Servizi
Contatti

Eventi


Gabriella Frenna poetessa e scrittrice siciliana, figlia di cotal padre Michele Frenna, mosaicista noto anche all'estero, appare da qualche anno (per mia conoscenza) alla ribalta nel panorama letterario italiano legando il proprio nome a quello del padre, anche se ciascuno brilla di luce propria nell'ambito artistico specifico. A mio parere, con questa opera su Brandisio Andolfi, partenopeo, L'anima lirica e storica, mostra una maturità intellettuale e una competenza letteraria non comuni; lavoro non certo indifferente. Andolfi è nato a Casale di Carinola nel 1931, trascorre l'infanzia in Sessa Aurunca, luogo della sua memoria dove trae ispirazione, risiede a Caserta, docente di Lettere.

In copertina è riprodotta la Cornucopia di Michele Frenna, sulla quarta e all'interno sono riprodotte opere di Cristiana Andolfi. Mi capita di dire di avere letto d'un solo fiato opere per significare la loro piacevolezza e scorrevolezza; non posso esprimermi qui con la stessa frase, benché l'opera mi sia apparsa piacevole e scorrevole, poiché risulta concettosa che costringe alla riflessione, nondimeno contiene pure armonia e poesia nella sua esposizione. Trovo nel contempo interessanti gli enunciati teorici sulla poesia, sull'origine terminologica della lirica e di come questa oggi abbia abbandonato i canoni che lbarino caratterizzata per secoli.

Nel caso di Andolfi, il fulcro del suo pensiero è costituito dalla famiglia, calata nella realtà quotidiana, espressa con sentimento; la sua attività letteraria si amplifica grazie alla sua attitudine all'insegnamento, ramificandosi in vari ambiti, come poesia, critica, storia E noi procediamo, non per il gusto di riassumere, ma nel piacere di offrire come assaggio, parti che possono interessare il vasto pubblico di lettori e di estimatori. Poiché molto ci sarebbe da soffermarsi. Mi allontanerò un po' dal tracciato seguito dall'Autrice: anticipando la 'produzione' dai giudizi ricevuti.

Brandisio Andolfi, opere creative. Per quanto riguarda le opere poetiche la nostra Gabriella Frenna, dopo avere citato quelle che sono state oggetto della monografia di Antonio Crecchia cui fa rimando (Riflusso, Nel mio tempo, Oltre la vita, Ai limiti del silenzio, Sulla fuga del tempo, 1985/1991), entra nel vivo della sua trattazione, approfondendo ampiamente le opere che seguono, e che per ragioni di spazio, riteniamo di limitare. La voce dei giorni (1992) che si leva dolente e che pur non dispera. Aprire la finestra (1993) alla natura, alla vita, al cuore. Come zampilla l'acqua (1995) nella constatazione di come vanno le cose, esprime il desiderio della purezza di un'acqua sorgiva, metafora di limpidezza d'animo, purificazione cui deve tendere il genere umano.

Il diario della sera (1996) riflessioni serotine della conclusione del giorno, desiderio di pace. Alberi curvi d'acqua (1997) è l'invito ad ascoltare la voce della natura, sgomberare dall'orizzonte le nubi che ci annebbiano la vista del cuore e dell'intelletto. Il mondo è la parola (1998) altro invito sta nel leggere attraverso le vestigia che testimoniano del percorso della civiltà, la stessa natura, i paesaggi, l'Abruzzo, la famiglia, osservare la vita quotidiana anche nel gioco del pallone, l'allegria. Dentro la tua presenza (1999) è l'ascolto della voce di Dio, di San Francesco, la Passione di Cristo, Assisi. Dettati dell'anima (2005) pensieri sgorganti dall'anima, mare, tramonto, piccole foglie, l'erba sottile sono sempre voci che vanno ascoltate, sentimenti di amicizia, genuinità di affetti.

Per quanto riguarda saggi storici, lo troviamo con meticolosità bibliografica e ricerche da certosino nello studio di personaggi come Muzio Attendolo Sforza originario di Cotignola in Romagna, figjio di agricoltori, divenuto nel 1412 condottiero presso il Regno di Napoli alla corte di Giovanni II, padre di Francesco I Sforza Duca di Milano; Sforza è il soprannome atirlbuitogli dal proprio maestro e duce per le sue qualità in combattimento. E saggi di luoghi come di Sessa Aurunca ne I luoghi della memoria 1930/1970, in forma quasi autobiografica, ove risaltano l'attaccamento alla terra della sua infanzia; un mondo bucolico scomparso, l'amore per i lavori dei campi, per i vecchi mestieri con l'intento educativo del recupero delle tradizioni, che riflette uno stato generale in Italia

Brandisio Andolfi, opere di critica. Per quanto riguarda propriamente la critica, essa afferisce Gaetano Andrisani "esame critico-analitico di quattro suoi carmi" uomo legato alla propria terra, •che coglie l'armonia dei luoghi (al confine tra Lazio e Campania) come Gaeta e Marcianise. Vincer o Rossi (1998) molisano, "Una figura rappresentativa del secondo novecento letterario" ivi rivelandone la profondità di indagine introspettiva e quindi rivelando la propria capacità di analisi. Rudy De Cadaval (2005), veronese, Breve analisi della poesia in alcune sue opere, ove fra l'altro rivela l'amarezza esistenziale e la complessità dell'artista, in conflitto tra gli opposti, alla ricerca di un modello educativo.

Nonché le seguenti recensioni, apparse su riviste, alcune delle quali riguardano la stessa autrice Gabriella Frenna, il che può sembrare autoreferenziale, ma d'altronde c'è di che essere orgogliosi di sentirsi remunerati di così tanta attenzione. Nel caso della Nostra, l'abbiamo già detto in precedenza, come il suo nome viene spesso associato a quello del padre mosaicista, generalmente in tutte le opere. Così abbiamo Gabriella Frenna a proposito de La serie dello zodiaco nell'elaborazione musiva (di Michele Frenna); con riguardo oltre che illustrativo anche di scavo psicologico, sia delle opere ivi riprodotte, sia della capacità espositiva della figlia autrice, sì da costituire un duo in perfetta sintonia

Sempre della Nostra recensisce Il fascino della valle libro scritto con perizia giornalistica, racconti in cui le vicende narrate, in particolare quelle di "L'inquilino" e di "L'incauto acquisto" si mano alla realtà quotidiana mettendo a nudo sentimenti e risvolti negativi da parte di società fraudolente ai danni del cittadino onesto. Altra recensione a L'Eremo Italico di Carmine Manzi ove sono riprodotte alcune opere musive, ma importante è lo studio emerso che rileva l'impegno esegetico da studiosa di tutte le opere dello scrittore in esame, senza nulla trascurare. Ancora, a proposito della silloge poetica La rosa ove espressamente si fa riferimento alla perdita della sorella Rosanna, anche qui illustrato da opere musive del padre, in una simbiosi che trae origine dagli stessi affetti.

Leonardo Selvaggi a proposito della sua Critica sull'arte e sulla letteratura frenniana ove si prendono in esame sia l'opera musiva del padre sia quella letteraria poetica della figlia, che emano tanta serenità in contrasto con le vicende di cui siamo attorniati. A proposito de L'indignazione poetica ove riconosce nello scrittore lucano la rabbia di tutto il Sud, l'uomo 'sradicato', 'ultimo romantico', 'immigrato a Torino' che vive le contraddizioni del tempo.

Antonio Angelone in Difesa della cultura dialettale in cui si richiamano anche i poeti dialettali come Ferdinando Russo, Napoletano, Belli, Porta, Di Giacomo, Trilussa, Viviani fino a Pasolini giovane per supportare il molisano. Franco Calabrese in "Momenti di prima"quindici racconti autobiografici coraggiosi dello scrittore calabrese giornalista, che riguardano amici e meno amici, oltre che i rapporti di parenti e di familiari, lucidamente esposte con serenità d'animo. Rosalba Masone Beltrame Nello spanio perduto, poetessa italo-greca che della poesia ha fatto ragione di vita, l'angolo dove ritrovarsi.

Vincenzo Rossi ne Il Cimerone opera senz'altro meritevole, di essere diffusa., apre qui una critica polemica contro le Case editrici che non riescono a vedere lontano, spesso legate a interessi di monopolio; opera che si lega al territorio molisano dello scrittore, "quello agro-pastorale" da cui proveniamo.

Rocco Scotellaro, "coma letteraria nel cielo della cultura italiana degli anni quaranta-cinquanta" poeta di Tricarico in provincia di Matera, morto a soli trenta anni, autore di tre piccolissime ma valide opere. È fatto giorno, L'uva puttanella e Contadini del Sud tutte con prefazione di Carlo Levi, meritando apprezzamenti da parte di Eugenio Montale, di Dario Bellezza e di altri. Temi della sua anima o legati alla sua terra lucana.

Per necessità di spazio lo scrivente ha proceduto in maniera schematica; richiamo ancora una volta, la viva partecipazione di Gabriella Frenna, che conferisce alla sua monografia un taglio spiccatamente didattico, oltre che critico, facendo emergere man mano le figure degli scrittori che lei tratta, il loro spirito, il loro interesse. Se devo pronunciarmi su un probabile fil rouge che lega tutti gli autori citati fin qui, ma anche nel prosieguo, devo indicarlo nella dignità conferita e riconosciuta ai singoli protagonisti, alle cose semplici, all'anelito primigenio dell'uomo di unirsi alla bellezza del creato.

Brandisio Andolfi, visto dalla critica. Si segnalano le monografie da parte di Antonio Crecchia La dimensione estetica di B. A. tra poesia e critica, in cui si rileva l'intento educativo del professore; riporta di Andolfi "la dignità e la peculiarità di una poesia sta tutta nella forma e nei contenuti; la bellezza estetica ne costituisce un canone ivi inunciablle: ogni poeta con la sua arte, dovrebbe tendere a questo fine". Leonardo Selvaggi B. A. cantore dei nostri tempi prende in esame le sillogi Alberi curve d'acqua e Sulla fuga del tempo per rilevare la delusione del poeta e il desiderio di armonia nel mondo; ancora Selvaggi Come zampilla l'acqua e La voce dei giorni denotano l'anelito del poeta perché si riesca a raggiungere questo mondo migliore.

Inoltre note critico-analitiche, fra le quali, una ancora di Antonio Crecchia (2001) su Muzio Attendolo Sforza legato al fenomeno "tutto italiano" delle "Compagnie di Ventura" fra i secoli XW e XV, nome legato a quello di maestri d'arme come Boldrino da Panicale, Giovanni e Alberico da Barbiano, Gian Galeazzo Visconti. Si ricorda che si tratta di un periodo storico pieno di confusione: in contemporanea c'erano tre Papi, quello di Roma, uno a Pisa e uno ad Avignone in Francia Dopo varie vicissitudini si anelava all'unità d'Italia nei suoi confini naturali auspicata fin da Dante e da Petrarca, mentre oggi si vorrebbe procedere al contrario can la secessione.

E una nota di Cecilia A. M Del Maestro (2005), suessana, sul saggio I luoghi della memoria, giudicato "un vero capolavoro"ove si fa riferimento al padre di Brandisio, signor Rosario, vero sacerdote della agricoltura, richiamando anche la figura della madre, la signora Teresa, altrettanto sacerdotessa nella conduzione della casa Non mancano ricordi tristi che comunque non devono impedire di guardare al futuro con ottimismo; di valorizzare le tradizioni riguardanti le festività religiose che si ripetono da cinquecento anni.

Infine, fra i giudizi critici che lo riguardano, riporto alcuni: Antonio Crecchia, in Brandisio Andolfi "La famiglia è il caldo e privilegiato della memoria"; Ninnj Di Stefano Busà, la sua espressione procede "con tono dimesso e semplice"; Rudy De Cadaval, egli è diventato "uno dei punti di riferimento di vari autori."; G. Giacalone lo definisce "Poeta della saggezza"; Walter Tommasino evidenzia "il suo colloquio con Dio"; Giovanni Zacchia, 'La vis poetica s'interseca con la pacata propensione all'analisi dello scrittore".

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza