Servizi
Contatti

Eventi


Monete Imperatoriali e Imperiali di Roma
            Parte II Da Caracalla (188 – 217 d.C.) a Licinio II (317 – 326 d.C.)

Pietro Nigro è siciliano di Avola, classe 1939, già docente di Inglese, è residente a Noto. Conosciuto nel panorama letterario italiano come poeta e critico, è stato oggetto di monografie. Ha pubblicato saggi e si è dedicato alla sua collezione privata di monete antiche in più volumi: Monete Imperatoriali e Imperiali di Roma, con sottotitoli che specificano i periodi di riferimento, per ciascun volume. Mi sembra utile spiegare la differenza tra le due denominazioni: sono dette monete imperatoriali quelle coniate negli ultimi anni della Roma Repubblicana a cura di vari personaggi che miravano a conquistare l’Imperium cioè il potere militare assoluto; mentre le monete imperiali sono quelle coniate dagli imperatori o anche dalle persone più vicine a loro.

Nella prefazione, Isabella Michela Affinito fa un elogio del collezionismo sottolineando che richiede pazienza, costanza, passione e soprattutto metodo, e aggiungo, certamente possederne gli oggetti. Nel caso della numismatica ci ricorda che “sotto il dominio dell’imperatore di Roma, era diffusa la moneta con l’effige di chi stava in carica in quel momento”, anche perché fungeva da veicolo di comunicazione poiché sopperiva alla incapacità di leggere della maggior parte della popolazione. Inoltre informa che la collezione di monete rappresentate nell’opera, è stata ceduta dal professore Pietro Nigro alla nipote Alessandra Vindigni, figlia di Jole Nigro. La collezione è accompagnata da schede biografiche dei personaggi, inquadrati nel loro periodo storico. In ultima analisi viene indicato l’alto valore del recupero della memoria.

Questo secondo volume tratta delle Monete Imperiali, va da Caracalla (188 – 217 d.C.) a Licinio II (317 – 324 d.C.), per complessivi una settantina di personaggi che si susseguono e si ritrovano poiché essi ed eventi sono interconnessi, nel corso di oltre un secolo. Le foto delle monete rappresentano il dritto e il rovescio (o testa e croce) con le caratteristiche fisiche di peso e dimensioni, descrizione delle raffigurazioni e loro significato, notazioni di riferimento per esperti numismatici (p.es. lotto, zecca). Dal punto di vista cronologico le biografie non sono aride, astratte, ma sono collegate le une alle altre, da sembrare un nastro che scorre consequenziale, sì da potere seguire la sorte degli effettivi personaggi. Un volume che vale come un testo sia per numismatici, sia per gli appassionati di storia romana, nonché per alcune curiosità sui costumi e su particolari aneddoti umani.

* * *

Cercherò di prendere qua e là notizie che possono essere interessanti e utili per la propria conoscenza. Pietro Nigro, come recita il titolo, apre con Caracalla (188-217) avvertendo che era chiamato così “per la veste gallica, di origine celtica, che indossava e che era costituita da un mantello con cappuccio”; alla morte del padre subentra come co-imperatore del fratello minore, e presto commette fratricidio. Dopodiché anche lui verrà ucciso per usurpargliene il potere. Ebbe idee grandiose di espansione; introdusse una nuova moneta chiamata “antoniano”; di lui, fra le altre, rimangono le Terme di Caracalla.

Facendo dei salti temporali, passiamo a Eliogabalo (203-222), cui va il merito di completare opere di Caracalla, che era cugino della madre. Voleva introdurre al posto del culto di Giove, il culto del dio sole, perciò prese il soprannome siriaco di El Gabal. Per questa ragione e per i suoi costumi sessuali esagerati fu ucciso, sarebbe stato anche un transessuale. Si susseguono altri imperatori per breve durata, sempre fra intrighi e uccisioni fin quando nel 248, in occasione delle celebrazioni del millesimo anniversario della fondazione di Roma avvenuta nel 753 a.C., la “cospicua emissione di monete”, lo sfrenato entusiasmo diedero luogo alle guarnigioni di proclamare imperatori i propri generali (usurpatori).

Diocleziano (244-313) costituì la tetrarchia, aggiungendo a ciascuno della diarchia dei co-imperatori (detti Augusti) un proprio Cesare, destinato questi dopo vent’anni a diventare Augusto; tuttavia “tale era la smania che affliggeva i detentori del potere e i loro familiari, che non ci vuole tanto a capire che era impossibile continuare con quella forma di governo.” (p. 77). Man mano con vari editti la religione cristiana fu “tollerata” e poi riconosciuta.

Costantino (il Grande) del quale probabilmente mi sarà sfuggita la scheda biografica, lo ritroviamo in più occasioni nelle schede di altri personaggi (da altre fonti rilevo: 271-337, Dizionario Biografico, Casa Ed. Ceschina, Milano 1973; oppure 280-337, Novissima Enciclopedia Ceschina, Milano). A lui si deve il riconoscimento di una sola religione quella cristiana, pur non vietando altri culti, e nel 321 la domenica come giorno festivo; fu molto spietato contro gli oppositori, a tal punto che non risparmiò Licinio I nel 325, e un anno dopo Licinio II, nel 326.

* * *

Non capita tutti i giorni di avere fra le mani un libro di numismatica. Non si tratta di semplice catalogo, collezione come a volte avviene per molti amatori di monete o di filatelia o di cartoline illustrate o di qualsivoglia oggetto. Pietro Nigro si rivela storico puntuale e narratore che riesce a coniugare la passione del collezionista, dello storico e aggiunge il sapore di qualche aneddoto che riesce a dare sapore. Sarebbe auspicabile che pure per altre collezioni raffigurate, come la filatelia, si accompagnassero con legende o anche con la storia o motivazione che hanno originato lo stesso francobollo, come pure le tariffe delle affrancazioni postali variate nel tempo. Stesso discorso si potrebbe fare per la collezione di pistole e di armi in generale, come pure per qualunque altro tipo di collezione, bambole, attrezzi agricoli, che sono legati ai costumi, al progresso, ecc.

Non è dato sapere, tranne che non mi sia sfuggito, se la collezione del libro riproduce tutte le monete che sono state in vigore durante l’Impero Romano. Erano in vigore il Sesterzio, il Denario, l’Antoniano e delle frazioni. Le teste delle monete sono rivolte tutte alla propria sinistra, sì che nella rappresentazione fotografica delle due facce, guardano la figura rappresentata sul rovescio. Un modo per cancellare la memoria dei rivali o delle persone invise era quello di ricorrere alla Damnatio memoriae che consisteva nel cancellare le immagini e le iscrizioni dei soggetti colpiti, così venivano decapitate le statue o le erme, le monete del Tesoro venivano fuse per coniarne altre.

Penso che gioverebbe corredare l’opera di un glossario, tavole sinottiche delle dinastie romane, gens, e una guida, il tutto a grandi linee, anche per rinverdire vecchie nozioni scolastiche. Così da spiegare, p. es. che era uso, al nome dato alla nascita aggiungerne altri nel corso della vita, vuoi per meriti di guerra, vuoi per apparentamenti, o perché si vantasse discendenza di particolare reputazione. Assistiamo a campagne militari e a contrasti vari, nell’immenso impero, che si espandeva e che si frantumava. Intrighi, assassinii, suicidi, parricidi, matricidi, fratricidi, usurpazione di potere, manovre delle madri e delle mogli per sollevare guarnigioni ed eserciti alla acclamazione degli imperatori.

Pietro Nigro con questa fatica, Monete Imperatoriali e Imperiali di Roma, in ogni caso, credo abbia fatto opera meritoria che può dare molto a studiosi e a curiosi. Molti sono gli imperatori giovanissimi il cui potere di fatto era esercitato dalle madri o in altre circostanze dalle mogli. Gli imperatori come altri personaggi portavano denominazioni plurinominale; nella lettura, questo, per i non addetti, può indurre a confusione. Notiamo che molti sono originari da terre non italiche; che avvenivano matrimoni in giovane età, come succederà nel tempo futuro e fino in epoca moderna, soprattutto fra le casate dei regnanti e dei nobili.

Recensione
Literary © 1997-2021 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza