Servizi
Contatti

Eventi


Notturno

Se Dio è Amore, se davanti a lui cadono le categorie di spazio e tempo, se ogni amore fa parte dell’Amore universale, se lei se ne stava tranquilla e la preghiera era sua compagna assidua e nel bel mezzo è arrivato un sentimento prepotente come una tempesta, che colpa ne può avere, lei? Non l’ha cercato, ha fatto irruzione da solo attraverso la bellezza di un corpo giovane, di una voce incantevole e di modi gentili. Certamente anche il Signore è rimasto stupito da ciò che Egli stesso ha concesso, forse, lei scrive, è stata una svista del Padreterno.

Il fatto è che lei è in quella fase della vita che sta tra l’autunno e l’inverno, l’arco degli anni davanti a sé si assottiglia, il suo aspetto non è più da tempo quello della ragazza ventenne della foto che il giovane ammira. Ed è in mezzo ad un tornado di passione.

Maria Antonia Maso Borso, nella raccolta Notturno dà voce lirica alla potenza dell’amore ed insieme alla straordinarietà della vita. Straordinaria perché imprevedibile fino in fondo, capace di sorprenderti, di prenderti alla spalle perché tu viva pienamente, ancora, al di là del computo degli anni, delle trasformazioni del corpo, delle rughe scavate in un lungo percorso.

Lei non si vergogna a mettere in versi quest’amore prepotente, che non è semplicemente spirituale, intesa di spiriti eletti uniti dal soffio dell’arte, no, è uno sconvolgente risveglio dei sensi che di notte porta sogni inquietanti e desideri forti.

L’amore è sempre uguale nonostante l’età, questi versi lo dimostrano, non ha niente di diverso dalle infatuazioni della adolescenza, dalle passioni della giovinezza, quando di lui tutto è miracolo: il suono delle lettere del suo nome ripetuto fino allo sfinimento nella solitudine, il suo odore, il mistero dei suoi occhi, ogni suo gesto.

Ma Maria Antonia Maso Borso è la prima a sorprendersi ed a chiedersi perché, e perché a lei, alla sua età.

Sono versi chiari, senza retorica, con una musicalità controllata, coraggiosi, veri come è vero il sentimento, attraversati da una costante autoironia salvifica, che non impedisce comunque di dare voce alla realtà sorprendente dei fatti. È una primavera inattesa della vita, una occasione ancora di morderla e di gustarne il sapore forte e allo stesso tempo amaro, perché c’è la consapevolezza della anomalia e assurdità del tutto, il silenzio dignitoso davanti all’altro, pur nello scalpitio del cuore.

C’è una lotta dura tra passione e ragione. Ovviamente vince la ragione nei fatti, ma non nella libertà di sogno e di abbandono anche alle immagini di eros, che l’età non ha cancellato. Si troverà la pace solo nell’infinito tempo non lontano a venire.

Tellusfolio, 9 gennaio 2016

Recensione
Literary © 1997-2021 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza