Baudelaire, Paul. Verlaine, Jean-Arthur Rimbaud, Stefane Mallarné, Paul Valéry; senza dimenticare i nostri Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi, Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo. Il sottoscritto, essendo conterraneo del Poeta, si prende la libertà di estendere l'interpretazione di alcuni suoi stati d'animo.

Quanto alla crisi della poesia il Nigro l'attribuisce alla "carenza di sentimento e di spiritualità, nell'assenza di valori essenziali a vantaggio di un arido cerebralismo contenutistico e formale", si dichiara contro lo sperimentalismo, gli "scherzi verbali, i giochi di parole" cui faceva uso Edoardo Sanguineti. Apprezza alcuni autori e meno altri, ma aggiunge che "tuttavia nel calderone mentale tutto viene lavorato, rielaborato, dopo averlo accettato o meno. E da questa operazione nasce una 'propria' poesia" (Nigro), oppure esiti non poetici. Pietro Nigro dichiara di seguire due intenti, “il bene comune e la ricerca dei valori metafisici”, di non scrivere per diletto o per compiacere, bensì di compartecipare i suoi intimi sentimenti, di fare sentire il suo pathos.

Echi di vita (1981) è la silloge compresa in un volume collettaneo. Fulvio Castellani va in profondità descrivendo i moti dell'anima di Pietro Nigro che vanno dai "turbamenti esistenziali evidenti e palpabili anche laddove si sofferma a dialogare con il certo", si riveste di malinconia per la sua "Trinacria, mitica, smarrita e grondante attese". Infine prende corpo la nostalgia per le antiche vestigia; ma nel contempo avviene un travaso nei valori sociali.

Il deserto e il cactus (1982) è la silloge che rappresenta metaforicamente, i simboli della sua terra arida e aspra, della solitudine e dello strazio, di quanto cova dentro e dei problemi che serrano la sua Sicilia. Il Critico mette a nudo il "tema ricorrente della tristezza esistenziale che però si riscatta"; il senso dell'ignoto, della nostalgia che si esprimono con "toni a volte crepuscolari e tal altri foscoliani". Una poesia dialogante tra l'io e il tu, tra la terra e il sole che rivendica il diritto di amare, amare la sua donna e la sua terra. L'amarezza gli sprigiona una gioia inspiegabile.

Versi sparsi (1988) comprende componimenti degli anni tra 1960 e il 1987. La sua Sicilia è "un luogo ideale in cui sistemare e far vivere l'antico e il nuovo, le attese e le incertezze." Miraggi (1989) rappresenta il desiderio della purificazione. Credo che sia questa raccolta ad esprimere in modo particolare il senso dell'appartenenza alla sua terra, luogo dell'anima. Poesia alta che fonde il sogno e il sublime. L'attimo e l'infinito (1995) è la raccolta che più marcatamente connota Pietro Nigro poiché concretizza l'espressione emotiva più autentica che sta a base della vera poesia "oltre e attraverso" per varcare il mistero.

Fulvio Castellani si è soffermato su alcune strofe che meriterebbero una riflessione in più da parte del lettore, ma basti richiamare l'accostamento a Salvatore Quasimodo prima maniera. P.es.: "Io chiudo gli occhi / e sono infine / nell'Infinito" Pietro Nigro attraversa un crescendo di emozioni fino al rimpianto che, tuttavia, non gli tarpa le ali del sogno, lo stupore dell'esserci in simbiosi totale con i dubbi e i motivi esistenziali dell'uomo di sempre. Perciò osserva che la Poesia rischia di morire nella stretta di "una prosodia anonima, aritmica e generalizzata" come scrive il Nostro.

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Altra silloge di Fulvio Castellani è Sera di parole (Ibiskos Ulivieri, Empoli-Firenze 2010, Pagg. 66, € 12,00), che ha conseguito il 1° posto nella sezione poesia della memoria, Premio Nazionale 2012, Poesia Edita Leandro Polverini in Anzio. Recensione e motivazione inserite nel volume antologico del corrispondente Premio: Tito Cauchi, Profili Critici 2012.

Nota. Questo testo è tratto dal volume Tito Cauchi, CLIO, Conversazioni Letterarie Italia Oggi, Editrice Totem, Lavinio Lido (Roma) 2021, Pagg. 234+16, € 25,00.

Recensione
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