Servizi
Contatti

Eventi


La poesia di Renato Greco mi ha sempre affascinato e coinvolto per quel suo nascere dal razionale e dal reale per poi guadagnare, attraverso tappe successive, in modo quasi schivo e con la chiarezza della semplicità, la dimensione del sogno nella fuga verso spazi dell’anima, nel vibrare di una continua tensione verso l’infinito. Gli è complice, in questo suo metamorfico evolversi, la musicalità del verso che sembra voglia ritmare il pulsare del suo essere uomo, ora schiacciato dal peso della materia , ora libero su spirali di creazioni fantastiche, preso nel vortice di una energia ascensionale per conquiste spirituali:”Quindi, prova a toccarmi,nella mia | sostanza d’uomo simile alla fiamma, |che accende di motivi musicali | crepuscoli e mattini e soli e lune, | stelle sognanti e oceani d’amore | e l’immensa pietà per chi non ride” (Puoi leggermi nel vento) o “Passi definitivi m’apriranno | le soglie dell’immenso sconosciuto | dove un io minuscolo si perde | come mai passato sulla terra.” (Non mi rimproverare questa fuga), E ancora “Così, un’estate malamente spesa | ci consegnò feriti al nostro autunno. | Ora cerchiamo vanamente un dio | – se ancora resiste dentro di noi – | mendicando uno spicciolo d’eterno.” (Nel gioco dei contrari).

Nella presente raccolta Per scenari di-versi, divisa in due sezioni: “Variazioni di campo” e “Celebrazioni”, ritrovo il Renato Greco che indaga l’esserci e le sue imperfezioni: “Io sono la clessidra del mio tempo, | l’esiguo imbuto dove scorre sabbia | – l’esatta quantità ogni momento – | fino a quando avrà senso il mio sognare | un altrove felice più di questo” (Dietro il vetro, oltre le sbarre), che avverte l’incombere della morte: “A chi consegnerà il bastone il cieco? | E non pronunzierà neppure neanche un nome? | Vive nell’ombra una bella signora | che regge un suo ventaglio scintillante. | Lo reca come un fuoco nella sera | contro i sogni più oscuri della mente” (Signora nell’ombra) e si aggrappa alla memoria per riappropriarsi di quel tempo passato che gli fu, in qualche modo, amico per le gioie innocenti, per gli amori fugaci, per uno sguardo di donna, una carezza, un volo rapido di uccelli, il loro canto all’alba e alla sera ad aprire e chiudere il giorno dell’uomo. Unico porto e ponte, per Greco, è la poesia dove l’anima s’allarga e il finito si proietta nell’infinito, il relativo nell’assoluto. Nel groviglio della natura e nelle peripezie del vivere, infiniti sono i segni che provocano quello stato di stupore da cui germogliano il suono e la parola che si combinano nel verso e quindi nel canto teso verso orizzonti di una lontana luce e di una divina bellezza. Sovente il sogno è presente negli angoli e nelle volute dell’architettura scritturale di Greco ed ha sempre funzione di collegamento tra la realtà vissuta e la realtà temuta o sperata. Il sogno dunque come fibrillazione di un’anima che guarda dalla finestra della prigione del corpo. Così curiosando fra anfratti e nascondigli vediamo come la delusione e la speranza si alternano nel gioco della vita rendendo possibile il cammino verso l’estremo passo, chiudere gli orizzonti dell’esserci e scoprire albe di un domani lieto dove l’ignoto si mostra come un “fremito di stelle, | che non parvero mai così belle.” (Sere di primavera). Allora si avverte che per il poeta di Ariano Irpino lo sguardo realistico e umano abbandona i silenzi, la solitudine, le sofferenze, i distacchi e s’avventura , tramite l’occhio acuto della poesia, nell’immensità dell’universo che sconvolge l’uomo e gli fa sentire la sua pochezza, finché non percepisce, nella forma della nostalgia, che il Tutto è chiuso nell’essenza più profonda del suo essere. È il ritorno alle radici a guidare il passo dell’uomo attratto dal suo principiare: “C’è una forza , in questo | ritornare alle radici, | che non solo me muove | e a te è delirio.” (Il tuo sapore). In quel principiare “ in una sfera che non è l’umana” (Dimenticanza) si trova la Verità, si trova la Vita.

Caselette, 17-03-010

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza