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Ai piedi del faro

Ho letto Ai piedi del faro: una riscoperta del senso più vivo del tuo fare poetico. Una summa così ricca di umori, di memorie, percezioni e di modalità (dall’invettiva civile alla filastrocca infantile…) che mi ha attratto per lo sconcerto iniziale fino all’ammirazione per l’apporto finale che offri alla poesia italiana.

La variatio sorprendente nell’uso della lingua (eppur sempre internamente controllata così come interiormente consentanea alla mutevole vicenda esistenziale) mi hanno dato conferma di quella misteriosa attitudine, tutta femminile e per me inarrivabile, all’osservazione sorprendente, spiazzante e perciò rivelatrice di anse e anfratti deposti nel fondo di un’anima non solo sensibile, ma sensitiva dell’essenza del mondo.

Resta indubitabile quel fondo, che può ricongiungerti, ma in forma originalissima a tanti altri nostri corregionali e tuoi concittadini – dico dei grandi: un fondante credo nella “resistenza” della natura, che si ribella e si vendica quando l’uomo la violenta col supermercato, ma profonde la sua generosità quando l’uomo l’ascolta e l’asseconda.

Vi è una maestria nel linguaggio tanto più sapiente quanto più inapparente fino allo spostamento del ritmo infantile ad un registro alto e davvero ispirato. Insomma, te ne rendo sincero omaggio.

(lettera dell’11 apr. 2018)

Recensione
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