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Carmelo Ciccia

I cognomi di Patern˛

oltre 2000 cognomi di Sicilia e d’altrove
Significato - Etimologia - Attestazione

1a ediz. 1987
Assoc. Turist. Pro Paternò - Paternò

2a ediz. 2004
Centro di Ricerca Economica e Scientifica - Catania

3a ediz. 2014
Testo revisionato per Literary.it - Padova


Introduzione


E - O


P - Z


Bibliografia
e note

A

Abate, Abbate. Titolo d’un superiore religioso. • Ebraico e greco abbÔ, neogr. abbÔ o abbÔs e lat. abbas, dall’aramÓico ab = “padre”. • Attestaz.: capostipite siciliano Henricus detto l’Abate, Messina, 1230 (MiccichÚ); Ursus de Abbate, Sicilia, 1283

Abbadessa. Cfr. Abate. • Attestaz.: Iacobus de Abbatissa, Palermo, 1287.

Abramo. Nome e cognome israelitico, ma anche cattolico. • Dal patriarca biblico Abhra(ha)m, in ebraico = “padre eccelso, nobile” e poi “padre di genti”.

Acciarito. Etnico d’Azzaro, toponimo in Sicilia e Calabria, collegabile all’acciaio, ad accia o azza = “ascia” e acciaro o azzaro = “fabbricante d’asce”, strumenti agricoli o armi mediev.

Accolla. Arabo al-colla = “ampolla di vetro”, “costruzione a volta”, da cui il latino mediev. colla = “collina”. • Toponimo Alcola nella zona di Valenza (Spagna). Toponimo Colla (in calabr. a Codda), frazione di Soveria Mannella (CZ). • Attestaz.: Bastorus de Acolla, Agrigento, 1281.

Accordino. Alterato d’Accordo, che potrebb’essere deverbale d’accordare o ipocoristico di personali come Bonaccordo e Bentaccorda. (Caracausi)

Acquilia. Forma errata d’Aquilia.

Adamo. Nome del primo uomo, in ebraico e greco adÓm = “uomo, specie umana” o adamah = “terra, fango”.

Addario. Pr˛stesi di Dario. • Il Caracausi, che attesta un Addarius Carpinterius (Sicilia, 1282-83), nota che Ŕ forma specifica di nome personale (= “Dario”) in Puglia e che Ŕ toponimo anche in Lucania, oltre che in Puglia.

Adornetti. Alterato d’Adorni.

Adorni. Il Pensabene e il Caracausi si rifanno all’italiano adorni, dal gr. ˇrnis = “uccello”, che in certe zone dell’Italia Merid. sono i falchi pennaioli; mentre il secondo lo collega anche al nome personale Adorno = “ornato, adornato”, ipotesi giÓ formulata dal De Felice.

Agati. Greco agathˇs = “buono”, da cui il bizantino e ararabo Agßthi = “Agata”. • Attestaz.: AgathÝ, Sicilia, 1102.

Agatino. Alterato d’└gata o Agati.

Agosta. “Augusta”. Termine con funzione aggettivale giÓ presente in Dante:
        sederÓ l’alma, che fia gi˙ agosta,
        de l’alto Arrigo, che a drizzare l’Italia
        verrÓ in prima ch’ella sia disposta.
       
(Par. XXX 136-138)
Nome fino al 1860 della cittÓ attualmente chiamata Augusta (SR), che deriva dal latino augustus = “consacrato dagli Óuguri, favorito da buoni auspici”. Giovanni Villani parla pi˙ volte di quest’Agosta nella sua Nuova cronica relativa al 1287-1326 (VII 11 1-3 e X 352 2), come pure pi˙ avanti parla d’un’Agosta in RM e d’un’altra in LU • Il toponimo Augusta Ŕ presente anche in RM, Germania e Stati Uniti d’America; e l’italiano settentr. Aosta Ŕ omologo d’Agosta, cioŔ (Fortezza) Augusta. • La cittÓ siciliana d’Augusta, come le altre omonime, e il mese d’agosto sono dedicati all’imperatore romano Augusto.

Agostino ╚ il nome personale latino Augustinus, derivato e alterato d’Augustus. Cfr. Agosta.

Aiello, Ajello. Latino agellus = “poderetto, campicello”. Toponimo in varie regioni. • Per il Finamore da agellus potrebbe derivare anche il cognome piemontese Azeglio, il quale quindi corrisponderebbe al nostro Aiello; il Sala Gallini-Moiraghi, che ritiene Aiello originario della Campania, dÓ per sicura tale derivazione. • Frequenza: in Italia 170░. Aiello Ŕ il primo cognome a Bagheria (PA). • Attestaz.: Matheus de Ayello, Palermo, 1162.

Aiosa, Aiossa. Cognome portato da un’antica e nobile famiglia calabrese (Rohlfs). Il Caracausi lo collega al nome personale mediev. Abiosus (Palermo, 1194), Abbiusus (Bari, 1195), Abyusus (Palermo, 1291); ma rimane di significato oscuro. ╚ poco probab. un riferimento all’alosa (latino clupea, alosa fallax), un pesce detto anche laccia o alaccia, cheppia o chiappa.

Alagna. 1) Toponimo in PV e VC collegato al popolo degli Alani; 2) antico toponimo in FR, oggi Anagni, come attesta Dante:
        veggio in Alagna intrar lo fiordaliso
(Purg. XX 86)
        e farÓ quel d’Alagna intrar pi˙
giuso (Par. XXX 148)

AlÓimo. D’origine oscillante fra il germanico, il francese e l’arabo, probab. deriva dalla localitÓ Alaimo di Lentini (SR) o dall’omonimo conte che nel sec. XIII vi signoreggi˛. Per il Vezzelli Ŕ un cognome siciliano diffuso anche nel resto dell'Italia, viene dal personale germanico Heimo, Haimo che Ŕ probab. ipocoristico di nomi inizianti in heim, come Heimeran o Heimeric, e ha prodotto il latino Aimo, Aimonis, avendo come base il vocabolo germanico heim = “casa, patria”.• Attestaz.: Alaymus clericus, Sicilia, 1172.

Albana. 1) Etnico d’Alba, cittÓ sui monti o alpi; 2) siciliano Órbana = “pioppo bianco” (Caracausi).

Alberici. Germanico albhi = “elfi” + rikia = “re”, cioŔ “re degli elfi” (De Felice). • Attestaz.: sire Albericus Scalferiu, Bari, 1341.

└lbero. Deriva o da un nome personale tedesco o da un toponimo formato da albero, ma potrebbe anche essere soprannome di persona simile o dedita agli alberi. Un personaggio di nome Albero da Siena Ŕ citato da Dante in Inf. XXIX 109. • Attestaz.: Alberus medicus, Brindisi, 1260.

Albini. Plur. del nome personale Albino = “bianco o chiaro di pelle o di capelli”.

Alecci. Variante d’Alessi (De Felice, Rohlfs, Caracausi). • ╚ poco probab. un riferimento al dialettale alecci = “alici, acciughe, sarde”.

Alemanni. “Tedeschi”. • Germ. all = “tutto” e mann = “uomo”.

Alesci. Variante d’Alessi.

Alessandra. Dal nome personale Alessandro: “figlio/a d’Alessandra”.

Alessandro. Cognome presente in tutt’Italia: “figlio/a d’Alessandro”. Dal greco AlÚxandros e latino Alexander = 1) “difensore d’uomini”, 2) “uomo protettore”, 3) “uomo protetto”. Questo fu il secondo nome del troiano Paride e nome di vari re di Macedonia, fra cui Alessandro Magno, al quale il Pascoli dedic˛ il poemetto intitolato appunto “Alexandros” (Poemi conviviali).

Alessi. Ap˛cope o plur. d’Alessio, che Ŕ abbrev. d’Alessandro.

Alfonso. Nome personale importato in Spagna dai visigoti e in Italia dagli spagnoli. • Il significato non Ŕ del tutto chiaro: il secondo elemento Ŕ il germanico funsa = “pronto, veloce, valoroso” (De Felice). • Attestaz.: Alfuns, Firenze, 724.

Algeri. Equivalente del cognome francese Augier, forse dal toponimo Auge, regione della Normandia: sono simili i cognomi Augeri in CT e ME, Algieri in CS e Argeri in ME. In questo caso Ŕ variante del latino Alagherius o Aldigherius = “Alighiero”, dal latino mediev. Adalgarius, a sua volta dal germanico adal = “nobile” + garis = “lancia” (Dauzat). Ma pu˛ anche essere un etnico della capitale algerina o rifletterne il nome per influsso d’attivitÓ marinare o piratesche. • Attestaz.: AlghÚris, Sicilia, 1130-40?; Algerius de Algerio, Palermo, 1326.

Algozzino. Arabo al-wazir = “il ministro”.

Ali. 1) Forma errata d’AlÝ; 2) plur. d’ala.

AlÝ. Nome personale arabo = “alto, elevato, eccellente, nobile”, secondo alcuni inteso pure come “cavaliere, alfiere” e usato un tempo come titolo onorifico corrispondente al nostro “eccellenza”. Toponimo AlÝ (Superiore, Marina e Terme) in ME, significante “capo, promontorio”. Il cognome merid. Eccellente Ŕ il corrispettivo d’AlÝ. Non Ŕ chiaro se sia il toponimo a derivare dal nome personale arabo o il cognome siciliano a derivare dal toponimo, che tuttavia pu˛ anche derivare dal frequente toponimo greco AlÝ. • Attestaz.: Aly, Sicilia sacra, 1093; AlÝ, zona di Messina, 1111 (Rohlfs); AlÝs, Sicilia., 1142.

AlÝa. Probab. ElÝa, nome del profeta biblico. (Caracausi, che attesta un AlÝu a Messina nel 1336 e un Alias Susi ebreo in Sicilia nel 1479)

Aliano. 1) Toponimo in MT, che per il Diz. di Topon. — il quale cita Archipresbiter et clerici Aliani (Tricarico, 1324) — Ŕ un prediale derivato dal nome personale lat. Allius; 2) probab. variante del nome personale Eliano.

Aliprandi. Germanico adal = “nobile” o all = “tutto” o alt = “vecchio” + brand = “spada”. • Attestaz.: Aliprßnd, Palermo, 1111.

Allegra. Nome augurale: “sii allegra!” o anche “che tu porti allegria!”.

Alleruzzi. Cfr. Alleruzzo.

Alleruzzo. Alterato d’Alleri. Dal francese allier = “venditore d’agli”. (Dauzat e Caracausi)

AllÝa. Di significato oscuro. Il Rohlfs lo accosta al dialettale Óllia = “varietÓ d’uva”; il Caracausi ritiene improbab. tale accostamento a causa del diverso accento; ma AllÝa potrebbe essere variante di AlÝa.

Aloi. Forma merid. del nome personale Eligio, dal francese Eloi o Eloy = “eletto”. (Dauzat e Caracausi) • Sant’Aloi, toponimo in VV, Saint-Eloi, idem in Francia e sanctus Aloysius, santo siciliano del sec. XV. (Rohlfs) • Attestaz.: Iacobus de Aloy, Palermo, 1286.

Aloisi, Aloisio. Latino "Aloisius" o "Aloysius" [8] e antico francese Loois o Loys = “Luigi, Ludovico”. Aloisia Ŕ anche nome di donna e una verbena odorante di cedro.

Altea. Erba delle malvacee, usata anche come emolliente ed espettorante. Il De Felice per il corrispondente nome femm. cita la gr. AlthÚia, donna mitologica che cura e guarisce.

Altimari. Corrisponde al nome personale ted. Waldemar, ital. Aldemaro e affine a Vladimiro, dal germ. walda = “potenza, dominio” + maru = “fama”, e quindi vale “potente e famoso”. (De Felice, Caracausi e Sala Gallini-Moiraghi)

Alvino. “Albino”. Cfr. Albini.

Amantea. Toponimo in CS, che il Francipane fa derivare dal greco manteia, a sua volta da mantis = “indovino” .

AmantÝa. Variante dialettale d’Amantea, risalente all’omonima cittÓ greco-epirota.

Amantini. Cognome di significato oscuro, che per˛ il Francipane nel repertorio finale dei cognomi italiani collega ad Amantea.

Amarelli. Alterato d’Amari o dialettale amareddi = 1) “agri, meschini, infelici”; 2) specie di camomilla.

Amari. “Agri, meschini, infelici”. Il Caracausi riporta l’ipotesi del Bongioanni dal germanico Adimaro e a sua volta ipotizza una sopravvivenza del nome personale arabo Ammar. Toponimo Amaro in UD, dal latino Amarus (nome personale) o amarus (aggettivo) = “poco fertile” o dal nome personale germ. Ademar italianizzato in Adimaro. (Diz. di Topon.)

Amas. In lat. significa “tu ami” e in franc. (pronuncia amÓ) “ammasso, mucchio, cumulo”, ma in realtÓ rimane di significato oscuro. Probab. proviene dall’arabo, dove sono frequenti nomi come Hamas e Hammas. • ╚ presente con pochissime occorrenze ad Acireale, donde probab. Ŕ giunto a Patern˛.

Amata. “Amata da Dio” o “gradita ai genitori”. Nell’Eneide Ŕ moglie del re Latino, madre di Lavinia e suocera d’Enea. Cognome con una sola occorrenza a Patern˛.

Amato. “Amato da Dio” o “gradito ai genitori”. Nome di vari santi, giÓ nome personale latino • Idronimo in Calabria e toponimo in CZ e RC. • Frequenza: in Sicilia 11░, in Italia 51░.

Ambra. Nome augurale derivato dall’ambra (arabo anbar), preziosa resina fossile che si trova anche nel Simeto in abbondanza. • Toponimo in AR. • Attestaz.: Ridolfus de Ambra, Sicilia, 1283.

AmŔndola. Agglutinazione del dialettale a mennula = “la mandorla”.

Amenta. Agglutinazione del dialettale a menta = “la menta”.

Amico. Nome affettivo, gratulatorio ed augurale, dovuto probab. anche alla devozione per due santi omonimi, di cui l’uno capace d’ammansire i lupi e l’altro valente personaggio della francese Chanson de geste.

Amini. Arabo Amina = “fedele, fidata”, nome della madre di Maometto e della protagonista della Sonnambula di Bellini. (De Felice)

Amodei. Cognome con una sola occorrenza a Patern˛. Cfr. Amodeo.

Amodeo. “Amedeo”, “amante Dio” o “amato da Dio”. Ma non Ŕ da escludere un collegamento col siciliano amiddeu o amoddei = “frassino”.

Amore. Nome affettivo, esprimente un sentimento, un’attesa appagata, un frutto d’amore. • Attestaz.: Amore, Cava dei Tirreni, 1021.

Amorelli. 1) Dialettale amureddi = “more di macchia”; 2) alterato d’Amore.

Anastasi. Apoc˛pe o plur. d’Anastasio. Greco anßstasis = “resurrezione”. ╚ quindi un nome tipicamente cristiano, imposto o in ricordo della resurrezione di Cristo o come fiducia nel mistero della resurrezione dei morti.

Anastasio. Nome di quattro papi, d’un antipapa e di due imperatori bizantini. Cfr. Anastasi.

Andreano. Attinente ad Andrea o ad Andria (BA).

Andriolo. Alterato d’Andrea.

Anello. Da un soprannome di chi aveva in qualche modo (attivitÓ lavorativa, esibizione, ecc.) riferimento all’anello o portava capelli inanellati, cioŔ riccioluti. • Attestaz.: Anellus Vespulus, Molfetta, 1297 (De Felice).

Anfuso. 1) “Anfosso” o “Alfonso” (merid.); 2) calabrese nfusu = “infuso, bagnato” (Rohlfs, ma contestato dal Caracausi). • Attestaz.: Amfus, Sicilia, 1115.

Angelotti. Alterato d’Angeli. Dal greco ßnghelos = “annunciatore, messaggero (di Dio)”, divenuto nome personale indicante o augurante bontÓ, bellezza, protezione.

Angemi. AfÚresi di Cangemi, Gangemi.

Angiolucci. Cfr. Angelotti.

AnÝcito. Greco anÝketos = “invincibile”. • Attestaz.: AnÝketos, S. Maria di Messina, 1123. • ╚ presente in tutt’Italia, anche con la variante Aniceto, ma ha una forte consistenza a Patern˛, per cui Ŕ uno dei cognomi tipici di questa cittÓ. Si ricordano due santi di nome Aniceto.

Anile. Pianta delle papilonacee da cui s’ottiene l’indaco e l’anilina. Spagnolo a˝il, ar. an-nila, sanscrito nila = “indaco”; gr. anÚlios = “senza sole” e quindi “senza luce, nero, turchino, scuro”. • ╚ errato il greco anÝlios = “senza sale” proposto dal Rohlfs.

Annino. 1) Nome maschile in onore di S. Anna, che in ebraico significa “grazia”; 2) “d’un anno” (Rohlfs); 3) forse alterato d’Ann˛ (Caracausi).

Antoci. Greco Antiˇches o AntÝochos = “AntÝoco” (greco antÝ = “contro” + ochos = “fermo”, neogreco antochÝ = “resistenza”). Per il MiccichÚ: dal gr. ßnthos = “fiore”. • Attestaz.: femm. Antocia, Amalfi, 947.

Antonucci. Alterato plur. d’Antonio, nome latino d’origine etrusca e di signifcato incerto.

AnzÓ. Da un frequente toponimo calabrese-siciliano: 1) arabo anzÓr = “terrazza” e calabrese anzara = “pianoro sopra un precipizio”; 2) collegato ad anzo, probab. variante del siciliano antu, dal latino ante = avanti, con cui i contadini indicano la linea di lavoro pi˙ avanzata e in cui anche riposano nelle soste, rifocillandosi e conversando. Il Caracausi lo accosta al calabrese-lucano anzo/lanzo, senza riuscire a darne un’univoca e valida spiegazione. • Attestaz.: Angzß/Anzß, Sicilia, 1142.

Anzalone. 1) Derivato e alterato d’Ansaldo/Anzaldo: dal germ. ans = divinitÓ germ. + walda = “potenza” o “potente”, col significato complessivo di “potenza divina” o “potente per volontÓ divina” (De Felice); 2) forse dal biblico Assalonne, terzo figlio del re David (ebraico ab = “padre” + shalom “pace”). Il Vezzelli conferma ora questa seconda ipotesi: “╚ il nome proprio biblico Assalonne, vivo nelle carte medievali modenesi nelle forme Ansalon, Absalon, Ansalon (sec. XII); un monaco Ansalonus Ŕ ricordato in una carta nonantolana del 1187. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.”

Toponimo in CT e ME. • Attestaz.: Bonsignorus de Ansalon, Messina, 1280 (Rohlfs); Anselone, Montevergine, 1182.

Aprile. “Nato/a in aprile”. • Attestaz.: Flos de Aprili, Palermo, 1282; Aprile de Nunefaris, Sicilia, 1328.

Aquilia. “Bruna, cupa, scura” (latino). Nome personale latino, d’una gens e d’una legge romane del sec. III a. C. Antico toponimo Acis Aquilia (oggi Acireale) in CT. Via romana in RC.

Aquilino. 1) Attinente ad aquila o Aquilia; 2) etnico d’Acis Aquilia (CT).

Aquino. Dal toponimo in FR e cognome personale latino Aquinus, di significato oscuro.

Aragona. Regione della Spagna, che prende nome dal fiume Aragˇn; nome di casato nobiliare e toponimo in AG; antico casale e ponte Ragona fra Adrano e Cent˙ripe.

Aragone. Variante d’Aragona.

Aramina. Forse attinente al toponimo AramÓ (ME): dall’ebraico Aram, figlio di Sem citato in Genesi 10, 22 e altrove.

Arancio. Dall’omonimo albero, frutto e colore, in arabo-persiano narang. Il Pellegrini afferma che la pianta Ŕ stata importata in Sicilia prima delle crociate, come testimonia la presenza d’una via de arangeriis nelle vicinanze di Patti (ME) nel 1094.

Arata. “Terra arata”. Attestaz.: Arata, Petralia Sottana, 1548.

ArcidiÓcono. “Capo dei diaconi” o “pi˙ che diacono”. Titolo diffuso in Occidente alla fine del sec. VIII, ad indicare anche il vicario vescovile, e poi rimasto come soprannome spec. nell’Italia Merid. • Attestaz.: Bartholomeus de Archidiacono, Codice aragonese di Sicilia, 1286.

Arcifa. 1) Greco archÝfor = “capo brigante”; 2) abbrev. del sicil. arcifÓnfanu = “millantatore” (Rohlfs); 3) arabo as-sifa = “il rimedio” (Caracausi).

Arcobelli. Forma parzialmente anagrammata di Carobelli, plur. di Carobello, dal lat. carus (et) bellus = “caro e grazioso”.

Arcodaci. Greco Arkudßkis = “orsacchiotto”. • Attestaz.: sec. XII.

ArcolÝa, ArcorÝa. Varianti d’ArcodÝa, nome mediev. di donna (greco arkudÝa = “orsa”). (Caracausi, che attesta un’ArkudÝa in Sicilia nel 1145)

Ardini. “Arduino”. Germanico di tradizione franca Harduwin e Hardwin, da hardhu = “forte, valoroso” + wini = “amico, compagno”, cioŔ “amico valoroso o forte amico”. (De Felice) • Attestaz.: Arduinus, Brindisi, 1182 (Rohlfs).

Ardizzone. Nome germanico diffuso con varianti in tutt’Italia e partic. in Sicilia, che il De Felice fa corrispondere ad Ardemanno, Ardengo, Arduino. Probab. dal germanico hard = “duro” o (w)alda (da cui Aldo) = “potente”, con l’aggiunta dei suffissi -izzo e -one. • Attestaz: Arditzunis, S. Maria di Messina, Rohlfs 1182 e Caracausi 1152.

Arena. “Rena, sabbia, terreno disboscato”. Toponimo in CZ, SA, PI, PV e altrove. • Frequenza: in Sicilia 18░, in Italia 138░. ╚ il primo cognome a Messina e Piazza Armerina (EN). • Attestaz.: Ricardus de Arenis, Palermo, 1283.

Argentero. “Argentiere” (spagnolo).

Argiri. Cognome presente in sette comuni italiani, di cui tre in Sicilia. Dal nome personale mediev. Arghyrˇs, greco arghřreos o arghyrűs = “argenteo”, attinente anche all’antico toponimo greco Aghřrion, latino Agyrium = “Agira” (EN). • Attestaz.: sec. XII (Rohlfs).

Arico. Forma errata d’Aric˛.

Aric˛. Greco ßgroikos, neogreco agr˘ikos e merid. agric˛ o aric˛ = “campagnolo, rustico”, “selvatico”, “acerbo, di sapore aspro”.

Arizzi. Cognome presente in un centinaio di comuni italiano, per lo pi˙ della Lombardia e della Sicilia Orient.: 1) “la Rizzi”, “appartente alla famiglia dei Rizzi”, cioŔ di quelli che hanno i capelli ricci o hanno i ricci nello stemma araldico; 2) dal latino ericius = “riccio” (Caracausi, che attesta un Mattheus de Arizo a Piazza nel 1336-61); 3) improbab. “da Arezzo” (Sortino, riportato dal MiccichÚ) o “da Aritzo” (NU). Toponimo in ME.

Arlotta. Anticamente significava “pezzente”, nel sec. XV (Pulci) “birbona e ghiottona”. Deriva dal provenzale arlot, da cui il latino mediev. Arlotus (Devoto-Oli). Al riguardo Ŕ ricordato (Pulci, Lorenzo dei Medici, Aretino) il leggendario piovano Arlotto Mainardi del sec. XV. • Attestaz.: Arlottus, Sicilia, 1283.

Arn˛. Greco Arnˇs = “Agnello”, nome personale mediev. • Attestaz.: sec. XIV.

Arona. Toponimo in NO, d’etimolgia incerta, importato in Sicilia da immigrati settentr.

ArrÝa. “Venditore di pelli d’agnello”(dal greco arnÚa = “pelle d’agnello”). (Caracausi)

Arric˛. Forma errata d’Aric˛.

Arricobene. “Ricco bene”, da cui il toponimo Riccobene in CT. (Caracausi) • Attestaz.: Riccardus de Riccobene, S. Maria di Malfin˛, 1337.

Arrigo. Variante d’Enrico. Germanico heim (pronuncia haim) = “casa, patria” + rich “potente”. • Attestaz.: sec. XIII.

Arrigone. Alterato d’Arrigo.

└sero. Variante del pi˙ diffuso (spec. a Mazara del Vallo) cognome siciliano └saro. Dialettale └saru, nome mediev. d’└ssoro, toponimo in EN, che in passato si chiam˛ anche Assorus (Cicerone, 2^ Verrina, III 18 e 43, IV 44; Plinio il Vecchio, Storia Naturale, III 91), └seros o └sseros (Tolomeo, Geografia, III 4, 7), └ssoros (Stefano Bizantino, Etnici 137), e che A. Gnolfo collega al mitico re troiano AssÓraco, figlio di Troo e bisnonno d’Enea, tutti discendenti da Giove. Il passaggio dalle forme classiche a quella mediev. e siciliana pu˛ essere dovuto o al nome d’una pianta delle aristolochiacee in italiano detta Ósaro (siciliano Ósaru baccaru, latino asarum europaeum) o all’arabo asar, a sua volta derivante dall’ebraico Aser = “felice, beato”, nome personale e toponimo, nome d’un figlio di Giacobbe e del territorio della sua trib˙ nell’attuale Libano (Genesi 30, 13 e 49, 20, e altrove nell’Antico e nel Nuovo Testamento). • Frequenza: a Patern˛ 10░. • Attestaz.: Asarum, Palermo, 1282; Giordano di Asaro, Monreale, 1280 (A. Gnolfo), Iohannes de Asaro, Palermo, 1287; Matheus de Asaro, Palermo, 1299; terra Asari, Sicilia, 1366; Aserum, Sicilia, 1308-1310; Eximenius de Assaro, Val Demone, sec. XV (A. Gnolfo).

Asmetto. Abbrev. e alterato d’Erasmo e nomi simili.

Asmondo, Asmundo. Nome personale germanico Asmund, da haist = “proprietÓ, valore” + mund = “difesa”, e quindi “sorretto dal valore”. Formazione simile a quella di nomi come Edmondo, Raimondo, Rismondo, Rosmundo. Toponimo Villasmundo in SR. • Attestaz.: Asmundo, Sicilia, 1105. • “Il cognome Asmundus, Asmundo, Asmondo, in dialetto Asmunnu, a Patern˛ Ŕ assai diffuso e documentato dal Medioevo in poi. Un ramo degli Asmundo-Asmondo provenne in Sicilia dall’isola di Malta durante i Vespri o Vespro Siciliano scoppiati contro i Francesi di Carlo I d’Angi˛ (30-31 marzo 1282) davanti alla Chiesa nella Piazza di Santo Spirito a Palermo. Il cognome Asmundo si legge in molti antichi manoscritti in lat. dai secoli XIII-XIV in poi.” (Conti)

Astone. 1) Alterato d’asta, “bastone”, indicante una qualitÓ fisica; 2) aferesi di Gastone.

Astorino. Alterato del nome personale Asto(r)re, dal nome dell’omonimo rapace e nel senso di “persona rapace, avida e scaltra”. (Caracausi, che attesta un Iohannes de Astorino in Italia Merid. nel 1324)

Astuti. Cognome con una sola occorrenza a Patern˛. Cfr. Astuto.

Astuto. Di significato intuitivo.

Atanasio. Greco athßnatos = “immortale”.

Attanasio. Cfr. Atanasio.

AttinÓ. Greco tardo o ktenÔs = “il pettinaio”. (Rohlfs e Caracausi)

Auletta. Toponimo in SA, in campano avuletta. Perci˛ cfr. └vola.

Aureliana. Cognome con una sola occorrenza a Patern˛. Cfr. Aureliano.

Aureliano. Appartenente ad Aurelio, ma anche “figlio/a d’Aureliano”.

Aurigliano. Forma meno evoluta d’Aureliano.

Auteri. Nome germanico diffuso con varianti in tutt’Italia e corrispondente pressappoco ad Alterio, Altiero, Autiero, Otero, Ottiero. Attestaz.: Matheus de Alterio, Palermo, 1193 (Rohlfs).

Avellina, Avellino. Dal toponimo campano Avellino, in lat. Abellinum, a sua volta alterato del toponimo osco Abella, che si fa derivare dall’indoeuropeo abel = “mela” o dal latino aper = “cinghiale” (Finamore e Diz. di Topon.) e a cui sono legate le nocciole abellanae = “avellane”, abbondanti nella zona.

Aveni. Probab. collegato al latino avena, francese avoine = “avena” e al nome personale latino Avenius/a. • Toponimo Aveno in CO e GE.

└vola. Toponimo in SR. Probab. dal latino Aulus, prenome romano, o aula = “reggia, tempio”, “recinto, atrio, cortile, stalla”, “pentola”. Cfr. Auletta. • Si ricordi che in lat. la u era una semivocale consonantica, che dal sec. XVI si scrisse v, mentre a volte in passato si ricorreva alla b: Ŕ il caso di questa cittÓ che giÓ si chiam˛ └bola e └bula.

Azzara. Arabo az-zahar = “fiore”, partic. d’arancio, e quindi “zÓgara”. • Attestaz.: Abram Azara e Abram aczar, ebreo in Sicilia, 1467.

AzzÝa. Probab. nome di donna dal mediev. axÝa, greco ßxia, neogreco axi = “degna”. (Caracausi)

B

Bacelliere. Antico francese bachelier = “baccelliere”, giovin signore in attesa di diventare cavaliere o anche che aveva conseguito il primo grado negli studi superiori e che a volte si dava arie da saccente.

Bachini. Cognome accentrato in Toscana e diffuso anche in Lazio e Umbria, per un totale di 250 occorrenze in una sessantina di comuni italiani: 1) forma errata di Bacchini, alterato plur. di Bacco; 2) improbab. alterato plur. di baco.

Badalato. Toponimo Badolato in CZ, derivante dal lat. vadum latum = “guado largo” (Caracausi). Per il Francipane questo cognome Ŕ accostabile a VadalÓ, derivante dall’arabo Abd Allah = “servo di Dio”. • Attestaz.: sec. XII.

BaglÝo. Questo cognome Ŕ l’esito del mediev. baglivo, detto anche balivo, balÝ, bÓiuolo, e riflette importanti funzioni pubbliche svolte nel passato, quali quelle di amministratore, giudice, portatore d’avvisi e d’insegne, esattore. • Il Rohlfs ha solo la pronuncia bÓglio e fa derivare il cognome dal dialettale bagghiu = “cortile”. Il Pellegrini ha l’arabo wali = “amministratore, governatore”. Il Caracausi fa derivare il toponimo Baglio presente in varie regioni dal dialettale bagghiu, antico francese bail = “cortile entro le mura di un castello” e il cognome dall’antico francese bail e baillif = “funzionario amministrativo”, dal lat. bÓiulus = “facchino”. Il Gioeni spiega come si pass˛ dal significato negativo di bÓiuolo a quello positivo: all’origine egli era un facchino che sfaccendava fra i magazzini prospicienti sul cortile, divenendone custode, tanto che in antico francese lo stesso cortile si chiam˛ baile o baille, da cui l’italiano baglio; e da custode in seguito egli pass˛ a funzioni sempre pi˙ nobili. Infine il Varvaro presenta anche un disegno del bagghiu, precisando che fu in Normandia che il termine bail(e), allora d’uso militare, pass˛ a designare il comune cortile. In sostanza baglÝo/baglivo appare come derivato da baglio, indicando la persona ad esso addetta che per successivi miglioramenti funzionali portava questo titolo di prestigio. Infatti oggi il cognome non ha connotazioni negative e ad esso non pu˛ nemmeno essere collegato il dialettale bagghiolu = “sciocco”, che non ha nulla a che vedere con bagghiu perchÚ dovrebbe essere meglio detto bugghiolu = “bugliolo”, vaso di legno senza coperchio (e quindi imperfetto) oppure anche vaso per bisogni intimi.

Bagli˛. Forma errata di BaglÝo.

Bagnato. 1) Di significato intuitivo, che in area calabrese (giÓ Magna Grecia) pu˛ anche essere equivalente di battezzato, ricordando che il verbo greco baptÝzo originariamente significava “immergo nell’acqua, bagno”; 2) calabrese pannato = “dotato di panni, benestante”. (Pensabene)

Baiamonte. Antico tedesco Boiamund, Baiamund, dal germanico Boi-munda (Caracausi), latino Baiamons. • Attestaz.: sec. XII.

Baldanza. “AlacritÓ, ardire”. • Attestaz.: sec. XIII.

Baldini. Cfr. Balduccio.

Balduccio. Alterato di baldo = “alacre, ardito” o Baldo, abbrev. di nomi come Tebaldo, Ubaldo, ecc., dal germanico baltha, tedesco bald. Si ricordi il poema eroicomico Baldus in latino maccheronico di Teofilo Folengo (Merlin Cocai, sec. XVI).

Ballato. Cognome sparso in una sessantina di comuni italiani e accentrato in ME: 1) da Balat, cognome nella Francia meridionale = “vallata, fossato” (Dauzat, Rohlfs e Caracausi); 2) dall’arabo balath e dialettale balata = “lastra di pietra o marmo”.

BÓlsamo. Nome affettivo e augurale. Toponimo Cinisello BÓlsamo in MI. • Attestaz.: sec. XII.

Baratelli. 1) Alterato plur. di barato, dal latino mediev. baratum = “fossato” (Caracausi); 2) forma errata di Barattelli, alterato di Baratta.

Baratta. Provenzale barata = “contesa, zuffa, frode”; spagnolo barata, francese barate = “parapiglia, baratto”. Il Dauzat dÓ all’antico provenzale e francese barat il significato di “inganno, astuzia”. Il Francipane la fa derivare dal greco prßttein = “negoziare”. ╚ un cognome legato all’attivitÓ del baratto: scambio di merci, contrattazione, compravendita. • Attestaz.: Symon Baratta, Palermo, 1287.

Barbagallo. “Barba di gallo”. ╚ un cognome che “deve la sua origine ad acconciature con la bizzarra forma della cresta del pennuto” (Sala Gallini-Moiraghi).

Barbagiovanni. “Uomo barbuto di nome Giovanni”, “zio Giovanni”. Dall’uso di chiamare “barba” uomini barbuti, incutenti stima e rispetto, quali parenti anziani, poeti e filosofi.

Barbera. “Barbiera”, cioŔ la moglie del barbiere. (Dialettale)

Barbiani. Toponimo Barbiana in FI e Barbiano in BZ, prediale derivato dal latino Barbius.

Bardaro. Fabbricante o venditore di bardi = “basti” (dialettale). Toponimo Serra Bardaro in AG. • Attestaz.: sec. XIII.

BarnÓ. Greco barynˇs o barřs = “pesante” con il suffisso -as indicante una caratteristica personale. (Caracausi) • Attestaz.: sec. XII.

BarnabÓ. Variante di BÓrnaba. Dall’omonimo santo, collaboratore degli apostoli e presunto fondatore della Chiesa di Milano. Aramaico bar-nehamah = “figlio della consolazione” o bar-nabiah = “figlio della profezia” o bar-neb˛ = “figlio del dio Nebu”. (De Felice) • Attestaz.: sec. XIII.

Barone. 1) Titolo nobiliare (gerarchia araldica a partire dall’alto: principe, duca, marchese, conte, barone); 2) epiteto scherzoso, magari per indicare qualcuno che Ŕ o si reputa potente; 3) soprannome per indicare una persona al servizio di qualche barone o a lui rassomigliante. Dal germanico bara/o = “uomo libero”, “guerriero valoroso”, in francese divenuto baron, titolo nobiliare di feudatario. Toponimo in TO. • Frequenza: in Sicilia 30░, in Italia 75░. • Attestaz.: sec. XII.

Barrata. Il Pellegrini si rifÓ alla voce barrada, in arabo = “vaso per acqua”, in maltese = “grande vaso d’argilla per tenere fresco il pane”, in giudeo-spagnolo del Marocco = “vaso d’argilla”.

Barresi. “Barrese”, “da Barra[franca] (EN)” • Attestaz.: Iohannes de Barresio, Sicilia, 1299.

Bartolotta. Alterato di BÓrtola, dall’apostolo S. Bartolomeo, in aramaico Bar (= figlio di) + Tholmay (= Tolomeo, “valoroso”). • Attestaz.: sec. XIII.

Basile. Greco basÝleios = “regale, del re”. Da qui il nome personale Basilio. • Frequenza: in Italia 81░. Ú il secondo cognome a Taranto. • Attestaz.: BasÝles, Sicilia, 1176.

Basileo. Greco basilÚus = “re, capo”.

Basilotta. Alterato di Basile.

Bassini. Alterato di Bassi.

Battaglia. Toponimo in varie regioni a ricordo di qualche battaglia. • Frequenza: in Italia 92░. ╚ il primo cognome a Termini Imerese (PA). • Attestaz.: sec. XI.

Battagliola. Alterato di Battaglia o di battaglio.

Battiati. Dialettale vattiati = “battezzati”, ma anche abbrev. del toponimo S. Agata Li Battiati (CT).

Battiato. Dialettale vattiatu = “battezzato”. Cognome imposto ad un convertito d’altra religione o al momento del battesimo ad un trovatello, ma in certi casi anche etnico di S. Agata Li Battiati (CT.)

Batticciotto. “Forse ipocor. di nome di persona, che potrebbe essere ant. ted. Batto”. (Caracausi)

Battipaglia. Toponimo in SA. Composto imperativale, cioŔ con un verbo e un complemento oggetto, sebbene di significato trasparente non si sa con certezza se sia nato (attestaz. 1168) come toponimo o come soprannome poi divenuto toponimo. (Diz. di Topon.)

Battista. “Battezzatore”: nome in onore di S. Giovanni Battista.

BÓudo. “Baldo, Ubaldo”.

BÓuso. “Balzo, sporgenza di terreno scosceso, dirupo, precipizio”. (Dialettale)

Baviera. Regione della Germania.

Beato. Nome augurante beatitudine e felicitÓ eterna, imposto anche in ricordo d’un omonimo santo francese.

Befumo. Il Caracausi lo fa discendere dal nome personale greco Pachřmios o Pachˇmios, attestandone la presenza a S. Maria di Messina nel 1172.

Belardi. AfŔresi e plur. d’Abelardo, che continua il mediev. Bayalardus presente in Sicilia nel 1185.

Belfiore. Nome indicante contentezza per un/a figlio/a cosý bello/a. Toponimo in MN (luogo di martirio per patrioti italiani), PG e VR.

Belgiorno. Nome gratulatorio: “bel giorno quello in cui Ŕ nato/a questo/a figlio/a”.

Bella. Nome indicante la bellezza della nata.

Bellanca. Nome gratulatorio: “bella anca”.

BellÝa. Siciliano bbillÝa = “bellezza” (Piccitto), collegabile al latino volgare bellÝtia = “bellezza” (Battisti-Alessio).

Bellini. Alterato di belli. Si ricorda anche un san Bellino.

Bellinvia. “Bene in via”. (Rohlfs e Caracausi)

Bellissimo. Alterato di bello.

Bellitto. Alterato di bello.

Belvedere. Nome gratulatorio: “bello/a da vedere” (in riferimento alla bellezza del/la neonato/a). Toponimo in varie regioni, nel senso di luogo elevato da cui si gode bella vista, bel panorama.

Benanato. Nome gratulatorio: “bene nato, nato bene”.

Benfatto. Nome gratulatorio: “ben fatto, ben formato” (in riferimento alla corporatura del neonato).

Beninati. Nome gratulatorio: “bene nati, nati bene”.

Bentivegna. Nome augurale: “ben ti venga!”.

Benvenga. Nome augurale: “ben venga!”.

Benvenuto. Nome augurale e gratulatorio: “ben venuto, venuto a proposito”. • Attestaz.: Benvenutus de Syragusia, S. Maria di Malfin˛, 1333.

BŔrgamo. Dall’omonima cittÓ lombarda, d’etimolgia incerta: o dal pre-latino alpino barga = “capanna” o dal greco pÚrgamon latinizzato in Pergamum = “rocca” o da altra derivazione.

Berger. Cognome francese (pronuncia bersgÚ): “pastore, pecoraio”. Esso, pur esse4ndo straniero, figura qui soltanto perchÚ importato negli anni ’50 del sec. XX dal domenicano padre Henri Berger (1909-1957), rettore del santuario di Maria SS. della Consolazione, che rappresent˛ un polo d’attrazione per molti giovani in cerca di via, veritÓ e vita.

Berrante. Questo cognome Ŕ un ßpax legˇmenon (greco), un caso unico in Italia, e perci˛ riesce di difficile interpretazione. PoichÚ Ŕ improbab. un’afŔresi d’aberrante, potrebbe trattarsi d’una forma errata di Benante (dal francese venant = “veniente”) o Ferrante.

Bertino. Alterato di Berto, abbrev. di nomi come Alberto, Umberto e simili. In ogni caso si rifÓ al germanico bertha = “splendente, illustre”. • Attestaz.: Iacobus de Bertino, Palermo, 1264.

Bertolami. 1) Appartenente alla casata dei BÓrtoli (Rohlfs); 2) collegabile a Beltrame (Caracausi).

BŔrtolo. 1) Dialettale vŔrtula = “bisaccia”; 2) alterato di Berto; 3) variante di BÓrtolo o B˛rtolo.

Bertolone. Alterato di BŔrtolo.

Biagi. Dal nome personale Biagio, in onore del santo omonimo. Latino Blasius, nome gentilizio, da blaesus = “balbuziente”.

Bianchi. Da caratteristica fisica o da appartenenza ad una famiglia o fazione che aveva insegne di color bianco. Toponimo in CT e CS.

Biani. Probab. variante di Viani, dal cognome e toponimo Viano in RE e altrove.

BÝfera. Siciliano bÝfira = “naso grosso” (Rohlfs). Dal lat. (ficus) bifera = “(fico) che produce due volte” (Caracausi).

Bimbi. Cognome accentrato in Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e diffuso anche al Nord, probab. riferito all’aspetto infantile.

Biondi. Da caratteristica fisica.

Biondo. Cfr. Biondi.

Bisicchia. 1) “Terra lavorata per la terza volta” (Traina e Caracausi); 2) “persona assai gracile” (Piccitto, Rohlfs e Caracausi). Improbab. una derivazione dall’ital. ant. busicchia = “vescica”.

Biundi. “Biondi”. (Siciliano)

Biundo. “Biondo”. (Siciliano)

Biuso. Il Caracausi fa discendere questo cognome dal nome personale mediev. Abiosus (Palermo, 1194), Abbiusus (Bari, 1195), Abyusus (Palermo, 1291).

Bivacqua. “Bevacqua, beve acqua”. (Siciliano)

Blandini. Cfr. Blandino.

Blandino. Alterato di blando = “carezzevole”. (Caracausi)

BlandinoborzÝ. Agglutinazione di Blandino e BorzÝ.

Blondino. Francese blondin = “biondino”. (Dauzat)

Boemi. Etnico di Boemia, regione storica dell’Europa Centrale. I boemi avevano in Sicilia l’appalto delle gabelle.

Bompani. “Buon pane”. (Dialettale)

Bonacci. Alterato plur. di Bono o continuazione del nome personale neogreco Bonakis. (Caracausi)

Bonaccorsi. Plur. di Bonaccorso, ma anche abbrev. d’Aci Bonaccorsi, toponimo in CT.

Bonaccorso. Nome augurale e gratulatorio: “ben accorso, benvenuto”.

Bonaffini. 1) Nome augurale: “buon affine, buon parente” (Caracausi); 2) “buona fine”, augurio di poter a suo tempo morire bene, farsi santo e conseguire il paradiso.

Bonanno. Nome gratulatorio: “Buon anno” per l’avvenuto lieto evento. Il De Felice ipotizza anche una derivazione dal nome Bono, ma quest’ipotesi non convince. • Attestaz.: Bonanno da Pisa, scultore e architetto che oper˛ anche a Monreale (PA) nel 1185-’86 (Ciccia 1987); Bonannus, Firenze, 1260 (De Felice); Bonannus Basilic˛, Messina, 1262.

Bonaventura. Latino bona ventura = “cose buone che avverranno”. Nome augurante buona fortuna, felicitÓ. • Attestaz.: Martinus qui dictus est Bonaventura, Montevergine, 1178.

Bonfiglio. “Buon figlio”.

Bongiorno. Nome gratulatorio: “bel giorno quello in cui Ŕ nato/a questo/a figlio/a”. Cfr. gli omologhi cognomi: settentr. BondÝ, latino Bonadies, siciliano BonadÝa o VanadÝa, greco KalimÚris, ecc. • Attestaz.: sec. XIV.

Bongiovanni. “Buon Giovanni”. • Attestaz.: sec. XIII.

Bonina. Alterato femm. di Bono. • Attestaz.: sec. XII.

Boninelli. Alterato plur. di Bono.

Bonocore. Nome augurale: “buon cuore”. • Attestaz. sec. XIII.

Bonomo. Nome augurale: “buon uomo”. • Attestaz: sec. VIII.

Bonura. Nome gratulatorio o augurale: “buon’ora quella in cui Ŕ nato/a questo/a figlio/a” o “che tu possa avere fortuna!”. • Attestaz.: sec. XIII.

Bordieri. Francese bordier = “chi abita ai margini o in una casa rustica”, “fattore, mezzadro”.

Bordonaro. 1) “Mulattiere”, nelle aziende agricole incaricato dei trasporti col mulo o altre bestie da soma; 2) “vetturale”; 3) “rete per tonnare”. Toponimo in ME. • Attestaz.: sec. XII.

Borrata. Terreno consolidato o sbarrato, riempito di borra e calcato. Dall’italiano borra = “materiale da riempimento” e borrare = “riempire con materiale vario”. Non convincono la derivazione del Rohlfs dal calabrese burrato = “aborrito” e quella del Caracausi dal siciliano bburr(i)ari = “burlare”. Improbab. anche una derivazione dallo spagnolo borrada = “cancellata”.

Borrello. Senza considerare le numerose varianti Borella/i/o, Borrelli, Borriello, Burella e Burrella, questo cognome Borrello Ŕ diffuso in 276 comuni di tutt’Italia con quasi 900 occorrenze: oltre che in Sicilia, Ŕ accentrato in Calabria e Lombardia; e abbonda anche in Piemonte, Liguria, Campania e Lazio. Nella lingua italiana d’oggi Ŕ un alterato o di borro = “fosso o torrentello che viene gi˙ per il bosco”, “fossato”, dal greco bˇthros = “fossa”, o di borra = “pezzo di legno da ardere”, “corpo rotondo, ceppo, ciocco”, “cavicchio di legno usato a bordo d’imbarcazioni”, da un tema paleoeuropeo alpino (Devoto-Oli): e a bˇthros-borro = “fossa” risalgono i termini dialettali burricari o vurricari = “infossare, seppellire” e sburrari = “sborrare”, “sgorgare con impeto da un fossato o condotto stretto”, “traboccare, tracimare”. • Toponimo in CT (dialettale Burreddu), PA, RC, CH, che il Diz. di Topon. fa derivare da un nome personale. Per˛, data la varietÓ e complessitÓ delle ipotesi, Ŕ il caso di riportarle tutte in ordine cronologico: 1) dialettale burreddu = “tavolone” e anche “specie di panno grosso e vile, burello” (Traina); 2) dialettale burreddu = “asse di legno molto pi˙ spesso della tavola: Tavolone” (dallo spagnolo burro = “asino”, perchÚ la schiena delle bestie da soma veniva paragonata ad un tavolone) (Gioeni); 3) equivalente del francese Borel o Borrell = nel gergo plebeo “carnefice” e in quello nobiliare (riferendosi ai conti del Rossiglione, Delfinato, ecc.) = “corona baronale dell’elmo, a cui talvolta s’attaccavano dei nastri” (Dauzat); 4) cognome catalano Borrell e francese Borrell o Borel o Bourreau (Rohlfs); 5) latino orae tellus = “terra di confine” (Pensabene); 6) catalano borrell = spagnolo piquera (Diz. Vox) = “foro”, “foro di spina”, “ferita”, “feritoia”; 7) toponimo derivante dal nome personale Burrellus d’un signore del luogo, ma di cui non si conosce il significato (Diz. di Topon.); 8) dal francese (Dauzat) borel o borrel = “carnefice” (Caracausi); 9) spagnolo Borrell, variante mediev. di verdugo = “germoglio, virgulto”, “carnefice, boia”: aggettivo catalano e nome di vari conti di Barcellona, probab. in riferimento alla tonalitÓ rossiccia dei capelli, ma anche corrispondente al mozzarabico burrella = “stivale fatto con una zucca” e da qui “zucca”, che all’apparenza rappresenta il diminutivo di burrellus (sicuramente nell’accezione di “vermiglio”, “ebbro”) e designava una specie di zucca, chiamata in arabo con un aggettivo derivato da jarra (arabo garra), mentre Ŕ documentato dall’antichitÓ che burrus, alludente al color rosso, si usava come qualificativo nei confronti di persone divenute vermiglie per aver troppo bevuto o mangiato (AlbaigŔs); 10) cognome affermato anche presso gli spagnoli (AlbaigŔs) nella forma Borrell = “virgulto”, “sferza”, dal francese Borreau di tale significato (Finamore). Alla luce di quanto sopra questo cognome da noi appare come un etnico della localitÓ denominata Borrello (CT); e, non risultando che nella localitÓ stessa vi sia o vi sia stato un fosso o torrentello di tale nome e che essa non Ŕ “a schiena d’asino” o “a tavolone” (quest’ultima Ŕ, invece, la conformazione e denominazione di Piano Tavola, in parte frazione dello stesso comune di Belpasso), il toponimo potrebbe significare “germoglio, rampollo, erede” (come spiega il Boselli alla voce vßstago, che per El Vox Mayor Ŕ sinonimo di vertugo) e derivare da qualche signore catalano di nome Borrell, perchÚ nell’antica lingua catalana il termine fu usato con tale significato per distinguere il conte Goffredo II dall’omonimo padre Goffredo I. • Attestaz. (in Italia): Burrellus, Montevergine, 1085.

Borzi. Forma errata di BorzÝ. Per il Caracausi sarebbe una forma germanica di provenienza longobarda, componente di certi cognomi settentr.

BorzÝ. Questo cognome Ŕ legato alla lavorazione del cuoio: greco mediev. byrsÝas e greco tardo byrsÚus = “conciapelli”. Il dialettale bburza o vurza deriva dal greco bursa = “pelle, cuoio”. Cfr. VerzÝ e VirzÝ. • Frequenza: a Patern˛ 11░. • Attestaz.: ByrsÚus, Calabria, sec. XI-XII.

Botta. “Colpo, percossa”, “rospo, persona sgraziata e tozza” (Garzanti.). Il Caracausi fa altre ipotesi, citando anche il Rohlfs (calabrese botta = “fiorone di fico”), ma con poca convinzione. • Attestaz.: sec. XIII.

Bottini. Plur. di Bottino.

Bottino. 1) “Bottaio” (De Felice); 2) alterato dell’antico nome personale tedesco Botto o Bodo, dal tedesco bod o bot = “messaggero” (Dauzat e Caracausi); 3) dal francese bottine, alterato di botte = “polacca”, specie di calzatura o stivaletto a mezza gamba, e per il Dauzat nel sec. XIV anche “portatore o venditore di gambiere, gambali”; 4) etnico d’una localitÓ a forma di concavitÓ in RC (Pensabene); 5) alterato di Butt˛. • Attestaz.: Vitalis Botinus, Montevergine, 1180.

Bottoni. 1) Alterato plur. dell’ital. botte; 2) boccioli, gemme. • Attestaz.: sec. XII.

Branca. Zampa anteriore con unghia, mano d’uomo rapace (tardo latino e dialettale). I Malebranche erano diavoli custodi dell’Inferno dantesco (canto XXI). Toponimo in PG. • Attestaz.: Branca de Branca de Messana, Belmonte (PA), 1368.

Brancati. Derivato di Branca; e per il MiccichÚ: siciliano urancati = “zampate”.

Brancato. Cfr. Brancati.

Brasile. 1) Forma errata di Basile (Caracausi); 2) dall’omonimo Stato sud-americano.

BrÝcola. Collegabile al settentr. bric o bricca = “luogo scosceso”, donde il toponimo Briga in CN, NO e Svizzera, di cui quindi sarebbe alterato. (Caracausi)

Briguglia. Alterato di briga di cui al precedente BrÝcola.

Briguglio. Variante masch. di Briguglia.

Brischetto. 1) Siciliano brischettu = “costato degli ovini” (Piccitto e Rohlfs); 2) forse dal settentr. brisco = “specie di giunco” (Caracausi).

Brischitti. Variante plur. di Brischetto.

Briuglia. Cfr. Briguglia.

Brullo. Greco tardo brűllon e calabrese brullu = “giunco”. (Rohlfs e Caracausi)

Brunco. “Bronco”, grosso sterpo, tronco ramoso e spinoso. (Caracausi)

Bruni. Variante plur. di Bruno. • Frequenza: in Italia 118░. ╚ il primo cognome a Poggibonsi (SI).

Bruno. Da caratteristica fisica. Germanico brun, latino tardo brunus = “di colore scuro lucente”. Toponimo in AT. • Attestaz.: Philippus de Bruno, Sicilia, 1283; Garofalus Brunus, Palermo, 1286. • Frequenza: in Sicilia 16░, in Italia 11░. ╚ il primo cognome a Pinerolo (TO) e il secondo a Foggia.

Bua. Toponimo Bova (RC), centro dei dialetti italo-greci (Rohlfs), in calabrese Vua, cioŔ “vacca”, femm. dell’italiano bue, in greco bűs e latino bos. Tale toponimo per il Pensabene significa “area a Vi”, cioŔ a imbuto. Ma il Caracausi ipotizza anche l’origine da una trib˙ albanese, precedentemente supposta anche dal Rohlfs. Altre ipotesi: dal latino bova = “serpente”, cioŔ boa (Alessio) e greco mediev. bˇua = “fossa per conservare il grano” (Mosino).

Buccheri. Francese boucher = “beccaio”, “macellaio”. Toponimo in SR., per il quale per˛ sono state proposte varie etimologie, come quelle dall’arabo baqar = “vaccheria” (Avolio) e abu-l-hayr o abu(l)-hayr = “padre del bene” (Pellegrini). • Attestaz.: sec. XII.

Bucello. “Vitello, giovenco”. Latino bucellus, variante di buculus e alterato di bos.

B˙colo. 1) Greco bucˇlos = “bovaro, pastore, mandriano”; 2) latino buculus, alterato di bos = “bue”. La poesia bucolica deriva dal greco bukolikÓ = “canti dei pastori”, a sua volta collegabile tanto al greco bucˇlos quanto al latino buculus.

Buda. Specie di giunco con cui, quando Ŕ secco, s’intrecciano sedie e si rivestono fiaschi. (Dialettale e latino)

Buemi. Cfr. Boemi.

Buffa. Dal latino bufo = “rospo”. Dialettale, collegato all’italiano buffo o boffo = “gonfio”.

Bugliarello. 1) Latino Bulgarellus, alterato di Bulgaro (gruppi di Bulgari vennero al servizio dei Longobardi in Italia); 2) forma evoluta del dialettale vugghiareddu, alterato di vugghiu = “bollore”, “irrequietezza”.

Bulla. “Bolla”: rigonfiamento della pelle con liquido sieroso o sigillo di documento pontificio o imperiale. (Caracausi)

Buonocore. Cfr. Bonocore.

Burrello. Forma meno evoluta di Borrello.

BusÓ. Il Rohlfs lo ritiene abbrev. del dialettale busaru = “venditore di busa”, cioŔ di gambi dell’ampelodesmo, voce che il Pellegrini fa derivare dall’arabo bus o busa = “stelo secco del grano duro”. Il Traina precisa che tali gambi venivano usati per fare fiaccole e il Caracausi aggiunge che il cognome Ŕ composto dall’arabo bus e dal suffisso greco -as indicante mestiere. Ma potrebbe anche essere abbrev. di Busacca.

Busacca. “Busecca”, “trippa” (dialettale), a cui si collega forse l’antico dialettale busnecchini = “stivaletti” (Pellegrini). Il Pellegrini, che cita anche il persiano italianizzato bolzecchino = “stivale”, fa derivare busecca/busacca dall’arabo e maltese bu-zaqq = “padre dell’otre”, “quel dell’otre”, “grande otre”, “pancione”; per il MiccichÚ, che cita un identico toponimo in Piemonte, Ŕ d’origine gallo-italica: ma il Caracausi, nel rilevare che si tratta di cognome ebraico, esclude l’etimologia del Pellegrini, preferendo l’arabo bu saq = “quello della gamba”, “claudicante”. Ma non Ŕ improbab. che nei casi d’ebrei il cognome derivi dall’ebraico abb-Yishaq, in arabo divenuto (a)bu-saq = “padre d’Isacco”. • Attestaz.: Úpin busßk, Sicilia, 1145? (Pellegrini); ˙mar b˙sak, Sicilia, 1178 (id.); magister Busac ebreus medicus, Sicilia, 1283.

Buscemi. Toponimo in SR. Dall’arabo (a)bu-samah, che l’Amari, approvato dal Pellegrini, intende “quel dal neo” e il Rohlfs “dal grosso neo”. • Attestaz.: Buxemi, Sicilia, 1182.

Busetta. Dal nome personale arabo Bu’s-Sayyid = “Padre di Sayyid” (Caracausi).

Butti. “Botte”. (Dialettale)

Buttiglieri. “Bottigliere”, “cantiniere”. (Dialettale)

Butt˛. Gr. botˇn, neogr. botˇs = “capo di bestiame”, animale di greggi, mandrie e simili.

C

CÓccamo. Siciliano cÓccamu: 1) grande caldaia in cui si cuoce la liquirizia macinata (latino caccabus e greco kßkkabos); 2) “melicucco, bagolaro” (greco kßkkabos, lat. Celtis australis). Il Rohlfs Ŕ per la 1 e il Caracausi per la 2. Toponimo in PA. • Attestaz.: sec. XII.

Cacciatore. GiÓ soprannome dovuto ad attivitÓ personale. Dal latino volgare captiare, intensivo di capere = “prendere”.

Cadullo. Forma errata di Caudullo. Per il Caracausi: 1) dal germanico Cado; 2) di provenienza ebraica o araba.

Cafici. Di significato oscuro: il Rohlfs presenta CÓfici solo come toponimo in SR; il Caracausi presenta lo stesso come cognome e toponimo forse variante di Cafisi, facendolo derivare dall’arabo ak-fas = “che ha le gambe storte, arcuate” o dall’arabo hafs + greco chßfs di cui non fornisce spiegazione.

Cageggi, Caggegi, Caggeggi. Arabo haggag = “pellegrinante”. (Pellegrini e Caracausi) • Attestaz.: chatzÚtz, Sicilia, 1151.

Cairone. Alterato di CÓiro, arabo hair = “bene”, “buono”, nome personale ebraico (Caracausi) • Attestaz.: sec. XIV.

CalÓ. “Cose belle” (greco). Corrisponde al dialettale e greco kallß, variante di kalß. Il bello dei greci in seguito divent˛ buono, e qui Ŕ riferito alla persona che porta il nome. Ma potrebbe anche essere femm. di Cal˛, abbrev. di Cal˛gero, che ad ogni modo si rifÓ allo stesso concetto di bellezza-bontÓ. Improbab. una derivazione araba. • Attestaz.: sec. XII.

Calabrese. Etnico di Calabria. • Frequenza: in Italia 107░. ╚ il primo cognome a Ginosa (TA).

Calabretta. Collegato a Calabro e Calabr˛; ma anche toponimo Calabritto in AV, anticamente detto Calabretta e poi Calabrictum, o dal fondatore barone Britto o dalla pianta calabrix = “specie di spino selvatico” che vi cresceva in abbondanza. (Diz. di Topon.) • Attestaz.: Kalabret(t)os, RC, sec. XI (Rohlfs e Caracausi).

Calabria. Cognome indicante la provenienza dall’omonima regione.

Calabro. Variante di Calabr˛.

Calabr˛. “Calabrese” (greco). • Attestaz.: Martinos Kalabrˇs, zona di Rometta (ME), 1264 (Rohlfs).

Calanduccia. Cfr. Calenduccia.

Calanni. Variante del pi˙ diffuso Calanna: 1) greco kalŔ Anna = “bella Anna”, cioŔ “buona Anna”; 2) dialettale calanchi = “scoscedimenti”, da dialettale e arabo-spagnolo cala = “discesa verso il mare”, “porticciolo”. Toponimo Rocca Calanna sull’Etna.

Calcagno. Probab. dalla parte del piede che nel parto Ŕ venuta per prima alla luce ovvero da una sua particolaritÓ come la bellezza o la grossezza. • Attestaz.: Guido Calcagno, Toscana, 1139; Iohannes Calcagnus, Palermo, 1328.

Calcaterra. 1) Dialettale carcaterra = “nanerottolo” (Rohlfs e Caracausi); 2) “calca terra” (dal mestiere di chi calca la terra, comprimendola).

Caldarera. “Calderaia”. Cfr. Calderaro.

Calderaro. “Calderaio”. Dallo spagnolo caldera = “caldaia”. • Attestaz.: Ursus Calderarius, Montevergine, 1171.

Calenduccia, Calenduccio. “Calandruccia/o”, alterato di calandro/a, uccello simile all’allodola. Per il Pensabene: calandredda, tipica calzatura dei pastori d’Aspromonte.

Cali. 1) Arabo qali = “potassa”, e relativa pianta da cui si ricava; 2) forma errata di CalÝ.

CalÝ. 1) Greco kalÚ = “bella”, usato nel senso di “buona” anche come nome di donna; 2) neogreco kalÝs = “bello”. • Attestaz.: Cali tu Calcheu, Catasto servile di Sicilia, 1131-1148.

Calio. Forma errata di Cali˛.

Cali˛. Collegabile al tema della bellezza: 1) kallÝon = “pi˙ bello”; 2) Kaliˇ, nome di donna da KalÚ (Caracausi). Cfr. CalÝ.

Calluso. Latino callosus, dialettale caddusu = “calloso”. • Attestaz.: sec. XIV.

Cal˛gero. “Bel vecchio”, quindi “buon vecchio” e infine semplicemente “monaco”, poi divenuto nome personale (greco tardo): giÓ appellativo di saluto dato agli antichi monaci, che vivevano nell’eremitaggio e nella meditazione, ed in seguito divenuto sinonimo di “monaco basiliano”, la cui bontÓ consisteva nel mantenersi sulla strada che conduce alla santitÓ. Un santo di tal nome, martire a Costantinopoli nel sec. V, aveva trascorso parte della vita in eremitaggio presso Sciacca (AG). Toponimo San Calogero in CZ.

Caltabiano. Toponimo Calatabiano in CT, derivante o dall’arabo qal’ah (o qal’at) = “fortezza, cittadella” + al-bayan = “annunzio”, cioŔ “Corano” (Caracausi) o dall’arabo qal’a(t) = “castello” con l’aggiunta d’un nome personale di significato oscuro (Pellegrini). • Attestaz.: sec. XII.

Calvagna.Derivato di calva. Improbab. attinenza col settentr. cavagna/o, specie di cestino. Ma cfr. anche Galvagno. • Attestaz.: sec. XIV.

Cama. Arabo hama = “fango”. (Pellegrini)

CambrÝa. 1) CambrÝ, tela finissima fabbricata nella cittÓ francese di Cambrai (pronuncia cambrÚ); 2) probab. arabo hama riyyah = “asineria” (Caracausi).

Caminiti. Etnico di Camini, toponimo in RC, che deriva dal greco kßminos, latino caminus = “fornace” (Rohlfs, Caracausi e Diz. di Topon.).

Caminito. Variante di Caminiti. Caminito (= “sentiero, vicolo”) Ŕ anche una famosa canzone argentina, che ha reso celebre il vicolo di Buenos Aires cui Ŕ ispirata.

Camiolo. Cognome di significato oscuro: il Rohlfs e il Francipane non lo presentano, il Caracausi non lo spiega, il Traina ha la voce camiu = “vino secco” e il Gioeni ha cÓmia = “puzzo di terra”, “sapor di muffa del vino” che fa derivare dal tedesco Kahm = “muffa del vino o d’altro liquido”; ma potrebbe anche derivare dal latino mediev. cameolus = “piccolo cammeo”.

Cammarano. Notizie incerte si hanno di questo cognome, che potrebbe essere denominale del dialettale cÓmmara = “camera” o riconducibile al toponimo Cammarana (RG), secondo il Diz. di Topon. dal nome Kamarina d’una colonia siracusana (che Strabone interpreta come “abitata dopo molta fatica”), ai toponimi Camerana/o (AN, AT, CN) e all’idronimo Fosso Cammarano (AQ), costruito con l’aggiunta del suffisso -anus al nome personale latino-celtico Camerius, Camarius, Cammarius, costituendo cosý un prediale. Il Pellegrini evidenzia la presenza d’una gens Cameria nel Piceno. Per il toponimo di CN Ŕ documentato un Camarjanus nel 1221 e per quello di AT un Cammarianus addirittura nel 792.

Cammarata. “Camerata”, “corsia con volta da camera”, “camera a volta”. Toponimo in AG, dal greco kamßra = “stanza a volta”, detto cosý per una camera a volta o grotta in una vicina collina. (Diz. di Topon.) • Attestaz.: CamaratÔ, Sicilia, 1145; Cammarata, Sicilia, 1282. • ╚ il primo cognome a Enna.

Camonita. Cfr. Caminiti.

Campagna. Latino campania = “campagna”. Toponimo in varie regioni.

Campione. “Bambino modello”: bello, robusto, sano e vitale. Sinonimo di Benfatto e Vitale. Toponimo in CO.

Campisano. 1) “Campiere” (De Felice); 2) siciliano campicianu = “ladro di campagna” (Traina e Rohlfs); 3) “chi vive in campagna” (Caracausi). Connesso a Campo, Campisi e allo spagnolo campesino = “campestre, campagnolo”. • Attestaz.: Raynerius Campisanus, Sicilia, 1284.

Campisi. 1) “Arciere”, “campiere” (siciliano); 2) “chi vive in campagna” (Caracausi). Derivato di Campo.

Campo. Toponimo in varie regioni, da cui il cognome.

Campochiaro. “Campo chiaro”.

Camuti. Cfr. Camuto.

Camuto. Nome personale arabo Hamud = “grazie a Dio”. (Pellegrini, Rohlfs e Caracausi) • Attestaz.: sec. XII.

Canale. Questo cognome indicava chi abitava presso qualche canale, fosso, valico o proveniva da omonima localitÓ. Toponimo in varie regioni. • Attestaz.: sec. XIII.

Cancelliere. Dal francese chancelier, latino mediev. cancellarius = “cancelliere”. • Attestaz.: sec. XIII.

Cancellieri. La desinenza plur. pu˛ anche essere sing. dialettale di Cancelliere.

Cancemi, Cangemi. Arabo haggam = “applicatore di mignatte”, e anche “barbiere”, “chirurgo”, “guaritore”. Cfr. Gangemi. •Attestaz.: Changemis, Calabria, 1198 (Rohlfs); Galterius Changemi, Palermo, 1283; Nikolaos Changemis, Rometta (ME), 1321 (Rohlfs).

Canciullo. Alterato dell’antico toscano Chanci (1274), ipocoristico del lat. Cancellerius. (Caracausi)

Candarelli. Variante plur. di Cannarella.

Caniglia. Dialettale canigghia = “crusca”. • Attestaz.: Georgius Canilea, Bari, 1267.

Cannaloro. 1) “Candeloro”, nome in onore della Madonna della Purificazione, detta Candelora; 2) “candeliere”, “reggicandele”, “persona vuota e sciocca”. A Catania si dicono cannalori (= “candelore”) quelle che a Patern˛ si dicono varetti, cioŔ i cerei, grosse colonne artistiche di legno recanti ceri di eccezionale mole. (Dialettale)

Canna˛. Variante di Cannav˛.

Cannarella. Alterato del dialettale cannara = “graticcio di canne per contenere”, “chiusa di canne nel fiume per pescare” (spec. le anguille), detta pure tarusu. Toponimo Cannara in PG = “zona abbondante di canne”. (Diz. di Topon.)

Cannavo. Neogreco kannßbi = “canapa” oppure forma errata di Cannav˛.

Cannav˛. Greco kannavˇs = “che ha il colore della canapa”, “grigio” (Rohlfs e Caracausi). Toponimo in RC, che per il Pensabene sarebbe il lat. cannabonium = “magazzino di rifornimento delle truppe”.

Cannella. Alterato di canna: “piccola canna”, “zampillo”, “scorza di pianta aromatica”. • Attestaz.: sec. XIV.

Cannizzo. “Canniccio”, “graticcio”. (Dialettale, dal latino tardo cannicius = “fatto di canne”)

Cannone. Alterato di canna. Il Caracausi ipotizza anche derivazioni dall’arabo, ma senza darne spiegazioni. • Attestaz.: Andreas Canonus, Palermo, 1299.

Cantale, Cantali. 1) Spagnolo cantal = “roccia” e francese Cantal, massiccio vulcanico, dipartimento della Francia e tipico formaggio locale; 2) nome personale neogreco. • Attestaz.: sec. XII.

Cantarella. Cognome presente in 276 comuni di tutt’Italia, con circa 900 occorrenze, accentrato nella Sicilia Orient. e partic. nella zona etnea. ╚ il primo cognome a Biancavilla (CT) e ha varie possibilitÓ di derivazione. • 1) Dal greco kßntharos (Rohlfs e Caracausi). Nella zona in esame l’oggetto che pi˙ immediatamente viene in mente Ŕ il diffuso attrezzo da muratori detto appunto cantarella. In questo caso il termine Ŕ forma evoluta dell’antico dialettale cantaredda o candaredda = “recipiente di ferro in cui vengono impastate o con cui vengono trasportate piccole quantitÓ di malta”. ╚ alterato femm. di cÓntaro = “coppa”, “vaso”, “vaso da notte” (latino cantharus, greco kßntharos, da cui anche lo spagnolo cantarilla, alterato di cßntara = “catino, brocca”). In altre zone della Sicilia e dell’Italia Merid. tale recipiente Ŕ detto cardarella = “secchia da muratore” (Piccitto), che corrisponde all’italiano caldarella o calderella = “rozzo secchio troncoconico, piuttosto basso, usato da muratori e manovali per il trasporto a spalla delle malte” (Devoto-Oli) e che Ŕ alterato di caldaia o caldara. • 2) Dall’arabo al-kantarah. Il Caracausi ipotizza anche una derivazione dall’arabo al-qantarah = “ponte”, da cui il toponimo AlcÓntara in ME, e ricorda la Cantarella, salina presso Sutera (CL), e il toponimo Cantarello in CT. • 3) Dal latino cantare. Il Dauzat annota il cognome Cantarel come presente nella Francia Merid., nonchÚ sue varianti nel resto della Francia, e lo spiega come “chi ama cantare”. A tale verbo si rifanno i seguenti altri significati del termine: a) “varietÓ d’allodola”, b) “richiamo dei cacciatori”, c) “cicala” (toscano), d) “cantÓride” (insetto dei coleotteri). E ad esso si connettono alcune citazioni letterarie: “la vorrebbe pijjÓ sta cantarella” (G. G. Belli, “La zitella strufinata”, 6, in Sonetti 392); “ora s’ode un ronzÝo di cantarella” (G. Pascoli, “L’albergo”, 33, in Primi poemetti). • Derivazioni e significati improbab.: 1) dall’arabo qintar, che ha dato il dialettale cantÓru (misura di capacitÓ pari a kg 80) e l’italiano quintale; 2) “canterella”, pianta leguminosa; 3) alterato femm. di cÓntaro (sicil. scÓntaru) = “pesce teleosteo variamente detto pagro, sarago, sargo, sparo”.

Cantone. 1) “Angolo”, “reparto”; 2) alterato del personale Cante (Caracausi). • Attestaz.: Franciscus Cantonus, Italia Merid., 1310.

Capetta. “Testolina”: alterato di capo o meglio del merid. capa = “capo”, “testa”, in riferimento alle piccole dimensioni della testa del/la neonato/a o anche come nome affettivo e nel senso di capetto = “testolina bizzarra, testarda”, soprannome presente anche nella Francia Merid. quale Capet/Capette (Dauzat). Improbab. un collegamento col francese capet, giÓ capat (da cape o chape) = “vestito d’una cappa”), soprannome d’Ugo Capeto, capostipite della dinastia francese dei re capetingi.

Capezzuto. Spagnolo cabezudo (da cabeza = “testa”), dialettale capizzuto = “testardo”. • Attestaz.: sec. XI.

Capizzi. “Capezzali” (dialettale). Toponimo in ME, in latino Capitium, in greco KapÝtzios o Kapitze, in arabo qaysi (che il Diz. di Topon. e il Caracausi correggono in qabisi). • Attestaz.: KapÝtzi, Sicilia, 1168 .

Caponetto. Variante di Caponnetto.

Caponnetto. 1) Alterato di capone, a sua volta alterato di capo, e quindi “testoncina”, in riferimento alle dimensioni della testa (De Felice); 2) alterato del dialettale capuni = “cappone”, “gallo castrato” (Rohlfs).

Cappellani. Dal latino mediev. cap(p)ellanus = “cappellano”, cioŔ in italiano antico “segretario, ufficiale laico, anche comunale”. (Caracausi)

Cappello. Dal latino mediev. cappellus, alterato di cappa. Toponimo in CN. • Attestaz.: Iohannes qui dicitur Cappellu, Montevergine, 1157.

Cappuccino. Alterato di cappuccio o attinente ai frati cappuccini. Toponimo Cappuccini in NA.

Capra. Dall’omonimo animale.

Capri. Toponimo in NA. Il Caracausi ipotizza anche la derivazione dall’arabo al-qabri, greco elkßpre o Kßpres, ma senza darne spiegazione.

CaprÝ. “Verro” (neogreco). (Rohlfs e Caracausi)

Capriccio. Cognome presente in una trentina di comuni ital. di varie regioni, di significato intuitivo.

Capuana. Etnico di Capua (CE). • Attestaz.: sec. XIII.

Capuano. Cfr. Capuana.

Caputo. Derivato di capo: “di testa grossa”. • Frequenza: in Italia 77░. • Attestaz.: Maurus Atrianensis qui dictus est Caputus, Cava dei Tirreni, 1061.

Cara. Casata probab. originaria della Spagna, dove cara significa “capo”, “viso”. Altre possibilitÓ: 1) “amata” o “gradita” (latino e italiano aggettivo cara o nome personale Cara); 2) “testa” (greco poetico); 3) “cranio” (neogreco); 4) arabo qara = “collina”; 5) arabo hara = “vicolo”, “quartiere”, “ghetto”. • Attestaz.: Cara, Cava dei Tirreni, 1028.

Caramazza. Greco kalamßtsia, con radice in kßlamos o kalßme = “ canna” e uscita influenzata da “mazza”. (Caracausi)

Caramma. 1) “Buca”, “caverna”, “vicolo”, “meandro”, le cui caratteristiche sono strettezza, tortuositÓ e scarsa illuminazione (dialettale dall’arabo hara); 2) merid. caramma, caramba = “fessura”, “apertura nel terreno”, dal greco antico chßragma = “incisione”, “taglio”, attraverso il latino regionale charagma (Gioeni e Caracausi). • Nell’Epigramma V del poeta siciliano Giovanni Meli il vocabolo Ŕ adoperato nel senso di “vagina muliebre” (Gioeni); e al significato d’organo genitale (che comunque Ŕ metaforico e per questo cognome improbab.) va ricondotta l’esclamazione spagn. Caramba!, che oggi viene solitamente adoperata nel senso di “cÓspita!”, “accidenti!” e che il Sabatini-Coletti fa derivare da una modificazione eufemistica della parola volgare spagnola carajo indicante l’organo genitale maschile, modificazione avvenuta anche per la parola italiana equivalente e per altre consimili incomincianti con ca- : “caspita”, “cacchio”, “cavolo”.

Carastro. Alterato di caro?

Carbonaro. “Produttore e/o venditore di carbone”. • Attestaz.: Quintinus Carbonarius, Sicilia, 1282.

Carbone. Greco tardo kßrbos, lat. carbo, -nis = “carbone”. • Frequenza di Carbone: in Italia 64░. • Attestaz.: Willelmus Carbone, Sicilia, 1142.

Carboni. La desinenza plur. pu˛ anche essere sing. dialettale di Carbone.

Carcagnola. Femm. di Carcagnolo.

Carcagnolo. 1) “Calcagnolo”, scalpello per il marmo; 2) “garretto”, “peduccio”.

Carcagnuolo. Variante di Carcagnolo.

Carchiolo. 1) Dialettale cracchiolu = “cacchiolo”, germoglio spec. infruttifero, dal lat. catulus = “cacchio”, “cucciolo”; 2) siciliano cracchiola = “sorta d’erba simile alla cicoria” (Caracausi). Cfr. Cracchiolo.

Carciola. Per il Caracausi, alterato di CarcÝa, dal greco antico chalkÚus e greco mediev. ChalkÝas = “ramaio”, “fabbro”. Ma cfr. anche Carchiolo.

Carciotto. Per il Rohlfs, riportato anche dal Caracausi, significa “cappello” e appartiene al siciliano scherzoso.

Cardaci. “Cardo dei lanaioli”. (Rohlfs, riportato anche dal Caracausi)

CardÝ. Greco kardÝon, bovese kardÝ, greco tardo kßrdos = “cardo”. (Caracausi)

Cardinale. Cognome derivato da qualche toponimo o indicante persona che aveva attinenza con qualche prelato.

Cardiota. Cognome pugliese di significato oscuro, forse collegato al cognome Cardia, originato dal greco kardÝa (= “cuore”) o KardÝa (antica cittÓ del Chersoneso).

Carini. Dal nome personale Carino, alterato di Caro, o dal toponimo Carini in PA, giÓ latino Hyccareni, greco Ykkßrenoi, etnico del greco antico “Ykkara. (Caracausi) • Attestaz.: sec. XI.

Cariola. 1) Calabrese cariola = “lucciola” (Rohlfs); 2) da italiano antico cariolo e latino tardo carius = “tarlo” (Caracausi). Ma cfr. anche Carriola.

Carluccio. Alterato di Carlo.

Carmanello. “Carminello”, alterato di CÓrmine.

Carmemi. Forma errata di Carmeni.

Carmeni. 1) Ap˛cope o plur. di Carmenio, antica variante di CÓrmine, che a sua volta Ŕ variante di Carmelo (in ebraico Karm o Cheren + El = “orto o giardino di Dio”), monte della Palestina (oggi Israele) ricordato per un’apparizione della Madonna il 16 luglio 1251; 2) participio del verbo greco kalÚo = “chiamare” (Caracausi). • Attestaz.: KonstantÝnos KalemÚnes, Sicilia, 1238.

Carnevale. 1) “Nato/a in periodo di Carnevale”; 2) dialettale carnaluvari = “carnevale”, nel significato di “chi fa divertire con facezie e motti”, “pagliaccio”, “sciocco”. Su entrambe tali ipotesi concorda il Caracausi. Dal latino carnem levare = “togliere la carne” o dall’italiano carne vale = “addio, carne!” per l’arrivo della Quaresima o “la carne vale” per il maggior consumo nell’imminenza della Quaresima. • Attestaz.: sec. XII (De Felice e Sala Gallini-Moiraghi)

Carollo. 1) Alterato dell’aggettivo caro o del nome personale Caro (De Felice e Sala Gallini-Moiraghi); 2) alterato del latino mediev. Carolus = “Carlo” (Caracausi).

Carone. 1) Alterato dell’aggettivo caro o del nome personale Caro (De Felice e Caracausi); 2) dal nome del santo francese Caron o ChÚron, in latino Caraunus, non risultante nel martirologio romano (Dauzat e Caracausi); 3) dal nome personale neogreco Charˇnes (Caracausi). Improbab. un qualsiasi collegamento col mitologico nocchiero “Caron dimonio”, in latino e francese Charon (Dante, Inf. III 94, 108 e 128). • Attestaz.: sec. XVI.

Carrara. Toponimo in MS e PD: 1) dal latino carraria (via) = “strada per carri”, riconducibile ad un pre-latino mediterraneo carra = “pietra”; 2) dal latino barbarico carrariae = “cave di pietre”. (Diz. di Topon.)

Carriola. 1) Forma errata di Cariola; 2) dall’omonimo mezzo di trasporto il cui nome Ŕ un derivato di carro.

Carrocci. Cognome presente in una ventina di comuni italiani, per lo pi˙ del Lazio. 1) Alterato di carri; 2) dal calabrese carrocciu = “mazzetto di ciliegie” (Rohlfs).

Carrubba. “Carruba” (arabo harrub), frutto del carrubo. Toponimo in CT.

Cartalemi. Di significato oscuro, che nÚ il Rohlfs nÚ il Caracausi spiegano. Quest’ultimo suppone una derivazione solo per la parte finale, dal neogreco LÚmis. Che sia collegabile allo spagnolo cuartal = “quartale”, “quarto”, “quartiere”?

Cartaleni. Forma errata di Cartalemi.

Carucci. Alterato di cari.

Carulli. 1) Variante plur. di Carollo, alterato di caro; 2) “gherigli”, cioŔ interni commestibili delle noci, di provenienza campana (Pensabene).

Caruso. “Ragazzo, garzone”: dal lat. carens usu = “mancante d’esperienza”. Questo cognome, come il corrispondente ital. Ragazzo, Ŕ nato da un soprannome imposto a chi da adulto manteneva le caratteristiche fisiche o morali d’un ragazzo o a chi svolgeva lavori di solito assegnati ai ragazzi. Toponimi e oronimi: Colle Caruso in CB, Forca Caruso in AQ, Piana Caruso in CS, Monte Caruso in FR, IS, PZ. • Frequenza: a Patern˛ 1░, in Sicilia 4░, in Italia 23░. Nella 3^ edizione del CD Pagine Bianche (2001) il primato per Patern˛ Ŕ attribuito a Rapisarda, ma nelle Pagine Bianche d’Internet (motore di ricerca “Virgilio”) aggiornate all’1.II.2002, il primato ritorna a Caruso, che lo detiene anche nel sito d’Internet sicilia.indettaglio.it . Oltre che a Patern˛, Caruso Ŕ il primo cognome ad Avola (SR), Noto (SR) e Pachino (SR) e il quarto a Catania. • Attestaz.: Puccius Carosus, Palermo, 1286 e 1298; Nuccius Carosus pisanus, ibid., 1287; Petrus Carosus, ibid., 1299; ecc. • Per la sua diffusione a Patern˛, in Italia e nel mondo, questo cognome merita una trattazione particolare. Infatti, se tutti si Ŕ d’accordo sul significato, non tutti lo si Ŕ sull’etimologia. Nel 1857 il Biundi ha inteso carusu come “ragazzaccio”, senza fornire alcuna etimologia. Nel 1868 il Traina, riferendo l’anonima ipotesi caret usum = “manca di ragione”, ha a sua volta ipotizzato la derivazione di caruso da caro. Nel 1885, il Gioeni si Ŕ occupato ampiamente della cosa: partendo dal verbo sicil. carusari = “tosare il pelo dei piedi del cavallo” sulla base del verbo gr. kÚiro = “tosare” citato dal Pasqualino, che nel 1785 aveva spiegato “calvo, senza berretta”, ha citato a sua volta il Galiani che intendeva caroso = “testa rasa”. Lo stesso Gioeni ha ricordato che le donne in lutto per la vedovanza esclamavano “Carosa me!” in memoria delle tosature di vedove in segno di lutto e poi ha accostato il caruso siciliano al toso o tosato veneto/lombardo nel senso di “ragazzo”, ribadendo il ricordo delle tosature di ragazzi presso gli ateniesi a tre-quattr’anni d’etÓ per la registrazione pubblica (e al significato di ragazzo con la testa rotonda e rasata Ŕ riconducibile il termine veneto bocia = “ragazzo”, col quale si paragonava il ragazzo ad una liscia boccia da gioco). Nel 1950-’57 il Battisti-Alessio si Ŕ rifatto al latino cariosus = “cariato, guasto, ma anche glabro, liscio, senza peli e quindi tosato”, e ha citato anche il latino mediev. carosus = “bestia giovane sopra l’anno” e il calabrese carr˛ = “asino giovane”. Nel 1978 il De Felice e nel 1984 il Rohlfs si sono limitati al significato del vocabolo, senza fornire etimologia. Nel 1985 il Pensabene, riferendosi ai giovani trasportatori di zolfo delle miniere siciliane, ha inteso caruso = “usato come carro”; ma ha ignorato che carusi non sono solo quelli delle miniere di zolfo, bensý i ragazzi in generale. Nel 1986 il Varvaro ha esposto un’ampia e ragionata rassegna delle varie spiegazioni ed etimologie registrate a partire dal 1519, corredandola col disegno di vari carusedda e riportando anche l’ipotesi avanzata nel 1878 dal D’Ovidio carusu = garrusu (“sodomita”), secondo il punto di vista dei pedofili di quel tempo: ipotesi respinta nel 1914-22 dall’Olivieri e nel 1924 dallo Spitzer, senza che mai in seguito sia stata accolta da altri; ma ha dichiarato “inspiegabile” il verbo carusari e “altrettanto oscuro” il nome carusu. Nel 1987 il Ciccia proponeva la derivazione dal latino carens usu, ora confermata. Nel 1993 il Caracausi si Ŕ rifatto al citato latino cariosus = “cariato, glabro, liscio, calvo”, applicando quest’etimologia anche ai cognomi Carosio e Carosello e ai toponimi e oronimi Caruso (= “spoglio, privo di vegetazione”); ha ricordato che nel 1977 il Rohlfs s’era rifatto anche lui al verbo siciliano carusari = “tosare”, precisando che questo deriva dal verbo greco kurßzo = “tosare”. Nel 1995 lo Zingarelli si Ŕ rifatto al latino cariosum = “tarlato, calvo, tosato”. Nel 1997 anche il Sala Gallini-Moiraghi ha ritenuto pi˙ probabile l’ipotesi carosare = “tosare”; e alla stessa ipotesi si Ŕ rifatto il Sabatini-Coletti, intendendo caruso = “rapato” e ritenendolo connesso forse al latino cariosum = “cariato” o forse al verbo greco kÚirein = “tagliare”; mentre il Martin ha riportato come probabile l’anonima ipotesi ottocentesca caret usum = “manchevole di ragione, quasi alludendo alla inevitabile mancanza di senno che caratterizza la giovane etÓ”. Dalla sopra riportata rassegna si nota che tuttora il vocabolo siciliano carusu non ha un’etimologia sicura ed univoca: quella latina carens usu proposta nella 1^ edizione del presente libro in data 1987 (espressione grammaticalmente pi˙ corretta rispetto a caret usum) appare la pi˙ semplice, lineare ed evidente, oltre che poetica: car[ens]usu, perchÚ quando si pronuncia questa parola non si pensa alla tosatura o alla forma della testa, ma si sottolinea sempre la mancanza d’esperienza e di prudenza del ragazzo. Infine si ricordi che da carusu derivano caruseddu = “salvadanaio”, oggetto originariamente d’argilla caro ai ragazzi, e la competizione/manifestazione agonistica o spettacolare a forma circolare in italiano detta carosello, succedanea della giostra rinascimentale in cui i contendenti si lanciavano delle palle d’argilla, in latino dette testae. A volte, per˛, tale competizione/manifestazione Ŕ stata detta carosella o delle caroselle: Ŕ il caso della Giostra dei caroselli detta anche Giostra delle caroselle, opera dei pittori Filippo Lauri e Filippo Gagliardi (entrambi del sec. XVII) che rappresenta i festeggiamenti svoltisi a Roma nel 1656 per l’arrivo della regina Cristina di Svevia. Inoltre carosello Ŕ detto una specie di cetriolo pugliese; e per il dialettale caruseddu il Varvaro riprende dal Piccitto il significato metaforico (ritenuto tipico di Patern˛) di “organo sessuale della donna”, presente spec. nella locuzione scherzosa rumpiri u caruseddu = “togliere la verginitÓ ad una fanciulla” .

Casabona. “Casa buona”.

Cascio. Latino caseum = “cacio”.

Casella. Alterato di casa.

Caserta. Dall’omonima cittÓ campana, che il Finamore fa derivare da casae hirtae = “capanne elevate” e il Caracausi dal latino mediev. casa irta = “localitÓ in posizione impervia”. Idronimo e toponimo in RC, che per il Pensabene deriva dal greco chersos + latino erta = “salita brulla”.

Cassibba. Cognome accentrato nella Sicilia Merid. e sparso in una settantina di comuni italiani di varie regioni. 1) Arabo khasibah = “abbondante” (MiccichÚ); 2) CÓssibba, cioŔ CÓsaba o Casba, antico casale in EN, dall’arabo qas(a)b(ah) = “canneto”, “cittadella”; 3) CassÝba, dall’arabo qassab = “macellaio”. (Caracausi)

Cassisi. 1) “Meraviglioso nel suo genere di grandezza, sperticato” (Traina); 2) “lungo, alto” (Rohlfs); 3) arabo qasis = “presbitero”, “prete cristiano”, “vescovo” (Pellegrini).

Castelbanese. Forma errata di Castelbonese.

Castel Bonese, Castelbonese. Etnico di Castelbuono, toponimo in PA.

Casteli. Forma errata di Castelli.

Castellana, Castellano. 1) “Castigliana/o” (spagnolo); 2) “abitante del castello” (anche nome personale).

Castelli. Toponimo in varie regioni di significato intuitivo. • Frequenza: in Italia 88░.

Castello. Variante meno diffusa di Castelli.

Castiello. Variante campana di Castello.

Castiglione. Alterato dello spagnolo castillo = “castello”. Dal latino mediev. castellio = “piccolo castello”. Corrisponde allo spagnolo Castejon e al francese ChÔtillon. Toponimo in CT e altrove.

Castorina. 1) Alterato femm. del nome personale CÓstore o del nome comune castoro, indicante un mammifero; 2) femm. di castorino, specie di pelliccia o pannolano ricavata da castoro o nutria.

Castriolli. Derivato o etnico di Castro.

Castro. Dal latino castrum e bizantino kßstro(n) = “castello” anche della galea, “cittÓ fortificata”, o da qualche suo composto come il toponimo Castronuovo (PA), giÓ detto Kassar, Krastos, Kastros. Toponimo frequente in varie regioni italiane, in Spagna e in America: fra l’altro a San Francisco (California) c’Ŕ il rinomato quartiere Castro, centro di riferimento degli omosessuali del mondo.

Catalano. Etnico di Catalogna. • Per secoli, dai Vespri Siciliani — e anche prima (perchÚ condottivi inizialmente da Roberto d’Angi˛) e dopo — vennero e si stabilirono in Sicilia e in Italia Merid. numerosi catalani, aragonesi e valenzani, che occuparono anche posti di comando o di rilievo, con un importante ruolo storico. • Frequenza: in Sicilia 20░.

CatÓlfamo. Di significato oscuro, nonostante che si possa intravedere in esso il greco katÓ (“sotto”) + femÝ (“parlo”).

Catania. Dall’omonima cittÓ siciliana. Greco Katßne, latino CÓtina o CÓtana = forse “catino” o “sotto l’Etna”. Arabo balad af-fil = “paese dell’elefante” (Pellegrini).

Catanuto. Siciliano catanudu = “completamente nudo”. (Rohlfs e Caracausi)

Catanzaro. Dall’omonima cittÓ calabrese, che per il Pensabene Ŕ il greco katß = “presso” + il latino assarium = “tavoliere”, ma la cui seconda parte potrebbe anche essere l’arabo anzÓr = “terrazza” e calabrese anzara = “pianoro sopra un precipizio”.

Catavello. Evoluzione di Cataudello, Cataurello, Catavorello = “Cataldello”, alterato di Cataldo.

Catena. 1) Dal toponimo in varie regioni, fra cui Aci Catena (CT) e Catenanuova (EN), significante uno sbarramento per catene montuose o altro materiale attraverso vie di comunicazione; 2) nome di donna imposto per devozione alla Madonna della Catena.

Catenazzo. Alterato di Catena.

Catrimi. Forma errata di Catrini.

Catrini. “Caterini”, in onore di S. Caterina. Dal greco katharˇs = “puro”.

Cattoretti. Cognome lombardo di significato oscuro.

Caudullo. Alterato del dialettale cÓudu = “caldo”.

Cavallaro. “Allevatore e/o guardiano di cavalli”, “guida di cavalli da carico”. Il Caracausi ricorda che nel feudalesimo il miles caballarius (latino) era uno dei soldati a cavallo, per lo pi˙ nobile, che il feudatario era tenuto a fornire al re. Il cognome deriva da questo milite o dal mestiere di allevatore o guardiano o guida. Toponimo in CT e VI; toponimo Cavallara in MN; toponimo Cavallari in AQ e ME.

Cavalli, Cavallo. Da un soprannome derivato per somiglianza o attinenza ai cavalli, in latino mediev. detti caballi.

Cavallino. Alterato di Cavallo. • Attestaz: Petrus Caballinus, Cava dei Tirreni, 1025.

Cavarra. Dal lat. cavaria = “contrada di cave”. Toponimo in VA. (Caracausi)

Cedro. Dalla pianta del Libano simile al larice. • Attestaz. Cedrus presbiter, Cava dei Tirreni, 1035.

Ceggegi. Forma errata di Caggegi.

Celano. Toponimo in AQ, che potrebbe derivare dal nome personale latino Caelus col suffisso prediale -anus.

CelÝa. 1) Bovese cilÝa = “ventre”, cioŔ persona panciuta, dal greco koilÝa = “cavitÓ”, “cavitÓ intestinale”; 2) greco ka´lÝas, neogreco ka´lßs, greco mediev. kaÚla = “calore, ardore”, caratteristica personale (Caracausi).

Celsa. 1) Probab. dal latino mediev. morus celsa = “gelso” (Caracausi); 2) improbab. nome femm. settentr. imposto per devozione a qualche santo/a, il quale continua il romano Celsus = “eccelso, alto, d’elevate doti” (De Felice). • Attestaz.: sec. XIII.

Centamore. “Di cento amori”. (Rohlfs)

Centorino. Alterato di Centore = “cent’ore”. (Caracausi)

Cerami. Toponimo in EN, dal greco kerßmion = “tegolino, mattone, coccio”. (Alessio, in Pellegrini e Diz. di Topon.)

CerÓvolo. Cfr. CirÓolo, CirÓvolo.

Cerniglia. Dal dialettale cirnigghiu = “crivello per pulire il grano”.

Certo. “Sicuro”. • Attestaz: sec. XII.

Chiantello. Dialettale chianteddu = “ piantatoio”, attrezzo con cui si fanno buchi per piantare.

Chiara. Dal latino clara = “chiara, splendente”. Nome di donna imposto o per il suo significato dovuto a doti fisiche e morali o per devozione a S. Chiara d’Assisi. Pu˛ anche intendersi “figlio/a di Chiara”.

Chiaramonte. Dal toponimo Chiaramonte Gulfi (RG), che, insieme con Chiaromonte (PZ), ha avuto nome dal casato normanno di Clairmont = “chiaro monte” (Caracausi). • La famiglia Chiaramonte, i cui principali esponenti furono Giovanni e Manfredi il conte di M˛dica (RG), nel sec. XIV condusse un’aspra lotta contro la famiglia Ventimiglia, il cui principale esponente fu Francesco, e venne in tanta potenza che la sua signoria in Sicilia fu paragonata a quella dei Visconti a Milano (Romano).

Chiarello. Cfr. Chiara.

Chiarenza. 1) “Chiarezza”, “splendore”, “trasparenza” (dialettale); 2) dal nome personale latino Clarentia (Caracausi); 3) da Clarenza/Chiarenza, localitÓ della Morea (Grecia), nota durante la guerra veneziana di Morea (1684-1699). • La famiglia Chiarenza nel 1714 ospit˛ a Patern˛ il novello re di Sicilia Vittorio Amedeo II di Savoia.

Chiarina. Alterato di Chiara.

Chiavetta. Alterato di chiave.

ChinÓ. Probab. dal greco chenÚa = “specie d’erba” o dal neogreco chţna = “anitra”.

ChÝnnici. “Quindici”, nome del quindicesimo figlio ovvero di chi per altra ragione era legato a tale numero. ╚ errata la pronuncia piana ChinnÝci. (Dialettale)

Chiovetta. 1) Forma errata di Chiavetta (su cui concorda il Rohlfs); 2) alterato del dialett. chiovu = “chiodo” (Caracausi).

ChirelŔison. Forma errata di ChirielŔison.

ChirielŔison. “Signore, abbi pietÓ!” (Greco). Inizio delle litanie. Probab. il cognome indicava un/a trovatello/a ed Ŕ stato attribuito dal capriccio o dall’estemporanea invenzione di chi lo ha imposto. Ma potrebbe anch’essere un’invocazione di preghiera per il/la neonato/a o per i genitori. • Attestaz.: Petrus Cirieleison, Montevergine, 1171.

ChÝsari. 1) Greco kÝseris = “pietra pomice”, “lava”, “roccia”; 2) continuazione del cognome greco KlÝsaris (Rohlfs e Caracausi). Antico casale tra S. Maria di Licodia e Biancavilla (CT). • Frequenza: a Patern˛ 31░.

Ciadamidaro. Variante di Ciaramidaro.

Ciancio. Spagnolo Sancho = “Sancio”, che come cognome Ŕ diffuso in Calabria, mentre Ciancio Ŕ tipico della zona etnea. Dal latino Sanctius, da cui l’italiano Sanzio = “dei Santi”, “dedicato ai Santi”.

Ciancitto. Alterato di Ciancio.

Ciano. 1) Calabrese cianu = “macilento” (Rohlfs); 2) abbrev. di Luciano e nomi simili. Toponimo in TV.

CiantÝa. Deverbale del siciliano ciantiari = “burlare”. (Rohlfs)

Ciaramella. “Cornamusa”.

Ciaramidaro. 1) “Ciaramellaio”, fabbricante, venditore o suonatore di ciaramelle (dialett.); 2) “fornaciaio”, dal greco keramÝs, -mÝdos = “tegola, argilla” (Caracausi).

Ciatto. Siciliano ciattu e spagnolo chato = “piatto”, “schiacciato”, “camuso”; dialettale chiattu = “piatto di corporatura”.

Ciavorella. Francese chevrel (pronuncia scevrŔl), siciliano ciavaredda e dialettale sciavarredda = “capretta”. Cfr. Sciavarrella. • Attestaz. sec. XIV.

Ciccarello. Alterato di Cicco. Cfr. Ciccia. • Attestaz.: sec. XIV.

Ciccia.“Francesca” (ipocoristico dialettale, femm. di Cicciu). Accentrato a Patern˛, dov’Ŕ uno dei cognomi tipici, questo cognome nel 2003 Ŕ presente in 123 comuni di 14 regioni italiane (con maggior frequenza in Sicilia, Calabria e Lombardia) e in 12 Stati esteri (con maggior frequenza in CanadÓ, Argentina e Stati Uniti d’America) [9]. Per quanto riguarda il comune di Patern˛, in Pagine Bianche del 2000 figuravano 78 abbonati di cognome Ciccia e nel sito d’Internet sicilia.indettaglio.it ammontano a 368 le persone che hanno tale cognome: numeri neanche immaginabili in qualsiasi altra localitÓ dov’Ŕ presente lo stesso cognome, il quale fa di Patern˛ il quartier generale dei Ciccia. Il nome personale Francesco/a ha prodotto alcune abbrev. familiari:Cecco/a, Cesco/a, Ciccio/a, Ciccu/a, che nelle lingue locali assumono varianti particolari: ad es. a Malta Cikku/a Ŕ nome d’anagrafe, come Ciccio/a tuttora in Italia. C’Ŕ poi una serie d’alterati, come Ceccarello/a, Ciccarello/a, Cicciarello/a, ecc. Dunque nell’Italia Merid. Ciccia Ŕ un matronimico (= “figlio/a di Francesca”) ed esclude il significato di “carne” che il Rohlfs nel 1979 aveva erroneamente ipotizzato per la Calabria, mentre nel 1983 per la Sicilia ha corretto l’errore. La spiegazione Cicciu= “Francesco” si trova giÓ nel CagliÓ del 1840 (a pag. 44), mentre la spiegazione Ciccia= “Francesca” Ŕ espressamente fornita dal Biundi nel lontano 1857 (a pag. 2 dell’appendice al suo dizionario) e seguita dal Rohlfs nel 1983, dal Ciccia nel 1987 (1^ edizione del presente libro), dal MiccichÚ nel 1991 e dal Caracausi nel 1993, nonchÚ approvata dal Pellegrini nella prefazione del 2003 a questo libro. A sua volta Francesca, derivante dal latino Francisca o FrÓncica= “appartenente alla popolazione dei Franchi”, “oriunda o proveniente dalla Francia”, Ŕ dovuto alla devozione verso S. Francesco (d’Assisi e — nell’Italia Merid. — di Paola). Si segnalano infine il monte Ciccia, vicino a Messina, e la contrada Ciccia nel comune calabrese di Sant’Onofrio (VV). • Frequenza: a Patern˛ 26░. • Attestaz.:Ciccia console, non meglio identificato, 1157, e Gualfreduccio Ciccia, capitano di custodia di Porta Travalli [10] 1281 (Studio Araldico di Genova);Gherardo Ciccia de’ Lamberti, Siena, 1260 (Giovanni Villani, Nuova Cronica al 1260, VII 77 1).

CicciÓ. Dal greco kyrkiÔs = “falconiere”, da cui il cognome CirciÓ, che poi, per assimilazione della consonante r alla susseguente c, Ŕ divenuto CicciÓ.

Cicciarella. Alterato di Ciccia.

CÝcero. Latino cicer, dialettale cÝciru = “cece”. • Attestaz. Cicerus, Cava dei Tirreni, 961; Castelmanno, qui et Cicero vocatur, ibid., 964; presbiter Cicerus, Palermo, 1287; Iohannes Cicerus, Palermo, 1332.

Cicerone. 1) Alterato di CÝcero; 2) “strillozzo”, uccello con una protuberanza come un cece sul becco.

Cifalino. 1) Greco kefßlion o kefalÝs = “piccola testa”; 2) “cefalico”, “chi alla nascita presentava la testa”; 3) attinente al toponimo CÝfali di CT e altrove, dal greco antico kefalÚ e neogreco kÚfales = “testa”, “capo”, “inizio”, “sorgente”; 4) attinente al pesce cefalo (Rohlfs); 5) alterato del cognome Cefalo, dal greco antico kÚfalos = “cefalo, muggine”, latino mediev. cephalus = “stolto, inetto” (Caracausi).

Cifalin˛. Cfr. Cifalino, con accento finale che potrebbe risalire all’epoca bizantina. Il Rohlfs attesta il cognome Kephalinˇs in Grecia.

CÝmbali. Dal siciliano cÝmbalu = cembalo”? (Rohlfs e Caracausi, che citano un toponimo Křmbalis in zona di Messina nel 1328)

Ciminata. “Luogo pieno di comini”: dal siciliano e calabrese ciminu = “comino”. Toponimo CiminÓ in RC, con stesso significato. (Caracausi e Diz. di Topon.)

Ciotta, Ciotto. 1) “Zoppa/o” (“Ciotto di Ierusalemme”: Dante, Par. XIX 127); 2) abbrev. di Feliciotto e nomi simili (Caracausi).

Cipolla. Da qualche somiglianza o attinenza alla cipolla. Attestaz.: sec. XIII.

Cipria. Etnico di Cipro: dal greco křprios e latino cyprius, a loro volta dal greco Křpros, isola mediterranea e pianta odorosa, la cui polvere Ŕ un cosmetico. Attributo di Venere.

Cipriano. Etnico di Cipro, ma anche nome di santi. Attestaz.: sec. XIII.

Ciraldo. 1) Variante di ceraldo = “incantatore di serpenti” (Cfr. Luigi Pulci, Morgante, XXIV, 127, 3, e CirÓolo, CirÓvolo); 2) “Geraldo” (“Gerardo”, “Gelardo”, “Gherardo”), dal germanico ger = “lancia” + ha(r)d o walda = “forte”, “potente”. • Attestaz.: sec. XV.

Ciramello. Attinente al toponimo Cerami (EN), dal greco kÚramos = “argilla”, kerßmion = “vaso di terracotta”, keramÝs = “tegola”, “mattone”, “coccio”.

Cirami. Variante dialettale di Cerami.

Ciranna. 1) Greco mediev. kyrß Anna = “signora Anna” (Rohlfs); 2) siciliano cirana = “specie di ranocchio” (Traina), che il Pellegrini fa derivare dall’arabo garan(a) = “rana” e che Ŕ ipotizzata anche dal Caracausi. • Attestaz.: Chyrßnna mulier, Palermo, 1299.

CirÓolo, CirÓvolo. 1) “Incantatore di serpenti”, “imbonitore, ciarlatano, imbroglione”, dal greco kerßules = “suonatore di flauto o corno” (Pasqualino, Traina e De Felice). Il Rohlfs ricorda l’antico ceraldo = “incantatore di serpenti” e cita l’Alessio che fa risalire questi cognomi all’antico francese charautt o charaude = “fattucchiere”, “stregone”, ipotesi confermata dal Dauzat, mentre il Caracausi cita il Greimas che collega la voce all’antico francese charai(t), dal latino character: ma il Varvaro, che nell’ampia rassegna offerta ricorda anche il calabrese cirÓulu = “diavolo, demonio”, non ammette derivazioni dal francese; 2) “esorcista”, “guaritore”, “impostore”, dal participio greco cheirobolˇn = “uno che stende le mani o allarga le braccia”. Il Cunsolo Ŕ pi˙ vicino a quest’ultima ipotesi; e, prendendo le mosse dal PitrÚ e facendo un’ampia trattazione di questo cognome, si rifÓ al culto in onore di S. Paolo (morsicato da una vipera e rimasto indenne), dal quale deriverebbero varie virt˙ soprannaturali o paranormali, come quella di operare guarigioni, vincere animali velenosi o pericolosi, predire il futuro (cosa che in seguito pu˛ avere portato agl’interessati la nomea di ciarlatani); ma respinge l’ipotesi relativa agl’incantatori di serpenti con o senza strumenti musicali, perchÚ S. Paolo e i suoi seguaci agivano senza tali strumenti. • Attestaz.: chiraulu o cheraulo, Italia Merid., sec. XIV, e Iacobu lu chiraulu, Catania, 1480 (Varvaro).

Cirillo. In onore di uno dei santi omonimi. Greco Křrillos, latino Cyrillus, dal greco Křrios = “Signore”. • ╚ il primo cognome a Boscoreale (NA) e Torre Annunziata (NA).

Cirino. 1) In onore di S. Cirino, uno dei tre fratelli martiri (Alfio, Filadelfio o Filadelfo e Cirino) di Lentini (SR), particolarmente venerati anche a Trecastagni (CT) e Sant’Alfio (CT); 2) “cefalo, sorta di pesce” (Rohlfs, contestato dal Caracausi); 3) alterato di Cirio o Ciro (Caracausi), per cui cfr. Cirillo e Cirolli; 4) “cerino”, “stoppino” (Traina). • Attestaz.: sec. XIII.

Cirmena. Greco křr MenÔs (latino MŔn(n)as) = “signor MenÓs o Menna”, probab. dal greco mÚn, menˇs = “luna”. (Caracausi)

Cirnigliaro. “Chi fa crivelli”: dal dialettale cirnigghiu = “crivello per pulire il grano”.

Cirolli. Alterato di Ciro. Greco Křros = “Ciro”, ma anche “forza, potenza, autoritÓ”.

Cittadino. Dall’identico nome personale = “abitante di cittÓ”. (Caracausi)

Ci˙ffolo. Alterato di ciuffo.

Clarenza. Cfr. Chiarenza.

Clemente. Nome di santi, papi e antipapi, esprimente o augurante benignitÓ e indulgenza.

Clemenza. Da un nome o soprannome dovuto a benignitÓ e indulgenza. • Attestaz.: domina Clemencia, Sicilia, 1186.

Cocimano. Forma evoluta di Cusmano.

Coco. “Cuoco”. • Attestaz.: Andreas Cocu, Sicilia, 1188.

Coffa. Specie di sporta fatta con foglie di palma. Legata alla cavezza, serve anche per dare da mangiare ai cavalli e simili quadrupedi durante i viaggi. (Dialettale dall’ar. quffa)

Colantonio. 1) “Nicola Antonio” (Rohlfs e Sala Gallini-Moiraghi); 2) greco kalo-Antˇnes = “buon Antonio” (Caracausi).

ColÓntropo. 1) “Nicola uomo”; 2) greco kal˛s ßnthropos = “bell’ (cioŔ buon) uomo”.

Colicchia. “Nicolicchio”, alterato di Cola, a sua volta ipocoristico di Nicola.

Colombo. Dal nome personale latino Columbus/a, imposto in ricordo della biblica colomba della pace o in onore dello Spirito Santo da quest’uccello rappresentato. • CittÓ dello Sri Lanka o Ceylon. • Frequenza: in Italia 7░. ╚ il primo cognome a Lecco, Buccinasco (MI), Cernusco sul Naviglio (MI), Cinisello BÓlsamo (MI), Giussano (MI), Lainate (MI), Legnano (MI), Meda (MI), Novate Milanese (MI), Parabiago (MI), Rho (MI), Sesto S. Giovanni (MI), Busto Arsizio (VA) e Gallarate (VA); e ai primi posti in altre cittÓ.

Colonna. Da un soprannome indicante somiglianza con la colonna o attinenza col toponimo in RM. • Attestaz.: Iohannes de Columpna, Palermo, 1283. • ╚ il secondo cognome ad Altamura (BA).

Coltraro. “Fabbricante o venditore di coltri”. • Attestaz.: Mactheu Cultraru, Palermo, 1480.

Coluccio. “Nicoluccio”, alterato di Cola, a sua volta ipocoristico di Nicola. • Attestaz.: Vivianus de Colucio, Palermo, 1327.

Comes. “Compagno” o “conte”, titolo di funzionari e ministri nel Basso Impero. (Greco tardo e latino tardo)

Cometa. Greco komÚtes = “chiomata” o “(stella) con chioma.”

Comis. 1) “Gentile, affabile, cortese” (latino); 2) variante di Comes.

Compagnone. Alterato o variante di compagno. • Attestaz.: sec. XII.

Condorelli. 1) Alterato di Condr˛, in greco chondrˇs = “grosso” (Rohlfs e Caracausi), aggettivo solitamente riferito al sale granuloso e grossolano: Condr˛ e Cundr˛ sono cognomi frequenti in Calabria e ME, e Condr˛ Ŕ toponimo in ME e CZ; 2) alterato del grecÓnico kondo = “basso”, “corto”, “vicino” (Pensabene): il riferimento potrebbe essere alla statura della persona o a qualche localitÓ vicina o di confine, quale C˙ndera (calabrese C˙ndura) in RC.

Confalone. “Gonfalone”. Dal francese antico gonfalon, che ricalca a sua volta il francone gund = “guerra” + fano = “bandiera”. (Cosmai) • Attestaz.: sec. XIII.

Confolone. Forma errata di Confalone.

Conigliello. Alterato di coniglio o Coniglio.

Coniglio. Da un soprannome derivato dall’omonimo animale. (Latino cuniculus) • Attestaz.: Goffredus Cunigllus, Palermo, 1286; Nicolaus Cuniculus, ibid., 1298; Matheus Cuniculus, Palermo, 1333.

Coniglione. Alterato di coniglio o Coniglio.

Consalvo. Nome personale spagnolo: “Gonzalvo”, “Gonzalo”, che il De Felice fa derivare dal germ. gunth = “combattimento” + salwa = “salvo”. • Attestaz:.Gundisalvus e Gunsalvus, Spagna, sec. IX (De Felice); notaru Consalvu, Sicilia, 1351; Dominicus Consalbus, Sicilia, 1288.

Consiglio. Nome in onore della Madonna del Buon Consiglio o indicante qualche consigliere o funzionario. • Attestaz.: Michael Consilius, Palermo, 1097.

C˛nsoli. La desinenza plur. pu˛ anche essere sing. dialettale di C˛nsolo.

C˛nsolo. “Console”. (Antico italiano)

Contarino. Cognome con circa 400 occorrenze in 124 comuni, accentrato fra CT e ME, con buone presenze in Lombardia e Piemonte, ma sporadicamente presente anche in quasi tutte le altre regioni. 1) Cognome KontarÝnis in Grecia, da greco kontßrion = “giavellotto, lancia” (Rohlfs e Caracausi); 2) siciliano per “contadino” (MiccichÚ); 3) cognome veneto Contarini e toponimo Contarina in RO, collegato al germanico Gontari (Diz. di Topon.) o forse al longobardo Guntarini (Caracausi). • Attestaz.: Guntarini, Sovana, 752; Contarius, Cava dei Tirreni, 852; Rolandus Contareni, Bari, 1122 (antico tedesco Gundar o Guntar, da germanico *Gundi-harja); LÚon Kontßrios, Palermo, 1122.

Conte. “Persona al servizio di tale nobile o abitante presso di lui. In qualche caso il cognome, che niente ha a che vedere con la nobiltÓ, si basava forse su una rassomiglianza fisica o, pi˙ verosimilmente, sul carattere altero della persona a cui fu dato.” (Dal Cin) • Cognome con una sola occorrenza a Patern˛. Cfr. Conti. • Frequenza: in Italia 37░.

Contessa. Femm. di Conte. Toponimo Contessa Entellina in PA, che ricorda la contessa Caterina Cardona, fondatrice del centro abitato. (Diz. di Topon.) • “Il nome personale femminile Contessa compare spesso in documenti medievali senza alcun riferimento nobile e il significato era allora pi˙ vicino all’origine latina; spesso indicava semplicemente la compagna’”. (Dal Cin)

Conti. “Conte”(merid.), “conti” (settentr.), “dei conti”: 1) titolo nobiliare (gerarchia araldica a partire dall’alto: principe, duca, marchese, conte, barone); 2) epiteto scherzoso; 3) soprannome per indicare una persona al servizio di qualche conte o a lui rassomigliante. Cfr. Conte. Dal lat. comes = “compagno, accompagnatore, compartecipe”. • Frequenza: in Italia 13░. ╚ il primo cognome a Sesto Fiorentino (FI) e il secondo a Imola (BO). • Attestaz.: Rogherios Kontis, Sicilia, 1111.

Conticello. Alterato di Conte o Conti.

Contaguglia, Contiguglia. “Conte Aguglia” = “conte Ago” (probab. “sottile come un ago”, dal dialettale ahugghia) o “conte Aquila” (latino acus, provenzale agullia, italiano mediev. aguglia). Per Aguglia il Caracausi prospetta anche il latino mediev. agulia = “obelisco”, da cui l’italiano “guglia”.

Contino. Alterato di Conte o Conti.

Contr˛. Cfr. Condorelli.

C˛ppola. Tipico berretto siciliano: alterato o derivato di coppa. • Frequenza: in Italia 47░. • PÚtros Cˇppola, pergamene greche di Sicilia, 1180; Nicolaus Coppula, Palermo, 1282; Franciscus Coppula, S. Maria di Malfin˛, 1296.

Coppone. 1) Alterato di coppo = “mestolo”, “orcio, vaso di terracotta o di metallo per olio e vino, mestolo” o anche “tegola”; 2) alterato di coppa = “calice” o anche “nuca, parte posteriore del capo”. Il Caracausi ipotizza anche un alterato del nome Coppo, ipocoristico di Giacomo.

Corallo. Nome affettivo e augurale: “bello e prezioso come il corallo”.

Cordaro. “Fabbricante o venditore di corde”. • Attestaz.: Vitalis Cordarius, Messina, 1335.

Corello. Nome affettivo equivalente a “cuoricino mio” (alterato di cuore) o abbrev. di nomi come Bonocore.

Corito. “Nudo”, “timido” (Spagnolo)

Cormaci, Cormagi. Alterati del greco kormˇs = “tronco”. (Rohlfs) • Attestaz.: sec. XII.

Corona. 1) Traduce il greco Stefano; 2) da un soprannome indicante sovranitÓ e potere; 3) da un nome di donna, che per il Caracausi potrebbe anche voler dire “cornacchia”.

Coronella. Alterato di Corona. Toponimo in FE.

Corrao, Corrau. Cfr. Currao.

Correnti. Dall’italiano corrente = “acqua corrente”, “corrente marina”, “travicello”, “architrave”, “corsiero”. • Attestaz.: Guillelmus Currente, Brindisi, 1307.

Corsaro. 1) “Corsaro”, cioŔ pirata (Rohlfs); 2) dal latino mediev. cursarius = “scrivano che annota rapidamente” (Caracausi, che per˛ riporta anche il Rohlfs). • Frequenza: a Patern˛ 24░.• Attestaz.: GuliÚlmos Kursßres, pergamene greche di Sicilia, 1191; Petrus Cursarius, Bari, 1305; Petrus Cursarus, ibid., 1310.

Corselli. Alterato plur. di Corso. ╚ da escludere il significato plur. dell’italiano corsello = “spazio che intercorre fra due letti o fra il letto e il muro” presente nell’enciclopedia Curcio.

Corso. Abbrev. d’Accorso o Bonaccorso. • Attestaz.: sec. XIII.

Cortese. Cognome diffuso in oltre mille comuni italiani. 1) Latino mediev. curtensis = “chi vive, lavora abita in una corte” (Caracausi); 2) chi vive in una corte signorile o ha il carattere del gentiluomo di corte: “umano, affabile, gentile”. Il Cosmai localizza al Nord l’ipotesi 1 e al Sud la 2.

Corti. “Bassi di statura”.

Corveddu. “Corbello”. Cognome sardo: variante di Corbeddu, alterato (prob. indicante filiazione) di Corbe, che corrisponde al logudorese corbe = “corba, cesta”. (Pittau)

Cosentino. Etnico di Cosenza, dal latino Consentia o Cosentia, che per il Diz. di Topon. Ŕ in relazione col verbo consentire e quindi indica “concordia”, mentre per il Rohlfs significa “luogo di confluenza di fiumi”.

Costa. 1) “Riva, pendio”, da qualcuno dei numerosi toponimi in varie regioni (De Felice); 2) dal nome personale greco Kˇstas, latino Costans? (Rohlfs); 3) per il Sud, greco tardo Kˇnstas e Kˇnsta o Kˇnstu, dal lat. Constans = “Costante”(Caracausi). • Frequenza: a Patern˛ 19░, in Sicilia 12░, in Italia 15░.• Attestaz.: Kˇnstas, Sicilia, 1095; papÔ ( = prete) Kˇstas MakrÝs, ibid. 1264.

Costantino. Alterato di Costante o Costanzo. Nome di papi, imperatori e re. • Attestaz.: Constantinus Sardus, Palermo, 1287.

Costanzo. Nome latino Constantius legato al concetto della costanza. • Attestaz.: Konstßntzos, Sicilia, 1239; Iacobus de Constancio, Sicilia, 1282.

Cotitta. Alterato del dialett. cuti = “cote, ciottolo”.

Cottone. Dialettale cuttuni, arabo qut˙n “cotone”. Probab. si trattava d’un soprannome dovuto ad attivitÓ lavorativa. Il Pellegrini afferma che la coltivazione del cotone fu introdotta in Sicilia nel sec. XI-XII. Toponimo in CT.

Covelli. Abbrev. di Iacovelli = “Giacomelli”, a sua volta alterato di Giacomo.

Cozzetto. Alterato del dialettale cozzu = “nuca” (Rohlfs) e anche “collina, roccia isolata, rupe” (Caracausi).

Cozzubbo. Calabrese cuzzupu = “paniere senza manico”, “fanciullo paffuto e di piccola statura” (Caracausi).

Cracchiola. 1) Femm. di Cracchiolo; 2) siciliano cracchiola = “sorta d’erba simile alla cicoria” (Caracausi).

Cracchiolo. 1) “cacchiolo”, germoglio spec. infruttifero, dal latino catulus = “cacchio”, “cucciolo”; 2) siciliano cracchiola = “sorta d’erba simile alla cicoria” (Caracausi). Cfr. Carchiolo.

CrascÝ. 1) neogreco krasÝ = “vino” (Rohlfs); 2) greco krasÝas = “venditore di vino”; 3) greco krasÝ = “vinaio” (Pellegrini). • Attestaz.: FÝlippos KrasÔs, Palermo, 1112.

Craxi. Grafia antiquata di Crasci, da CrascÝ. (Caracausi) • Attestaz.: Elia Crasi, Palermo, 1332.

Cricco. Greco krÝkos = “anello”,”bracciale”, “collana”.

Crimi. Dal nome personale greco Klimis, corrispondente al latino Clemens = “Clemente”. (Rohlfs e Caracausi) • Attestaz.: Nicˇlaos Klimi, Calabria, 1243 (Rohlfs).

CrisÓ. 1) Da Kl(e)isßs, cognome in Grecia. (Rohlfs); 2) dal greco antico chrysÔs = “orefice” o dal greco mediev. chrysˇs = “aureo” (Caracausi).

Crisafi. “Oro”. (Neogreco e bovese) • Attestaz.: Nicˇdemos monachˇs o chrysßfis, Sicilia, 1142.

Crisafulli. Alterato di Crisafi.

Criscione. Cognome presente in 128 comuni italiani, per lo pi˙ della Sicilia (partic. a Ragusa), oltre che del Centro e del Nord. 1) “Crescione”, pianticella; 2) siciliano crisciuni o criscenti = “lievito per il pane” (MiccichÚ).

Cristadoro. 1) “Cresta d’oro” (Rohlfs); 2) dal greco Cristˇdoros = “dono di Cristo” o Christˇdulos = “servo di Cristo”. • Attestaz.: sec. XIV.

Cristaldi. Siciliano cristaudi = “morbillo” (Traina) o “cristalli” (Rohlfs e Caracausi). • Attestaz.: sec. XIV.

Crupi. 1) Greco kur˙pis = “raso”, “tosato” (Rohlfs e Caracausi); 2) greco kˇpros, siciliano crupu = “letame” (Pensabene). • Attestaz.: Basilius Curupi, Palermo, 1315.

Cucchiara. “Cucchiaio”. (Dialett.) • Attestaz.: sec. XVI.

Cucinotta. 1) Alterato del dialettale cucina = “cugina” (Francipane); 2) forse alterato d’ipocoristici uscenti in -cucius, come Beccucius e Falcucius (Caracausi).

C˙ffari. 1) C˙ffaro o scorciavacche Ŕ nel modicano il forte vento di grecale, collegato all’arabo kafir (plur. kuffÓr) = “infedele” (MiccichÚ); 2) forse dal greco kűfos = “agile, leggero”; 3) forse dal greco mediev. kufˇs = “sordo” (Caracausi).

Cuffari. Fabbricanti o venditori di coffe, plur. di Coffa.

Cuius. 1) Cognome siciliano con pochissime occorrenze: “(figlio/a) di cui, del quale, della quale”, cioŔ della persona di cui si tratta, dalla formula giuridica de cuius (hereditate agitur) = “della cui (ereditÓ si tratta)” nei casi di successione (latino); 2) “di chi?” relativamente a figlio/a d’ignoti (Caracausi).

C˙nsolo. Dialettale dal latiano consul, -is = “c˛nsole”, antico italiano “c˛nsolo”. Originariamente i consoli erano i due capi che collegialmente esercitavano il potere supremo nella repubblica romana, ma successivamente il termine ha indicato alti magistrati statali, regionali, comunali, pubblici e privati, con poteri di responsabilitÓ, mentre oggi indica certi funzionari diplomatici. Questo cognome Ŕ nato (nel Medio Evo) o come titolo della carica effettivamente esercitata o come soprannome. In ogni caso Ŕ da escludere la pronuncia piana e l’interpretazione “cons˛lo, consolazione”, cioŔ visita di condoglianze con cibarie recate in dono ai congiunti d’un defunto, proposta dal Rohlfs nel 1979. • Etimologicamente, fin dall’antichitÓ c˛nsolo / c˛nsole Ŕ stato ritenuto un deverbale del latino consulere = “provvedere”, ma poi Ŕ stata anche supposta una derivazione dal latino cum = “con” + la radice di sedere = “stare seduto”, per indicare chi aveva la sedia curule in comune e condivideva il potere con un altro. • Frequenza: a Patern˛ 13░. • Attestaz.: greco Kˇnsulos, Sicilia e Italia Merid., sec. XIII; Ramulus Consulus, Palermo, 1286; Romulus Consulus, ibid., 1287; dominus Cunsulus, Italia Merid., 1326. Il Sabatini-Coletti, invece, attesta il termine italiano c˛nsolo al sec. XIV.

C˙nsulo, C˙nzolo. Varianti di C˙nsolo.

Curcuruto. “Corridore”, cavallo veloce. (Rohlfs e Caracausi)

Curello. Cfr. Corello.

Currao, Currau. “Corrado”. (Dialettale)

C˙scani. Cfr. CuscunÓ al punto 2.

CuscunÓ. 1) Da Kuskunßs, cognome in Grecia (Rohlfs); 2) nome di mestiere, dal greco kusk˙nuion e neogreco kusk˙ni = “porcellino” (Caracausi).

Cusmano. 1) Spagnolo Guzmßn, nome d’un celebre casato cui appartenne S. Domenico; 2) dal nome personale greco tardo KosmÔs, tratto dal greco antico kˇsmos = “modesto, moderato” o dal greco tardo kˇsmion = “ornamento”, attraverso l’arabo QuzmÓn, da cui lo spagnolo Guzmßn e il maltese Gusman, fatta salva la possibilitÓ d’un’aggiunta di -nus a KosmÔs per evitare l’accento finale (Caracausi). • Attestaz.: Cosmanus, Cefal˙, 1265; Cosmanus de Fasana, Palermo, 1287.

Cuticone. “Zoticone”, “uomo ignorante”, dal dialettale c˙tica = “pelle”. (Caracausi)

Cutispoto. Greco e neogreco oikodespˇtes = “padrone di casa”. • Attestaz.: sec. XII.

Cutore. Latino cultor, -oris = “coltivatore, agricoltore” e dialettale cuturi = “cultore, (rac)coglitore” (ad es. di frutta).

Cutraro. Dialettale cutraru = Coltraro.

Cutrona, Cutrono. Crotone, cittÓ calabrese, in greco Krˇton, d’etimolgia incerta.

Cutrufello. Alterato del siciliano cutrufu = “caraffa”.

Cuttone. Cfr. Cottone.

C˙tuli. “Ciottoli”. (Dialett.) • Attestaz.: sec. XII.

Cutuli, Cutulli. Dal greco antico kotřle = “concavitÓ, cavitÓ”, “tazzetta, coppa, ciotola”,”cavo della mano”.

D

(╚ bene ricordare che, nei cognomi, le preposizioni de e di seguite da un nome personale indicano discendenza: “figlio/a di”, “discendente di...”. Il cognome Ŕ perci˛ un patronimico o un matronimico. Come giÓ detto nell’Introduzione, questo modo d’individuare le persone era in uso presso i bizantini — ma si trovano degli esempi anche nei vangeli — e si rendeva necessario a causa delle omonimie: ad es. “Giovanni (figlio) di Stefano” e “Giovanni (figlio) di Salvatore”. Attualmente Ŕ in uso in varie cittÓ e nazioni del mondo. A Teramo i primi quattro cognomi sono nell’ordine: Di Francesco, Di Pietro, Di Giuseppe e Di Marco. L’uso Ŕ tuttora vivo in Sicilia, dove Ŕ stato causato dall’abbondanza della prole e dal rispetto della tradizione d’imporre ai figli i nomi dei nonni. Sebbene di significato intuitivo, qui vengono ugualmente repertati a titolo di documentazione anche i cognomi che contengono le suddette preposizioni. Infine si ricordi che le stesse preposizioni oggi fanno parte integrante dei cognomi; e, siccome la regola vuole che i cognomi si scrivano con iniziale maiuscola, tali preposizioni, se costituiscono il primo elemento del cognome, vanno con iniziale maiuscola, altrimenti possono provocare non solo ridicolo per la supposta e vantata origine nobiliare, ma anche confusione: ad es. “il discorso di di Pietro” provoca confusione nell’uso di due di, confusione che non ci sarebbe se si scrivesse correttamente “il discorso di Di Pietro” o meglio “di Di-Pietro” o anche “di DI PIETRO”; invece l’iniziale minuscola della preposizione Ŕ ammissibile se questa costituisce un elemento del cognome successivo al primo: ad es. Ŕ corretta la forma “Simi de Burgis” con d minuscola, perchÚ qui la preposizione Ŕ elemento successivo al primo, cioŔ “Simi”. Si ricordi infine che quasi tutti i cognomi hanno tali preposizioni sottintese: ad es. quando scriviamo “Alessandro Manzoni” intendiamo dire “Alessandro dei Manzoni”, cioŔ “della famiglia Manzoni”.)

D’Agata. “Figlio/a d’Agata”. Dal greco agathÚ = “buona”.

D’Agati. Cfr. Agati.

D’Agostino. “Figlio/a d’Agostino”. Cfr. Agostino. • Frequenza: in Italia 98░.

Daidone. “D’Aidone”, etnico d’Aidone, toponimo in EN, d’etimolgia incerta.

Dalei. Probab. Ŕ da ricondurre a D’AlÝ o Dolei.

D’Alessandro. “Figlio/a d’Alessandro”. • Frequenza: in Italia 134░.

D’AlÝ. Cfr. AlÝ.

DalÝ. “D’AlÝ”.

Damanti. 1) “Figlio/a d’un uomo chiamato Amante” (= “che ama Dio”); 2) “figlio d’amanti”; 3) siciliano antico damanti = “diamante” (Caracausi).

D’Amico. 1) “Figlio/a d’un uomo chiamato Amico”; 2) “figlio/a d’amico”. • Frequenza: in Sicilia 23░, in Italia 70░.

D’Amore. 1) “Figlio/a d’un uomo chiamato Amore” (nome personale affettivo); 2) “figlio/a d’amore”.

D’Angelo. “Figlio/a d’un uomo chiamato Angelo” (dal greco ßnghelos = “annunciatore, messaggero (di Dio)”, divenuto nome personale indicante o augurante bontÓ, bellezza, protezione. • Frequenza: in Sicilia 21░, in Italia 32░.

D’Anna. “Figlio/a d’Anna”. Dall’ebraico Hannah = “Dio ha avuto misericordia (concedendo la maternitÓ)” o “che ha ricevuto la grazia (della maternitÓ)”.

D’Arrigo. “Figlio/a d’Arrigo”.

D’└sero. Cfr. └sero.

Dato. “Dato da Dio”, “Donato da Dio”; ma secondo il biblico libro dei Numeri VIII 16 anche “Dato a Dio”, “Donato a Dio”. • Attestaz.: Datus, Palermo, 1298.

Davilla. “Da Villa”: dal toponimo Villa in varie regioni.

De Amore. Cfr. Amore e D’Amore.

Deffenu. Cognome sardo, accentrato in Sardegna e sporadicamente sparso in una trentina di comuni italiani. Dal latino fenum = “fieno”: pu˛ significare o “del fieno” o “della famiglia Fieno” o “dell’ant. localitÓ sarda Fenu” (Pittau).

De Grandi. Appartenente alla categoria dei grandi o alla famiglia Grandi, persone d’alta statura.

De Iannello. “Di Giannello, Di Giovannello”. Cfr. Di Giovanni.

De Jaco. “Figlio/a di Giacomo”.

D’ElÝa. “Figlio/a d’ElÝa”.

De Liguori. Cfr. Liguori.

Della Torre. Della famiglia Torre, abitante presso una torre.

Dellavita. “Della donna chiamata Vita”.

Dell’Erba. Da attinenza con l’erba ed eventuale relativo toponimo.

Del Popolo. Cognome diffuso in un centinaio di comuni italiani di varie regioni: “appartente alla comunitÓ, alla collettivitÓ, alla massa popolana”, probab. riferito a trovatelli. Toponimo Popolo in AL e Popoli in PE.

De Luca, Deluca. “Figlio/a di Luca”. • Frequenza: in Italia 14░. De Luca Ŕ il primo cognome a Benevento.

De Luciano. “Figlio/a di Luciano”. Dal soprannome latino Lucianus, originato dal nome Lucius = “attinente alla luce”.

De Lullo. “Figlio/a di Lollo”, che il Caracausi fa risalire al siciliano lollu = “stupido, sciocco”.

De Maio.Di Maggio”.

D’Emanuele. “Figlio/a d’Emanuele”.

De Maria. “Figlio/a di Maria”. Ebraico Maryam o Myriam = “amata” o “graziosa”.

De Mariano. “Figlio/a d’un uomo chiamato Mariano in onore di S. Mariano o della Vergine Maria”.

De Martino. “Figlio/a di Martino”.

De Masi. “Figlio/a di Masi”.

Deodati. “Dati da Dio”.

De Pasquale. “Figlio/a d’un uomo chiamato Pasquale in onore della Pasqua di Resurrezione o di S. Pasquale”.

Desiderio. Nome personale gratulatorio per l’arrivo d’un/a figlio/a desiderato/a.

Di Bella. “D’una donna di nome Bella” o etnico di Bella, toponimo in CZ e PZ.

Di Benedetto. “Figlio/a di Benedetto”.

Di Blasi. “Figlio/a di Biagio”, dal latino blaesus = “balbuziente”.

Di Bua. Cfr. Bua.

Di Carlo. “Figlio/a di Carlo”. Dal germanico karla = “uomo libero”.

Di Caro. “Figlio/a d’un uomo chiamato Caro, in latino amato o gradito”.

Di Cataldo. “Figlio/a di Cataldo”. Dal nome d’un santo irlandese.

Di CÓudo. “Di caldo”. (Dialett.)

Di CÓvolo. Da qualche localitÓ di nome CÓvolo.

Di Dio. “Figlio/a di cui si conosce solo il padre di tutti, trovatello/a”.

Di Fazio. “Figlio/a di Fazio”.

Di Fini, Difini. 1) “Figlio/a d’un uomo chiamato Fine per desiderio di non avere pi˙ figli”; 2) “quello/a della fine (confine) del territorio”.

Di Fiore. “Figlio/a di Fiore”.

Di Franca, Di Franco. “Figlio/a di Franca/o”.

Di Gaetano. “Figlio/a di Gaetano”. Dal latino Caietanus, etnico di Gaeta (LT).

Di GiÓcomo. “Figlio/a di Giacomo”. Dall’ebraico Ya-aqobb = “Protetto da Dio”.

Di Giorgio. “Figlio/a di Giorgio”. Dal greco gheorgˇs = “agricoltore”.

Di Giovanni. “Figlio/a di Giovanni”. Dall’ebraico Yohanan = “Dio Ŕ misericordioso”.

Di Gir˛lamo. “Figlio/a di Girolamo”. Dal greco ier˛n ˇnoma = “sacro nome”.

Di Giunta. “Figlio/a di Giunta”.

Di Giuseppe. “Figlio/a di Giuseppe”. Dall’ebraico Yosef = “Dio accresca”.

D’Ignoti, D’Ignoto. “Di genitori/e ignoti/o, trovatello/a”.

Di Gregorio. “Figlio/a di Gregorio”. Dal verbo greco gregorÚin = “svegliarsi”, e quindi “sveglio, pronto nell’agire, risvegliato alla fede”.

Di Guardo. “Figlio/a di Guardo”.

Di Leo. “Figlio/a d’un uomo chiamato Leo, cioŔ Leone”.

Dilettoso. Nome affettivo: “piacevole, grazioso”.

Di Lorenzo. “Figlio/a d’un uomo chiamato Lorenzo”. Da cittÓ in cui abbondavano i boschi di lauri.

Di Maggio. “Figlio d’un uomo chiamato Maggio, in riferimento al mese della nascita”.

Di Marco. “Figlio/a di Marco”. Dal latino Marticus, relativo al dio della guerra. • Frequenza: in Italia 189░. ╚ il primo cognome a Sessa Aurunca (CE) e Roseto degli Abruzzi (TE).

Di Mare, Di Mari. “Figlio/a d’un uomo chiamato Mare/i”. Antico tedesco Adimar, nome d’origine longobarda. Cfr. Mari. • Attestaz.: Ioßnnes Adimßres, Sicilia, 1148.

Di Maria. Cfr. De Maria.

Di Mariano, Dimariano. Cfr. De Mariano.

Di Martino. Cfr. Martino.

Di Marzo. 1) “Figlio d’un uomo chiamato Marzo, in riferimento al mese della nascita, o Marzio”; 2) “nato/a nel mese di marzo”.

Di Mase, Di Masi. Cfr. Masi.

Di Mattea. “Figlio/a di Mattea o Mattia”. Dall’ebraico Matah-Yah = “dono di Dio”.

Di Mauro. “Figlio/a di Mauro”. Da una gens latina proveniente dalla Mauritania.

Di Meo, Dimeo. “Figlio/a di Bartolomeo”, dall’aramaico Bar (= figlio di) + Tholmay (= Tolomeo, “valoroso”).

Di Mulo. Cognome presente in una ventina di comuni italiani, per lo pi˙ del Nord. Attinente a Colle del Mulo, in Piemonte, o variante del neogreco Dimoli. (Caracausi)

DiolosÓ. “Figlio/a di cui solo Dio sa chi sono i genitori, trovatello/a”.

Di Palermo. Cfr. Palermo.

Di PÓola. 1) “Figlio d’una donna di nome Paola, dal latino pauca = “piccola di statura”; 2) “etnico di Paola, toponimo in CS, che per il Finamore e per il Diz. di Topon. viene dal latino (terra) pabula = “terreno da pascolo” o pabula = “pascoli”.

Di PÓolo. “Figlio d’un uomo di nome Paolo, dal latino paucus = “piccolo di statura”.

Di Parenti, Diparenti. Cfr. Parenti.

Di Penna. Etnico di Penna (toponimo in varie regioni) o forma errata di Di Perna.

Di Perna. Cfr. Perna.

Di Perri. “Figlio/a di Pietro”. Dal francese Pierre.

Di Prima. “Figlio/a d’una donna chiamata Prima perchÚ prima nata della famiglia”.

Di Ruggero. “Figlio/a di Ruggero”.

Di Salvatore. “Figlio/a di Salvatore”.

Di Salvo. “Figlio/a di Salvo”.

Di Silvestro. “Figlio/a di Silvestro”. Dal latino silvester = “abitante dei boschi”.

Di StÚfano. “Figlio/a di Stefano”. Dal greco stÚfanos = “corona”. Frequenza: a Patern˛ 7░ (comprese le due varianti che seguono), in Sicilia 10░, in Italia 85░.

di StÚfano. Forma errata di Di StÚfano nell’uso della d iniziale minuscola, probab. per evidenziare origini nobiliari. I cognomi (e qui il cognome Ŕ Di StÚfano e non StÚfano) vanno con iniziale maiuscola.

DistÚfano. Variante di Di StÚfano.

Di Vincenzo. “Figlio/a di Vincenzo”. Dal latino vincens = “vincente”.

Di Vita. Cfr. Della Vita.

D’Oca, Doca. Da Oca, frequente toponimo nell’Italia Settentr. (Caracausi)

Dolei. Forse da Dolia.

Dolia. 1) Latino dolium = “botte, giara”; 2) probab. greco antico dˇlios = “astuto, ingannatore”, neogreco anche “infelice, sciagurato” (Caracausi).

D˛mina. “Signora, padrona”. (Latino)

DomÝnici. Plur. del latino dominicus = “padronale, del Signore”.

Donato. Cfr. Dato. Toponimo in VC.

Doria. 1) “D’Oria” o “d’Auria”, nomi di donne; 2) etnico d’Oria (BR); 3) “d’oro o della D˛ride, regione della Grecia” (De Felice).

D’Orto. Cfr. Orto.

DovÝ. AfŔresi e ap˛cope di Ludovico.

Dovico. AfŔresi di Ludovico.

Duca. 1) Titolo nobiliare (gerarchia araldica a partire dall’alto: principe, duca, marchese, conte, barone); 2) epiteto scherzoso; 3) soprannome per indicare una persona al servizio di qualche duca o a lui rassomigliante. Dal latino dux = “capo, condottiero, guida”.

D’Urso. “Figlio/a d’Urso”.

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