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Si accoglie ogni nuova raccolta poetica di Elio Andriuoli come un dono e lo si mette subito sullo scaffale più consultato del cuore e da qui, quasi a ripagarci dell’affetto ricevuto, ci invia segnali luminosi, stimola lo sguardo dell’anima, sollecita la mente ad aprirsi “Per più vedere”. Ogni verso, ogni testo crea quello stato d’animo di ammirazione e di stupore che solo le cose belle e importanti sanno dare. Si entra nel regno della sua poesia sapendo che vi si troverà la giusta armonia, la parola estratta dal centro roccioso dell’esistere, dal silenzio dell’attesa, dai disorientamenti dell’anima e che questa parola è stata dal poeta scolpita, levigata, piegata al suono e ammaestrata a riferire tutto ciò che, nell’attraversamento del non spazio tra Essere e non essere, ha ascoltato. Si è certi che vi si scoprirà lo sguardo chiaro e penetrante di un pensiero capace di strutturare il copioso materiale, che il vivere gli offre, nella perfetta architettura del linguaggio e di alzare arcate di poesia, guglie che indicano l’eterno.

“È dolce, amici, in questo chiaro giorno
trovarci insieme per dire parole
antiche, per confondere i pensieri
e i sogni e per scaldarci
il petto al suono delle nostre voci. ||
S’accendono gli occhi di un sorriso
che avevamo smarrito da millenni
e rinasce nei cuori la speranza
di approdi eterni,”

E si trova il lettore nel mondo intermedio, quello del rendiconto e dell’attesa e tutto si fa memoria e speranza, rimane sospeso tra il viaggio del corpo, già verso la conclusione, e il viaggio dell’anima verso quella perduta dimora alla cui ricerca ha consumato il suo giorno e che ora si prospetta sulla soglia di un orizzonte di eternità.

“S’infittisce la pagina, se trova
la mente arcane rispondenze. Il verso
si lega ad altro verso, mentre accende
i suoi fuochi la rima. Scaturisce
da un pensiero un pensiero, con ardore.”

È il miracolo della creazione artistica, quel fuoco musicale che lega verso a verso, pensiero a pensiero. La meraviglia per la vita che vibra in ogni sillaba, che si fa memoria di remote origini, respiro universale e, superato il tempo del divenire, si apre all’Eterno.

“Sempre l’arte rallegra e dà conforto.
Mille risorse offre l’Armonia”.

L’armonia offerta, quale dono divino al poeta e da questi, attraverso i suoi versi, a tutti gli uomini, rende più serena l’esistenza, più gradevole il viaggio “sulle vie straniere dell’esistere”, arreca felicità, cancella gli affanni.

“Sorgono l’albe, cadono le sere
ed è sempre la stessa ansia di cieli,
la stessa inconsumata meraviglia,
la stessa sete eterna di sapere”.

Mentre l’occhio si posa sugli eventi del presente e coglie, nell’attimo che separa la fugacità del nostro tempo dal tempo eterno, l’ansia dell’attesa, il vuoto della perdita, la meraviglia dell’arrivo, la fiamma del desiderio, lo sguardo, “dissipati del mondo i fitti veli”, si allarga nell’oltre, cattura l’infinito.

Il linguaggio si amalgama alla serena vastità musicale, parola e ritmo si coniugano nel canto che si sviluppa e si espande in ampie volute che avvolgono il reale e lo sollevano, per scale di pensiero e di estasi, negli illimitati spazi dello spirito.

Caselette 18-03-009

Recensione
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